Evoken – Recensione: Antithesis Of Light

Quello degli americani Evoken è un doom metal annichilente e ipnotico, privo di ogni sentimento che non sia tristezza, malinconia, disperazione, la colonna sonora di un male di vivere percepibile anche nel contenuto lirico.

Riff spessi e di una lentezza quasi esasperante, incontrano delle growling vocals soffuse e recitanti; tastiere ed arpeggi di grande riflessività, vanno a combinarsi con questo quid sonoro di base, creando episodi avvolgenti, ninne nanne per un’umanità che sembra essere destinata all’annullamento.

Quel senso di forte malessere e di profonda malinconia, trova diretta fonte di ispirazione nei Sopor Aeternus, act chiamato più volte in causa dagli Evoken (‘Accursed Premonition’, ‘Antithesis Of Light’), ma qui non vi è spazio per le intuizioni romantiche, né per la teatralità. Tutto è nero, tutto è soffocante, a volte anche in modo troppo insistente, quasi fastidioso verrebbe da dire.

L’ascolto si protrae oltre i 70 minuti, i singoli brani si aggirano su di una lunghezza media di 10-11 minuti ciascuno, rendendo questo lavoro consigliabile solo ad una nicchia di pubblico ben precisa e interessata ad un sound tanto particolare, ipnotico e volutamente doloroso.

Voto recensore
6
Etichetta: Avantgarde / Masterpiece

Anno: 2005

Tracklist:

01.Intro
02.In Solitary Ruin
03.Accursed Premonition
04.The Mournful Refusal
05.Pavor Nocturnus
06.Antithesis Of Light
07.The Last Of Vitality


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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