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Anvil – Recensione: Impact Is Imminent

Gli Anvil negli anni sono diventati un gruppo centrale nel mondo del metal pur rimanendo pressoché sconosciuti al di fuori degli amanti del genere; il motivo di quella che considero una vera ingiustizia è per me ignoto. 

Il loro diciannovesimo album per lo più segue la via tracciata negli anni dei canadesi ossia Heavy Metal con venature Thrash, dall’altra riserva una piccola sorpresa.

Dopo una breve “presentazione” di Dave Grohl che, da grande conoscitore del mondo heavy, presenta la band con la giusta devozione ed entusiasmo, veniamo catapultati in un vortice di metallo con l’accoppiata “Take a Lesson” e “Ghost Shadow”, entrambi brani molto compatti e rocciosi.

Rallentiamo su  “Another Gun Fight“, che gioca tutto su un ritmo cadenzato che paga un po’ la durata, ma riprendiamo a correre con “Fire Rain” e i suoi richiami che rasentano il punk. Qui arriviamo a incrociare la prima parte della sorpresa di cui parlavo prima, ovvero “Teabag ”, uno strumentale di purissimo rock ‘n roll.

Riprendiamo con il più classico metal di “Don´T Look Back“,  “Someone To Hate” e “Bad Side Of Town”, molto belle tutte e tre e accomunate da ritornelli che, pur per motivi diversi, sono decisamente entusiasmanti. Meno interessante “Wizard’´s Wand” che, escluso un buon assolo, scivola via con troppa facilità.

Lockdown”, visto anche l’argomento, risulta particolarmente sentita. Il risultato è una marcia potente e tanto appassionata quanto appassionante, di sicuro tra i pezzi meno pesanti dell’album è il meglio riuscito.

In un attimo ci ritroviamo nel più classico Anvil style con “Explosive Energy“,  “The Rabbit Hole” e “Shockwave“, più aggressive le prime due, più tranquilla e quasi epica la terza, per arrivare alla seconda parte dell’anomalia dell’album: si tratta di “Gomez”, che non è altro che “Teabag” risuonata con il supporto degli ottoni.

Citando l’intro, gli Anvil ci lasciano una lezione di coerenza e passione accompagnate da grande abilità di mantenere la direzione scelta senza essere banali.

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