Faro – Recensione: Angelost

Progetto che fa riferimento alla voce del singer degli Avalon Chitral “Chity” Somapala (originario dello Sri Lanka), i Faro sono la tipica, incalzante, band class-metal tedesca di seconda schiera. Il loro sound è roccioso, la produzione ottima, i musicisti bravi ed esperti, ma il gusto melodico tipicamente americano (o scandinavo) manca, e non basta il lavoro competente messo in mostra per illuminare le song di quella brillantezza indispensabile a far esaltare il nostro duro cuore di metallari. Il genere è più o meno quello dei vari Firehouse e Bonfire (per restare in casa Germania), ma solo pochi momenti possono davvero competere con la magnificenza di tali maestri e spesso a cavar le castagne dal fuoco è solo il mestiere dei professionisti coinvolti che colmano il vuoto compositivo con una forma inattaccabile, specialmente nei solo di chitarra (‘World Of Fools’) e nei perfetti cori e arrangiamenti. Deboli risultano invece i passaggi più smaccatamente melodici, come le ballad (‘Heavenly Light’) e i tempi groove (‘Strange Dreams’). Un po’ troppo scorbutiche le canzoni si lasciano ascoltare senza coinvolgere più di tanto e senza presentare momenti particolarmente brillanti. Nemmeno grossi difetti, in effetti, ma siamo davanti ad uno stile in cui la media delle uscite ultimamente è piuttosto elevata e restare nel limbo dei discreti non servirà a garantirsi un posto in paradiso.

Voto recensore
5
Etichetta: Mtm Music / Frontiers

Anno: 2006

Tracklist: 01. Desdemona
02. Desert Moon
03. World Of Fools
04. The Forbidden Land
05. Heavenly Light
06. Strange Dreams
07. Damned Eternally
08. Where Did It Go
09. The One
10. Destination
11. Dancing in the Dark

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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