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Dark Funeral – Recensione: Angelus Exuro Pro Eternus

“Angelus Exuro Pro Eternus” è il “solito” disco dei Dark Funeral…e meno male! La band svedese riesce come poche altre a portare avanti un discorso musicale immutato nel tempo tramite una vena compositiva che sembra non inaridirsi mai. Per dirla in altre parole, la solita minestra è dannatamente buona.

Il nuovo album offre nove agghiaccianti gemme di black metal orgogliosamente legato ai canoni della tradizione nordeuropea, eppure pregiato da un dinamismo tecnico notevole, continua ricerca melodica e una produzione assolutamente perfetta. I brani sono comunque snelli e non indugiano in tanti preziosismi, anzi, arrivano al sodo nel migliore dei modi. La voce di Caligula è come sempre perfetta, uno screaming senza compromessi il suo, interpretativo e adatto a descrivere le sensazioni di terrore e smarrimento trasmesse dai brani. Le chitarre di Lord Ahriman e Chaq Mol dialogano con estro, sovrapponendo la velocità esecutiva a dei rallentamenti dal flavour epico.

Non a caso i pezzi alternano una schietta violenza sonora a parti più ragionate che troveremo in brani maestosi come “The Birth Of The Vampiir” e “My Funeral”, song con una parentesi melodica centrale realmente onirica che ben si addice al video (già oggetto di censura, parrebbe) girato entro le mura di un ospedale psichiatrico abbandonato.

Da citare anche l’ampio respiro epico della titletrack e l’inquietante “My Dreams”, episodio un pizzico sui generis che non disdegna una commistione sentita con una componente melodic-death.

Ad essere pignoli, l’unico difetto riscontrabile a “Angelus Exuro Pro Eternus” è la minore duttilità della sezione ritmica, imputabile al fatto che il bassista Gustaf Hielm (Pain Of Salvation, Meshuggah) non è più della partita. Questo però non danneggia affatto il lavoro di una band che ritroviamo una volta di più ad altissimi livelli.

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