Tremonti – Recensione: All I Was

Il 2012, com’è ormai è noto, è un anno di pausa per gli ormai lanciatissimi Alter Bridge ma i componenti della band di certo non stanno perdendo tempo: si attendono il lavoro solista di Kennedy e il debutto dei Projected di Phillips, abbiamo già assistito al recente tour dei Creed, nonchè al primo album di Slash con alla voce Kennedy. Ma tra i tanti progetti sicuramente il lavoro solista di Tremonti era quello che suscitava più curiosità.

“All I Was” esce preceduto dal singolo “You Waste Your Time” e vede una formazione ridotta all’osso con Mark Tremonti ovviamente alle chitarre ma anche alla voce, accompagnato da Eric Friedman, già in tour con i Creed e membro dei Projected di Phillips, e Garrett Whitlock. Tremonti aveva annunciato che le sonorità dell’album sarebbero state quanto di più duro avesse mai partorito la sua chitarra e le attese sono state senz’altro confermate, anche se la svolta thrash che molti si aspettavano rimane solo abbozzata. Una cosa è certa però, in “All I Was” dei Creed non c’è neppure l’ombra. Piuttosto aleggia pesantemente l’alone degli Alter Bridge, ma non poteva essere diversamente.

“All I Was” è un album che vive di due anime che convivono e si sorreggono a vicenda, da un lato quella decisamente più metallica e moderna, dall’altra quella più mainstream legata al rock americano, anche se, a onor del vero, quest’ultima non prende quasi mai il sopravvento se non  in “New Way Out”. L’album appunto alterna momenti molto heavy e ai limiti del thrash moderno (non c’è niente di vagamente old school, scordatevelo) ad esempio nell’accoppiata “So You’re Afraid” / “Wish You Well”, ma poi si passa agilmente a sonorità molto più melodiche in “The Things I’ve Seen”, seguita dal già citato singolo  che probabilmente sintetizza al meglio gli elementi dell’album con un riffing decisamente duro ma con un flavour generale senz’altro debitore dell’hard rock americano. Notevole anche “Giving Up” con una sezione centrale decisamente azzeccata, mentre la titletrack, per quanto piacevole, sembra decisamente un outtake recuperato da “ABIII”.

“All I Was” non colpisce subito al primo ascolto, non è sicuramente un album troppo lineare da essere apprezzato facilmente; necessita di più ascolti, come per altro tutto il materiale scritto finora da Tremonti, ma non per questo siamo di fronte ad un album ostico o difficile. La banalità sicuramente non è di casa. Nota molto positiva è una maggiore varietà nello stile di Tremonti alle sei corde, soprattutto in fase solista, frutto probabilmente di una maggiore libertà compositiva. E al microfono come se la cava? Purtroppo è impossibile non fare paragoni e diciamo che, nonostante la prova sia senz’altro positiva, la voce di Kennedy su molti brani avrebbe alzato notevolmente il valore dell’album.

Mark Tremonti ha colpito, più duro del solito, forse non è un centro pienissimo (mancano quei due-tre brani veramente killer) ma è senz’altro un buon risultato nonchè un buon sedativo per chi aspetta con ansia il ritorno in studio degli Alter Bridge.

Voto recensore
7
Etichetta: FRET12

Anno: 2012

Tracklist:
01. "Leave It Alone" 4:39
02. "So You're Afraid" 3:56
03. "Wish You Well" 3:00
04. "Brains" 4:31
05. "The Things I've Seen" 4:37
06. "You Waste Your Time" 3:47
07. "New Way Out" 4:19
08. "Giving Up" 4:45
09. "Proof" 4:41
10. "All I Was" 3:39
11. "Doesn't Matter" 3:39
12. "Decay" 3:57

Sito Web: http://www.tremontiproject.com/

tommaso.dainese

view all posts

Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi