Nine: Angeli Svedesi – Intervista

Freschi di uscita discografica i Nine si preparano a conquistare una fetta più ampia di pubblico con ‘Killing Angels’, ultima loro fatica votata a diventare un’icona importante all’interno della scena hardcore di nuova matrice. Da tanto non succedeva che una varietà di suoni, di influenze, di emozioni confluisse tutta in un solo disco. I primi a dichiararsi soddisfatti sono loro stessi, la parola a Joahn (cantante):"E’ appena uscito l’album prodotto da Daniel Bergstrand, il quale ha lavorato con i migliori gruppi della scena metal svedese come Meshuggah e In Flames. Avevamo bisogno di un sound diverso, l’abbiamo trovato e siamo felici di aver cambiato alcune cose in tal senso. Per noi si tratta sia di un’evoluzione del suono che di una sorta di cambiamento: la presenza di Daniel è stata molto importante, fondamentale direi."

Ciò che colpisce di più in ‘Killing Angels’ è il modo in cui il lato oscuro della band viene messo a nudo in diverse salse, ora giocando su grammatiche pesanti, ora immettendosi su sentieri direzionati verso la melodia e non è un caso che un pezzo come ‘Anxiety Report’ rappresenti il momento più intimo dell’album:"Per noi questa canzone è particolare perché ha un tocco diverso ed è parte di quella nostra evoluzione interna che ci ha portati a scrivere anche gli altri brani." Quella dei Nine è una formula in cui un certo modo di "pensare pesante" attrae a sè, in qualche modo, tanti stili eterogenei fra loro:"Siamo influenzati da qualsiasi cosa a partire dall’hardcore, passando per il punk al death metal fino ad arrivare al pop! Per questo siamo felici, adesso, di andare in tour con Entombed e Disfear: tutte band stilisticamente differenti che condivideranno lo stesso palco, fantastico." A proposito di Entombed, G.L.Petrov compare nel brano ‘Them’ e i Nine da molto tempo sono legati alla storica formazione svedese: "Li abbiamo conosciuti quando nel’97 siamo andati in tour con loro in Svezia, siamo rimasti in ottimi rapporti e così abbiamo chiesto a Petrov se avrebbe voluto cantare in un nostro pezzo e lui non si è fatto nessun problema!". Al di là del lato prettamente musicale, i contenuti dei testi sono altrettanto interessanti: si parla di malessere, rabbia, speranze e dolore ma "preferisco non parlare dei miei testi, chiunque è libero di interpretarli come vuole in base alle sue esperienze. Tutto dipende da chi li legge. Per esempio, tu puoi pensare che un testo parli di religione, mentre un’altra persona può credere che lo stesso testo parli di guerra o di amore."

Trattando del lato "commerciale" dei Nine è impossibile non tirare in ballo il nome di un’etichetta, la Burning Heart Record, entità svedese che ci ha donato gruppi come Refused e Breach rappresentando una delle vie più interessanti di intendere (anche) l’hardcore:"I ragazzi della Burning Heart sanno fare bene il loro lavoro, sono molto aperti dal punto di vista musicale e per questo nella lista di band della label puoi trovare anche formazioni hip-hop, ma anche gruppi molto aggressivi (punk, hardcore). Riescono sempre ad operare ottime scelte di marketing."

Oltre ai Nine, Joahn è coinvolto anche in un progetto che vede membri di Within Reach e 59 Time The Pain: il gruppo si chiama Insula (http://www.insula.cjb.net) e "il genere che suoniamo è sludge-core, abbiamo registrato un CD che è uscito a Marzo, sul sito c’è scritto che siamo morti ma si tratta di uno scherzo!!! (ride, NdA). Il prossimo anno saremo in studio per lavorare su un altro full-length e vedremo come procederanno le cose…".

Intanto attendiamo la loro calata in Italia il 10 ottobre al New Age di Treviso assieme a Entombed e Disfear, per chi non potrà esserci nessun problema: i Nine torneranno a Novembre con i The Hope Conspiracy.

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