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Tesseract – Recensione: Altered State

Dopo una serie di burrascose vicissitudini che hanno riguardato in realtà il “centrale” ruolo di cantante, il nucleo stabile dei TesseracT ha scelto di proseguire con Ashe O’Hara, voce che ha dato una luce nuova al sound dei giovani inglesi avvicinandoli ad una maggior fruibilità commerciale anche se l’approccio strumentale rimane sempre volutamente freddo e distaccato (“Retrospect”).

Le tracce sono distribuite in quattro gruppi tematici, “Of Matter”, “Of Mind”, “Of Reality”, “Of Energy” anche se stilisticamente “Altered State” forma un tutt’uno assolutamente omogeneo; “Nocturne” rappresenta bene i TesseracT al contempo nuovi e conosciuti in una traccia dinamica, catchy ma anche tecnica al punto giusto così come “Eclipse” che ribadisce quanto i nostri siano stati tra i primi a suonare un genere ormai divenuto trendy (il cosiddetto “djent metal”) riuscendo a personalizzare un sound che rischia già pericolosamente di atrofizzarsi. Citiamo ancora l’azzeccata commistione col sax su “Calabi-Yau” ed il poderoso lavoro di basso di Amos Williams su “Singularity”.

Considerati in Inghilterra tra i migliori rappresentanti del nuovo filone progressive, continuiamo ad avere qualche problema a relazionarci con l’asettica proposta dei TesseracT pur riconoscendone un degnissimo valore musicale.

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