Secret Sphere: Intervist a Aldo Lonobile

Se una volta per un gruppo italiano era praticamente impossibile arrivare ad etichette straniere e ad una visibilità internazionale, oggi è diventato piuttosto frequente che gruppi di casa nostra si accasino presso label estere. Uno dei casi più recenti è quello dei Secret Sphere che con il loro power atipico sono riusciti ad entrare nella prestigiosa famiglia Nucelar Blast. Ne parliamo con il chitarrista Aldo, fondatore e mente del gruppo, che si dimostra molto entusiasta e disponibilissimo ad illustrarci tutti i dettagli del loro ultimo “Scent Of Human Desire”

“Ciao, scusa se sono trafelato ma sono appena arrivato a casa dal lavoro!”

Ecco, quindi anche per voi professionismo è ancora un sogno?

“Sì, sicuramente. Tutti quelli che ci provano credo abbiano in mente di riuscire a mantenersi, anche se è davvero dura arrivare a quei livelli.”

Direi che avere un contratto con la Nuclear Blast è un buon inizio.

“Sulla carta sì, poi in realtà a noi non è cambiato più di tanto.”

Ma ci sono delle differenze rispetto alle piccole etichette con cui registravate prima?

“Soprattutto a livello di organizzazione, questi sono veramente degli orologi svizzeri. A livello di promozione ci stanno addirittura massacrando, sto facendo un numero incredibile di interviste, con riviste di tutto il mondo. Europa, Est Europa, Giappone, Sud America… ci stanno dando una visibilità davvero notevole, speriamo che dia i suoi frutti. Comunque noi non lo vediamo sicuramente come un punto di arrivo, ma come un trampolino di lancio”.

Ma come avete fatto a strappare questo contratto prestigioso?

“Dopo l’uscita del nostro secondo album “A Time Nevercome” il contratto con la Elevate Records è scaduto. Per cui ci siamo rimboccati le maniche, e abbiamo registrato un promo. L’abbiamo mandato a molte etichette, ma quelle che ci interessavano hanno tutte rifiutato, Nuclear Blast compresa. Non ci siamo persi d’animo e siamo tornati in studio, abbiamo registrato un secondo promo, certamente migliore, e questa volta alla NB è piaciuto, per cui ci ha messi sotto contratto. Certo, da un lato ci rendiamo conto di essere gli ultimi arrivati, e facendo parte di una etichetta che produce anche grossi calibri tipo Manowar o Anthrax si rischia di passare in secondo piano. Abbiamo calcolato anche questo rischio, e per ora siamo soddisfattissimi della scelta.”

E in fase di produzione quanto ha influito l’etichetta? Ho visto che avete comunque registrato in Italia.

“Sì, il disco è stato registrato in Italia, in provincia di Como. Pensa che avevamo già prenotato studio e produttore ad Alessandria, poi si è fatto avanti un nome più grosso di noi e ci ha fregato il posto… la registrazione è stata davvero difficoltosa in generale, sono davvero contentissimo che alla fine sia andato tutto a buon fine. Comunque poi è stato mixato da Achim Kholer in Germania, tramite la NB, e i risultati si sentono.”

In effetti il suono è di qualità

“Veramente, è proprio grosso, non trovi? Bello potente, siamo davvero soddisfatti”

Forse però è un po’ troppo freddo. Credo che il più grosso limite del vostro lavoro sia una eccessiva aderenza a certi cliché del power metal nordico, e il suono accentua questa impressione, appiattendo anche gli spunti originali che avete inserito.

“In parte sono d’accordo, una delle nostre priorità era quella di staccarci dai vari cliché del power… ma non troppo! Non vogliamo che i nostri fan e in generale gli ascoltatori del genere si ritrovino troppo spiazzati, rischieremmo di rimanere senza pubblico! Comunque trovo che il disco suoni molto bene.”

Tra le cose più personali c’è l’ultima canzone.

“Si’, quello è il brano pazzo, ci abbiamo messo dentro un po’ di tutto e il risultato ci piace molto, e ci rappresenta. Rispetto ai nostri lavori vecchi abbiamo cercato di inserire nella nostra musica elementi diversi, e di amalgamarli il più possibile”

E quali sono le vostre influenze? Cosa asscoltate, power a parte?

