Alessandro Rubino – Recensione: Backstage – Storie di metal italiano

Avete letto “The Dirt”, “Il martello degli dei” e “La sottile linea bianca”? Avete una conoscenza basilare della biografia di Ozzy Osbourne? Molto bene. Adesso prendete tutti i contenuti immagazzinati tramite queste letture fondamentali per chi mastica un po’ di metal, e metteteli da parte. “Backstage – Storie di metal italiano” non vuole essere la risposta di casa nostra a quei racconti mirabolanti fatti di formiche, squali, pipistrelli e Sunset Strip.

Nell’opera prima letteraria di Alessandro Rubino che, a rispetto della modestia che lo contraddistingue, ha modo da anni di dire la sua in quanto cantante e artista, il backstage del titolo è composto da episodi, raccolti con perizia e una forza di volontà disarmanti, raccontati in prima persona da alcuni esponenti della scena metal nazionale. Ogni capitolo inizia con una carrellata storica delle attività del musicista in questione, con attenzione particolare agli album pubblicati nel caso in cui il musicista abbia preso parte a più di un progetto nel corso della sua carriera (come poi accade spesso), e si conclude con il racconto diretto da parte del protagonista di un aneddoto. Siamo di fronte quindi a un excursus storico che va dagli anni 80 ai giorni nostri e che passa attraverso una carrellata infinita di situazioni il più variegate possibile. I racconti spaziano da malesseri sul palco, furgoni in panne, portafogli dimenticati in autogrill, poliziotti poco propensi allo scherzo, ma si può leggere anche di scambi di favori con musicisti di fama internazionale (che spesso si rivelano persone tranquille e comunicative), incontri inaspettati nei bagni durante un festival e collaborazioni inaspettate. Non aspettatevi una sequela di racconti a tema orgiastico, hotel sfasciati o donne sedotte e abbandonate (qualcosa c’è, ma non anticipiamo troppo); il succo del discorso però è proprio questo. Il backstage, inteso in senso ampio come la vita di una band, per la maggior parte del tempo è fatto proprio da questi episodi piccoli, in apparenza insignificanti agli occhi dei profani, che però costituiscono una valigia di ricordi indelebili e che rendono la vita di un musicista più completa e ogni tour unico in sé. Il senso del libro, forse, è proprio che gli episodi in apparenza minori danno forma e sostanza allo stesso modo della musica suonata, e che dietro a noi che facciamo da pubblico ci sono ore e ore di storie nascoste, condivise comunque dall’amore per il metal.

Backstage” si legge velocemente e con divertimento, e le pagine di approfondimento sui singoli musicisti, introduttive agli aneddoti veri e propri, sono utili per chi non avesse una conoscenza approfondita del metal di casa nostra o dovesse fare un ripasso delle attività molteplici di ciascuno. Probabilmente il discorso potrebbe non esaurirsi con questo lavoro, in quanto i musicisti da tenere in considerazione potrebbero essere molti altri (anche se sembra che non tutti quelli che sono stati contattati abbiano risposto). Nel frattempo, godiamoci questa carrellata, in cui forse ci potremmo identificare e a cui potremmo aggiungere il nostro ricordo personale.

Etichetta: Edizioni Epoké

Anno: 2024


Sito Web: https://www.facebook.com/edizioni.epoke

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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