Metallica – Recensione: …And Justice For All

– Riduci il volume del basso.

– Ma è una tacca sola!

– È una tacca di troppo…

Il dialogo fra Lars Ulrich e il tecnico del suono rende bene l’idea di quella che doveva essere l’atmosfera in casa Metallica al ritorno in studio per il primo full lenght del dopo Burton. Vivendo da estraneo in casa, Jason Newsted vede scomparire dal mix finale le sue tracce di basso a tutto vantaggio di una doppia cassa decisamente strabordante. Ed è un peccato perché le timbriche calde del suo quattro corde avrebbero fatto comodo ad un disco gelido come ‘…And Justice‘. Poco male, perché i Metallica, volendo mostrare al mondo che sanno anche suonare (ma non produrre un disco), riescono a spostare le coordinate del proprie suono senza snaturarlo, puntando su composizioni intricate, come l’opener Blackened, la title track o le varie ‘Shortest Straw’ o la conclusiva ‘Dyers Eve’, il vero capolavoro del disco. ‘Master Of Puppets’ è inarrivabile complessivamente, ma i testi di questo suo successore sono i migliori usciti dalla penna di Hetfield.

Etichetta: Universal

Anno: 1988

Tracklist:

01. Blackened

02....and Justice For All

03. Eye Of The Beholder

04. One

05. The Shortest Straw

06. Harvester Of Sorrow

07. The Frayed Ends Of Sanity

08. To Live Is To Die

09. Dyers Eve


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