Angra: Live Report della data di Milano

Dopo i consensi raccolti con l’eccellente ‘Aurora Consurgens’, uno dei platter di metal classico più incensati nel corso del 2006, i brasiliani Angra tornano dal pubblico italiano. Questa è una sera speciale: la band festeggia i suoi quindici anni di attività e infatti non mancheranno alcune sorprese per la gioia dei fan giunti oggi all’Alcatraz, forse non particolarmente numerosi ma pronti a sostenere i carioca e le band che si esibiranno prima di loro con grande fervore.

Ad aprire le danze sono gli italo-inglesi Power Quest, five-piece fondato dal tastierista Steve Williams e originario di Southampton ma per tre quinti italiano. La band offre una buona mezz’ora di power melodico dal sapore fantasy, le song vedono alcune continuità con la Rising Force ma si avvertono anche influenze orientate verso l’hard rock. Con un pizzico di orgoglio segnaliamo la performance del nostro Alessio Garavello, ottimo vocalist capace di rendere subito partecipi i presenti. Ai nostri non guasterebbe una maggiore presenza scenica, ma da un punto di vista esecutivo lo spettacolo è assolutamente perfetto.

Prima sorpresa della serata, i Firewind del chitarrista Gus G. si esibiscono senza il cantante ufficiale, Apollo Papathanasio, che ha dovuto rinunciare ad alcune date del tour in seguito a problemi famigliari. Il suo sostituto è Henning Basse dei Metalium, che si mostra all’altezza della situazione come interprete (sebbene sia dotato di un timbro decisamente più aggressivo) e come front-man. L’audience appare immediatamente coinvolta e la band, vuoi anche per la presenza del più “ruvido” Henning, abbandona in buona parte i risvolti melodici del proprio sound per offrire un set granitico. Gus macina riff su riff, mentre il resto del gruppo si muove con disinvoltura da un lato all’altro del palco chiedendo il supporto del pubblico che non mancherà nemmeno un istante. Tra le song proposte citiamo l’energica ‘Fire’, ‘Till The End Of Time’ e per salutare gli astanti, una cover non proprio perfetta di ‘The Trooper’ degli Iron Maiden, accolta comunque con grande entusiasmo.

Gli Angra salgono sul palco e attaccano subito con un’accoppiata che manda in visibilio i presenti: ‘Carry On’ e ‘Nova Era’, immediatamente cantate a gran voce da tutti. Edu Falaschi, nonostante l’aria tranquilla, si rivela un ottimo front-man e anche il resto della band è a proprio agio. Le song che furono di Matos sono interpretate da Edu con dimestichezza e personalità, ma il set privilegia naturalmente le produzioni più recenti. Questa sera i carioca proporranno le song più amate tratte da ‘Temple Of Shadows’ e ‘Aurora Consurgens’, tra le quali segnaliamo ‘Voice Commanding You’, ‘Waiting Silence’, ‘Ego Painted Grey’, ‘Angels And Demons’, ‘The Course Of Nature’ e ‘Spread Your Fire’, oltre a ‘Heroes Of Sand’ e ‘Rebirth’, titletrack dell’album risalente al 2001. Dall’era Matos, spazio a ‘Wings Of Reality’, ‘Z.I.T.O.’ e ‘Nothing To Say’, che Edu renderà più energiche con il suo timbro graffiante. La band mostra ormai un bagaglio tecnico tra i più raffinati del genere, le sfaccettature progressive sono numerose, ma i sudamericani non dimenticano un approccio comunque compatto e di spessore. Molto buone le prove del drummer Aquiles Priester, un esecutore di prim’ordine capace di mettersi in luce con le sue trovate spiritose (l’ingresso con la maschera da wrestler è stato da applausi!), oltre al sempre ottimo Kiko Loureiro. L’esecuzione di ‘Spread Your Fire’ prelude al temine dello show, ma gli Angra, anziché abbandonare il palco e tornare dopo le incitazioni preferiscono una passerella e un caloroso ringraziamento agli astanti. Come dicevamo, questa sera ci saranno alcune sorprese. Il concerto infatti, non è ancora terminato. Felipe Andreoli, l’unico ad aver lasciato lo stage, ritorna dopo pochi minuti con una torta…Già, è il compleanno della band e bisogna festeggiare, cosa c’è di meglio che farlo con gli amici? Angra, Firewind e Power Quest salgono tutti insieme sul palco e formano un super-gruppo (con i musicisti che si intercambieranno agli strumenti) che eseguirà due cover, ‘Smoke On The Water’ dei Deep Purple e ‘Flight Of Icarus’, ancora degli Iron Maiden. Edu, Henning e Alessio si alternano al microfono, mentre gli altri musicisti danno luogo a mille trovate semi-serie e si sprecano i dispetti. Chissà cosa avrà pensato il buon Mark Cross (drummer dei Firewind) mentre Kiko, Gus e l’indiavolato Aquiles smontavano pezzo per pezzo la batteria costringendolo a tenere il tempo solo con la grancassa?

Un finale con i fiocchi, ideale per chiudere una serata piacevole sotto tutti i punti di vista. Buon compleanno Angra e complimenti ancora per l’ottimo show.

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi