Arch Enemy: Live Report della data di Roncade (TV)

Aspettavo da un bel pò di tempo di vedere gli Arch Enemy dal vivo ed il mini tour europeo di maggio non poteva che essere una ghiotta occasione dopo essermi appassionato all’ultimo live “Tyrants of The Rising Sun”. Aprono per la band dei fratelli Ammot i danesi Mercenary, band decisamente interessante e ben poco definibile a livello di genere. Apre l’esibizione il “Nessun Dorma” coverizzato dai Manowar un po’ di anni fa. Il pubblico accoglie decisamente bene la band che risponde con una presenza scenica molto buona considerando anche la ridotta capienza del palco del New Age. I brani sono in prevalenza tratti dagli ultimi due album della band “The Hours That Remains” e “Architect of Lies”, probabilmente l’apice della discografia della band. Si alternano momenti più death oriented con il bassista over-size Rene Pedersen che si occupa delle vocals in growl, con momenti più melodici ed intensi tra intrecci tastieristici e assolo entusiasmanti. Un esibizione decisamente buona per quasi quaranti minuti di concerto.

Cambio palco abbastanza veloce ed è il turno degli headliner; non nascondo che la curiosità era soprattutto nel poter assistere alla performance della bionda Angela Gossow. L’apertura è affidata a quel gran brano di “Blood on Your Hands”, opener anche dell’ultimo album, da cui verranno tratti diversi pezzi. I due Ammot si schierano ai due lati del palco e manterranno per tutto il concerto un’atteggiamento molto composto (soprattutto Christopher) il che comunque penalizza in qualche maniera la performance nel complesso. Fortunatamente Angela non fa mancare niente al pubblico, si agita, si muove sul palco e aizza il New Age praticamente al completo per l’occasione. La scaletta è incentrata sugli album della “Gossow-Era” com’era lecita aspettarsi, ma penso che questo sia anche quello che vogliono i fans dopotutto. Bisogna dire però che contro una performance impeccabile a livello tecnico e strumentale (anche i suoni sono molto nitidi), la voce della cantante fa un po’ di fatica a mantenere gli standard dello studio. Ma non sarà certo questo a rovinare un concerto che si rivela ogni minuto che passa sempre più coinvolgente e devastante. Highlight della serata sono senza dubbio “Burning Angel” dall’assolo centrale epocale, “Dead Eyes See No Future” e una “My Apocalypse” dai toni inquietanti e lugubri. Ovviamente in primo piano anche le performance soliste delle due asce di Chris e Michael Ammot (quest’ultimo forse un po’ troppo succube del suo personaggio) che sciorinano assoli unici, purtroppo però sempre molto in linea con quanto inciso in studio e mai frutto del momento. In conclusione un concerto veramente riuscito in tutto e per tutto, pubblico soddisfatto e contento (ed ammaccato dato il pogo veramente pesante delle prime file), forse un set degli Arch Enemy troppo corto (solo un ora e poco più). In tanti si ostinano a chiudere gli occhi di fronte ad una band di questo valore, continuando a rimpiangere i tempi dei Carcass gloriosi e spalando merda sulla scelta di una vocalist come la Gossow; penso che concerti come questi spazzino via ogni dubbio su quello che sono gli Arch Enemy oggi. Ora attendiamo il nuovo album….

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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