American Football + Edless: Live Report della data di Milano

Preparati al peggio per quella che doveva essere una giornata di temporali, arriviamo di fronte all’Alcatraz di Milano con un buon margine di minuti prima che aprano i cancelli. Fuori dal locale, una lunga fila di persone, per lo più giovani, sta aspettando con pazienza l’evento della serata che vedrà il ritorno della band midwest emo American Football. La band tornerà di fronte al pubblico di alcune città europee per proporre dal vivo il loro album cult “LP1”, che quest’anno celebra il suo venticinquesimo anniversario. In apertura ci sarà una sola band, i milanesi Edless, formata nel 2013 e che ha rilasciato nel 2023 il proprio ultimo lavoro, “Editing a Dream”. Inutile dire che gli orari della serata verranno rigorosamente rispettati, dando ai locali una mezz’ora di esibizione a partire dalle 20. 

EDLESS

Gli Edless iniziano il proprio show senza particolare fretta, posizionandosi con cura e garbo davanti al pubblico di Milano, che li accoglie con forti applausi. La proposta della band rimanda a un alternative/indie di metà anni novanta, caratterizzato da un senso generale di malinconica calma, che solo in rari momenti si trasforma in quello che musicalmente potrebbe essere tradotto in un disperato urlo di sfogo. In pochi attimi le chitarre si distorcono, preferendo invece effetti ambient che colorano l’atmosfera e si intrecciano ai suoni elettronici che caratterizzano il sound della band, conferendo anche un senso di modernità a una proposta old school. Purtroppo la qualità del suono non è delle migliori: la chitarra di Giorgio Pasculli si perde spesso in un mix in cui voce e batteria sono protagonisti. Tuttavia, non ci si può certo lamentare della grinta e della passione, soprattutto del batterista, che ha suonato con grande energia davanti a un pubblico tutt’altro che indifferente. Il set è molto breve e in men che non si dica i quattro milanesi chiudono lo show, augurando un buon proseguimento di serata e ricevendo numerosi applausi prima di tornare nel backstage. 

AMERICAN FOOTBALL

25 anni dal primo “LP1“, una vita e anche di più per molti di coloro che questa sera sono venuti da ogni parte d’Italia per vedere una delle band, volenti o nolenti, più famose del panorama emo-midwest emo degli anni ’90. “Five Silent Miles” è il brano che apre le danze di questo mitico ritorno al passato. I presenti sono in completo visibilio quando Mike Kinsella e soci scandiscono i primi fraseggi del noto brano strumentale, che precede il primo grande pezzo dello show: l’esecuzione integrale di “LP1“, che dunque, come i fan più devoti sanno, inizia con “The Summer Ends“. I suoni sono eccellenti e la vera goduria di questo show sta proprio nella parte strumentale, poiché i nostri riescono a riprodurre in maniera egregia le intricate canzoni dell’album, grazie all’utilizzo di maracas, uno xilofono e all’aiuto del tecnico delle chitarre, che a ogni necessità è pronto a salire sul palco per dare sostegno alla band, accompagnandoli anche in più punti con la chitarra. Quello che proprio non mi va giù invece è la performance vocale del cantante, che più volte lascia a desiderare. La fortuna è che il pubblico lo sostiene cantando ogni singola parola dei vari brani che si susseguono. Qualche errore qua e là anche per gli altri strumentisti, ma nulla di reale importanza. Anzi, poter vedere Steve Lamos (tornato negli American Football nel 2023 dopo aver annunciato il suo ritiro nel 2021, ndr) e la sua performance straordinaria dal vivo mi ha fatto venire la pelle d’oca: uno dei tasselli migliori della serata, reso ancora più avvincente dal rafforzamento dei bassi a opera di Nate Kinsella. Il pubblico è incandescente e forse in certi frangenti anche fin troppo agitato, pogando e addirittura aprendo un wall of death sulla parte finale di “I’ll See You When We’re Both Not So Emotional“, forse un po’ troppo considerando anche la resa tutt’altro che buona. In men che non si dica arriviamo all’ultimo brano dell’album, la famosa “Never Meant“, il cult che fa sprigionare un’ultima ondata di energia da parte dei saltellanti presenti, prima che una piccola pausa spezzi il concerto. Da qui in poi, i toni cambiano completamente: sarà un po’ la stanchezza, sarà che il primo disco resta comunque la perla che ha incantato i tanti allora e oggi, ma quando gli American Football riprendono il concerto con l’encore, proponendo brani da “LP2” e “LP3“, il pubblico si spegne sempre più, riattivandosi in massa solo in qualche breve momento. C’è spazio anche per far salire sul palco una special guest che canta assieme a MikeUncomfortably Numb” ed “Every Wave to Ever Rise“, e presto si raggiunge l’ultimo brano, “Doom in Full Bloom“. Piccola gaffe da parte del frontman, che per due volte inizia ad intonare l’intro del brano, fermandosi subito però per problemi di accordatura, sprigionando una simpatica risata collettiva da parte di pubblico e colleghi per poi partire nuovamente e portando questa data alla sua conclusione. Una bella serata che però mi lascia con l’amaro in bocca; è stato bello ma per certi versi, poteva andare meglio, For Sure. 

  1. Five Silent Miles
  2. The Summer Ends
  3. Honestly?
  4. For Sure.
  5. You Know I Should Be Leaving Soon
  6. But the Regrets Are Killing Me
  7. I’ll See You When We’re Both Not So Emotional
  8. Stay Home
  9. The One With the Wurlitzer
  10. Never Meant

    Encore

  11. Where Are We Now?
  12. My Instincts Are the Enemy
  13. Born to Lose
  14. Uncomfortably Numb
  15. Every Wave to Ever Rise
  16. Doom in Full Bloom

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