The Forsaken: Intervista a Anders Sjoholm

Allora Anders, per cominciare ti chiedo di presentare agli utenti di Metallus il vostro nuovo ‘Traces Of The Past’. ” ‘Traces Of The Past’ è la nostra nuova release per Century Media, lo abbiamo registrato presso gli Abyss Studios e personalmente trovo che sia un grande lavoro. La produzione è eccellente e conferisce all’album un alone veramente estremo. ‘Traces Of The Past’ è probabilmente l’album più ‘death’ ed aggressivo della nostra carriera, ma al tempo stesso è molto tecnico. Infatti ci sono molte sfumature thrash, poi è molto… ‘grindish’! Siamo tutti orgogliosi e soddisfatti di questo disco. Ah, come avrete notato abbiamo registrato anche una cover, si tratta di ‘Blackened’ dei Metallica, un grande pezzo thrash.”

Te lo stavo per chiedere, coma mai la scelta della cover è caduta proprio su ‘Blackened’? “Ti sembrerà ovvio ma abbiamo deciso di registrare ‘Blackened’ proprio perché è un bellissimo pezzo! Vedi, all’interno della band abbiamo dei gusti differenti e a volte difficili da far convivere, ma ‘Blackened’ ci mette d’accordo tutti. Io trovo che sia uno dei migliori se non il migliore brano dei Metallica. E’ thrash, è veloce, è melodico.”

Visto che stiamo parlando dei Metallica, che cosa ne pensi di ‘St.Anger’ e del loro nuovo percorso musicale? “Sono sincero, ‘St.Anger’ non mi piace molto. E’ sicuramente migliore rispetto alle loro ultime produzioni e bisogna congratularsi con la loro scelta così coraggiosa di tornare a suonare un certo tipo di metal, ma non mi trovo d’accordo su queste nuove influenze alla Meshuggah. Ti dico la verità, ho anche comprato quel disco, ma non fa per me, non mi entusiasma. Senza dubbio preferisco i loro primi lavori.”

Quali sono i vostri ascolti abituali all’interno della band? “I nostri ascolti sono molto eterogenei, tra di noi abbiamo gusti diversi. Personalmente, in massima parte ascolto thrash e death metal. Tra le uscite più recenti ho apprezzato in modo particolare ‘Gateways To Annihilation’ dei Morbid Angel. Anzi, trovo che quel disco sia veramente un capolavoro, il CD staziona imperterrito all’interno del mio stereo, lo stavo ascoltando anche prima di chiamarti. Poi adoro i Cannibal Corpse, tutta la discografia dei Testament e gli Slayer, specialmente i loro primi lavori. Secondo la mia opinione ‘Show No Mercy’ e ‘South Of Heaven’ sono due tra i migliori dischi metal in assoluto. Comunque non sono un ascoltatore ‘metal or nothing’, apprezzo anche la buona musica in generale, purchè sia sincera e mi dia delle emozioni, anche se il metal estremo rimane il mio riferimento principale.”

Sul versante lirico cosa mi dici? L’album segue un concept o è composto da episodi a sé stanti? “L’album non segue un concept, parliamo di tantissime cose nei pezzi. Argomenti se vogliamo ‘scottanti’ come la manipolazione genetica, le guerre, la religione, il fanatismo religioso in particolare, uno dei mali peggiori dell’umanità e che purtroppo in questo periodo rientra sempre nei fatti di cronaca. Nella stesura delle liriche ci siamo fatti influenzare da esperienze e opinioni personali relative a tutto ciò che sta capitando nel mondo.”

Cosa avete pianificato dopo l’uscita dell’album? Magari un tour oppure assoluto riposo? “Non so ancora…Venerdì sera ci sarà il party organizzato dai ragazzi della Century Media per la promozione dell’album e poi si vedrà, non sono certo se partiremo in tour oppure no. Per ora, almeno per quanto mi riguarda, voglio riposarmi e svagarmi il più possibile.”

Una curiosità…come mai la scelta di pubblicare un album di death metal così ‘classico’ ed aggressivo quando molti vostri connazionali optano per differenti soluzioni sonore, mischiando ad esempio la componente death a sonorità sinfoniche o elettroniche? “Guarda…so che il death metal svedese è famoso per queste sue ‘contaminazioni’. E’ più melodico, più tecnico, più ‘thrash oriented’ se vogliamo. Per quanto riguarda noi Forsaken invece, pur essendo svedesi preferiamo dedicarci a un death metal di derivazione americana, a un sound più ‘in your face’ e ‘back to the roots’. In poche parole aggressivo, uniforme. Credo che in ‘Traces Of The Past’ , un lavoro del quale siamo pienamente soddisfatti e orgogliosi, siamo riusciti in questo intento e non ci interessano i termini di paragone con altre band. Per carità, noi rispettiamo le scelte stilistiche dei musicisti nostri connazionali, ma francamente continuiamo sulla nostra strada. Chi ci segue da anni sa cosa voglio dire. I nostri fans sanno bene cosa aspettarsi da noi quando vengono a vedere un nostro show e non abbiamo nessuna intenzione di deluderli con una brusca inversione di marcia.”

E’ tutto Anders! Ti ringrazio per la disponibilità, vuoi lasciare un messaggio per Metallus? “Innanzitutto grazie a voi per l’intervista! Hi metalheads, qui Anders dei Forsaken! Spero che ‘Traces Of The Past’ vi piaccia, se ne avrete l’occasione venite a vederci dal vivo! Grazie a tutti per il supporto, stay metal!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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