Combichrist: “Making Monsters” – Intervista a Andy LaPlegua

Ciao Andy, tanto per cominciare parliamo un po’ dei nuovi lavori dei Combichrist che stanno uscendo in questi giorni …

“Ok. Il singolo appena uscito si chiama “Never Surrender” mentre l’album “Making Monsters”…(Pausa – Andy mi guarda, sorride come per dirmi “puo’ bastare?”…va bene la risposta lapidaria ma qui si esagera! nda).

Va bene…-continua- “Making Monster” è un album “alla Combichrist”, anzi, è “molto alla Combichrist” però sarà anche un po’ diverso dagli album precedenti…Mi sono preso la libertà di fare cose un po’diverse da quello che la gente si aspettava . No, sono davvero contento di questo album, decisamente è l’album che personalmente preferisco a tutt’oggi.”

Andy quali sono i tuoi mostri personali?

“I fans, penso (risate. nda) …non in senso cattivo… io penso che le aspettative dei fans sono al momento quelle che mi creano i mostri peggiori…”

Io so che hai una “fanbase” chiamata Combichrist Army che è molto forte. L’idea di una Combichrist Army viene direttamente da voi? (al sito www.combichrist .com, sotto la sezione Army, potete trovare un vero e proprio mini-social network -ndr)

“Sì, ho avuto io l’idea, invece di fare un semplice fan club, ho preferito fare un qualcosa che avesse un maggiore contatto con la band, in modo che i fans potessero considerarsi una sorta di “estensione” della band stessa invece che essere semplicemente tali.”

Avete chiesto un aiuto ai fans via social network anche per alcuni festival come il M’era Luna.

“Ah sì, beh, questa è stata un’idea del nostro management e della nostra etichetta , con la nostra approvazione ovviamente (Si trattava di alcune ragazze immagine da coinvolgere per la distribuzione di flyers ecc., nda). Mi piace coinvolgere la gente in cose che ritengono divertenti.”

Pensate di fare qualche dei video da questo album?

“Abbiamo in programma un paio di video ma non sono i grado di essere ancora molto esauriente in proposito. Dobbiamo ancora discutere alcuni dettagli ma lo faremo molto presto.”

Cosa mi puoi raccontare a proposito dei testi?

“Come dicevo, il nuovo album è decisamente diverso dai precedenti anche per quanto riguarda le tematiche. E’ un lavoro molto più personale. Nella maggior parte dei nostri album fino ad ora i testi raccontavano principalmente storie, come soggetti di film dell’orrore. La maggior parte dei testi non erano personali, andavano più dietro al personaggio-combichrist. L’ultimo album è più personale, ho preso maggiore ispirazione dal mio privato.”

L’anno scorso avete fatto parecchie date come support band per i Rammstein. Pensi che per una band già famosa come i Combichrist abbia ancora senso suonare come supporter?

“Sicuramente suonare con i Rammstein è una cosa totalmente diversa: loro sono comunque una band mainstream Però è stata un’importante esperienza; è stata infatti un’ottima cosa raggiungere persone al di fuori della “scena” e allo stesso tempo continuare a suonare come ” Combichrist”. Non abbiamo cambiato la nostra musica o il nostro stile per essere più commerciali , non siamo diventati più metal, siamo stati i Combichrist sul palco davanti a gente che non aveva mai sentito musica come la nostra ed è stato buono non solo per noi ma anche per la “scena” così che la scena dark possa ricevere più attenzione e perché più gente possa interessarsene.”

Avete collaborato con una band italiana che si chiama Surgery. Che mi puoi dire a riguardo?

“Mah, a dire il vero si è trattato solo di un remix. Ogni tanto ci sono gruppi che ci chiedono di fare remix: a volte non ho tempo, a volte ho tempo ma non ho voglia di farlo perché il pezzo non mi piace, altre volte lo faccio perché mi piace e ho tempo (ride, nda). Insomma, penso che alla fine sia solo questione di avere tempo e voglia di farlo.”

Avete viaggiato in diversi paesi. dove preferisci esibirti e perchè?

“E’ difficile da dire, perché ogni paese ha diverse città che riservano diverse esperienze. Certe città in Germania possono sembrare città statunitensi e alcune città in Italia possono sembrare città tedesche o americane, così è più che altro una questione di città, di posti ed è difficile perché non penso mai a fare confronti. E’ una questione di esperienze, alcune sono buone, altre cattive e io non ho un posto preferito dove suonare, più che altro direi che mi piace suonare in Italia dove la gente apprezza davvero quando suoniamo ma anche in Germania dove la gente è meno comunicativa ma preferisce ballare e allora diventa divertente allo stesso modo, per cui è molto difficile rispondere. Invece il paese dove mi è piaciuto di più viaggiare è stato il Giappone perché è così diverso da qualsiasi altro posto in Europa o in America .è tutto molto più interessante magari non tanto per gli show ma per la cultura…

Andy, so che una delle tue passioni riguarda la custom culture, auto e moto hot rod…vuoi parlarmene?

“Oh sì… E’ una grande passione, quando non sono in tour, praticamente è la mia vita, è quello che faccio. Non mi va di andare nei club perché è quello che faccio sempre quando sono in tour, così quando sono a casa ritorno nel mio piccolo mondo di auto, moto e rockabilly …(quando ne parla gli si illuminano gli occhi..nda)”

 

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