“Ovviamente all’interno del gruppo ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze. Per quanto mi riguarda ascolto molto metal americano anni ’80, Motley Crue, Guns, soprattutto Poison… sono innamoratissimo dell’ album con Richie Kotzen, anche se sono uno dei pochi! Anche la scena di Seattle mi ha coinvolto molto, Soungarden, ma soprattutto Alice In Chains. Al di fuori del metal ultimamente ho apprezzato molto Nelly Furtado e Pink, che considero proposte artistiche molto interessanti”

Io amo molto le contaminazioni, visti i tuoi gusti musicali con un po’ di coraggio queste influenze potrebbero affiorare maggiormente nel vostro suono. In effetti a tratti l’hard rock americano fa capolino, soprattutto in More Then Simple Emotions

“Guarda, già nell’ultimo album abbiamo cercato di svariare un po’, ci sono dei break strumentali che non sono prettamente power. Sicuramente in futuro il nostro suono si evolverà ulteriormente verso direzioni diverse, è una nostra precisa priorità.”

Rimanendo alle note dolenti mi pare che quello che più vi ancora al vostro passato impedendovi di crescere siano la batteria e soprattutto la voce, che non si discostano dai canoni molto statici del genere. E quando invece le parti strumentali si fanno diverse servirebbe un cantato diverso, magari più basso e più caldo. Pensi sia una questione di limiti tecnici oppure solo una questione di maturazione, che con il tempo potrà evolvere?

“Da un lato hai ragione. Dall’altro ti assicuro che Ramon ha fatto di tutto per uscire da quelli che erano i suoi canoni, per discostarsi dalla sua vecchia impostazione. Io trovo ci sia riuscito, anche se lui è molto impostato in un certo modo, e questo suo background si sente. D’altra parte è vero che probabilmente le ritmiche sono più eclettiche, ma questo è solo l’inizio di un discorso che speriamo di riuscire a portare avanti.”

Dell’artwork sei soddisfatto? Anche quello mi pare molto aderente ai cliché metal.

“Sì, siamo decisamente soddisfatti. Avevamo chiesto di occuparsene a Travis Smith, come per il precedente, ma in questo momento era troppo impegnato, per cui ci siamo rivolti a Thomas Ewerhard, e siamo davvero soddisfattissimi, Gli abbiamo spiegato nei dettagli quello che volevamo, e poi l’abbiamo lasciato libero di rappresentarlo come meglio credeva. La copertina rappresenta i desideri. Noi tutti siamo sul di un palcoscenico, e siamo preda di diverse pulsioni. Quelle positive sono rappresentate dalla donna, mentre gli uomini che sovrasta sono i desideri negativi, la sete e la brama di potere. Quindi vogliamo mostrare le parti positive dell’animo umano che sconfiggono quelle negative, in modo che tutti possano seguire i propri desideri più veri. Naturalmente tutto gira intorno alla donna e alla sfera, sono da sempre i nostri simboli e compaiono su tutte le copertine. In effetti la copertina è molto di genere, forse è un po’ ruffiana, ma d’altra parte è positivo avere riscontro immediato presso un pubblico di nicchia, collocarsi al primo sguardo. Poi per quanto riguarda la musica ci sono contenuti più originali, ma questo va scoperto piano piano. E poi c’è la donna nuda, quello tira sempre!” (ridendo)

Invece la ghost track cosa mi rappresenta? (si tratta di un carillon che suona in loop, con una risata metallica che lo copre in maniera dapprima divertente, ma a lungo andare quasi inquietante)

“Questa è la domanda che in assoluto mi hanno fatto più volte! Per noi quello è divertimento puro, sono dei nostri amici pazzi che si divertono a registrare cose di quel genere, riempiono CD interi di nonsense così. Noi li troviamo davvero esilaranti, e così abbiamo deciso di inserire la traccia in fondo al CD. Questo rappresenta il nostro lato più goliardico, se ci conoscessi dal vivo vedresti che siamo tutti un po’ pazzi, e che ci divertiamo sempre un sacco.”

Avete in programma tour?

“Guarda, per ora l’unica data certa è il Progpower festival ad Atlanta. Per noi è veramente un sogno andare a suonare negli Stati Uniti, e intorno a questo concerto stiamo cercando di fissare altre date. Poi con la Nuclear Blast l’accordo è quello di aspettare i riscontri di vendita del CD prima di programmare i tour. D’altronde loro hanno già investito abbastanza su di noi, e prima di sbilanciarsi ulteriormente vogliono vedere se c’è un rientro, mi sembra anche giusto.” Eh, le spietate leggi del music businness…

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