Annisokay – Recensione: Enigmatic Smile

Seconda prova sulla lunga distanza per i tedeschi Annisokay, questa volta su etichetta SPV. Fin dall’inizio spicca la propensione per la melodia di questi ragazzotti che, fra breakdown, incursioni effettistiche (purtroppo ormai onnipresenti nei CD di questo genere) e ritornelli killer riescono a dire la loro con questo “Enigmatic Smile“.

Partenza bella carica con l’accoppiata “Carry Me Away” e “Naked City”, ben suonate e prodotte in maniera efficace, riuscendo a far risaltare il lavoro dei singoli componenti ma lasciando la cattiveria necessaria; “Snowblind” ricorda in maniera decisa una versione potenziata dei Linkin Park , in certi momenti, alternata a parti rabbiose e che fanno presa fin dal primo ascolto, come pure la catchy “Wolves in the Walls”.

Assoli non pervenuti, nemmeno avvistati col binocolo, ma l’impressione generale è che sia una cosa voluta al fine di far giungere all’ascoltatore il tiro generale, come nella bella “Traveler” e in “New Autumn Light”: c’è il momento più riflessivo grazie a “Life Cycles” (un intermezzo all’acqua di rose), che lascia un po’ d’amaro in bocca e una sensazione che sia stato quasi un obbligo farla comparire. I pezzi più belli sono in chiusura e si chiamano “Fame”, ben costruita e pesante al punto giusto per poter essere apprezzata anche dai più restii, e la conclusiva “What is left”, fresca e molto ascoltabile.

Un buon lavoro che può però essere accusato di prolissità: due, tre pezzi in meno avrebbero giovato e snellito questo “Enigmatic Smile“, che rimane comunque una prova oltre la soglia della sufficienza per gli Annisokay.

Voto recensore
6,5
Etichetta: SPV / Steamhammer

Anno: 2015

Tracklist:

01. Carry Me Away
02. Naked City
03. Snowblind
04. Panic Attack
05. Wolves in the Walls
06. Fragile Line
07. Traveler
08. Life Cycles
09. Fame
10. New Autumn Light
11. What is Left


Sito Web: Annisokay Official Fanpage

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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