Ambition – Recensione: Ambition

Quanti di voi ricordano con piacere l’unico album pubblicato sotto il monicker “Mecca” due o tre anni fa? Dietro quel classico esempio di AOR snello ed efficace si nascondeva il nome di Joe Vana, compositore e cantante dal discreto talento, alla base anche del progetto a nome Ambition. Varie vicissitudini, purtroppo, lo hanno portato a restringere l’impegno in prima persona al punto che, oltre a comporre, canta soltanto sulla (debole) conclusiva ‘Waiting In My Dreams’. A prendere il timone, per fortuna, c’è Thom Griffin, indimenticabile successore di Fergie Frederiksen nei Trillion. Una comparsata la fa pure Jean-Michel Byron, salito alla ribalta per la sua breve esperienza nei Toto, e dalla stessa famiglia musicale arriva Tommy Denander ad occuparsi della chitarra. Impreziosisce il tutto l’eccellente roster dei compositori che hanno firmato i pezzi per gli Ambition: Joey Carbone (partner in crime di Joseph Williams), Christian Wolff (On The Rise) e Brian LeBlanc (Blanc Faces).

Il risultato? Puro AOR, e come tale caratterizzato dal solito sbilanciamento a favore della forma-canzone. Con i pregi dell’immediatezza e i difetti di un’altalenanza fin troppo palese. Sono presenti, in effetti, pezzi da urlo, come l’opener ‘Hold On’, ma anche diversi riempitivi. Questa sensazione è astutamente rimandata grazie ad una costruzione della scaletta che concentra nella primissima parte le giocate migliori – e che giocate! – degli Ambition. Dopo le ottime ‘Hypocrites’ e ‘Alone I Cry’, infatti, arriva ‘Shaping Fate & Destiny’, che nel chorus si affaccia timidamente in territori già battuti dai Toto; il risultato non è decisamente all’altezza. Gli Ambition rialzano la testa con il trittico ‘Make It Alright’-‘No Wasted Moments’-‘Together’, forse un po’ ovvie nel loro sapore intensamente pop ma perfette per esaltare le armonie vocali della band. Addirittura irresistibile il basso pulsante e magnetico di Fabrizio Grossi – responsabile anche della produzione – che apre ‘Too Much’, anche se poi il pezzo non riesce ad entusiasmare.

La produzione ci restituisce un suono in generale un po’ troppo asciutto, che in diversi frangenti finisce per soffocare l’afflato emotivo. Peccato, anche se non è questo il male peggiore degli Ambition, quanto la già citata discontinuità compositiva. Un album comunque superiore alla sufficienza in virtù di una mezza dozzina di pezzi decisamente molto buoni, che faranno la gioia di chi ama ascoltare le melodie AOR sfumare nella carezza del pop.

Voto recensore
6
Etichetta: Frontiers

Anno: 2006

Tracklist:

01. Hold On

02. Hypocrites

03. Alone I Cry

04. Shaping Fate & Destiny

05. All I Need

06. Make It Alright

07. No Wasted Moments

08. Together

09. Too Much

10. Hunger

11. The Promise

12. Waiting In My Dreams


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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