Ahrcana: Live Report della data di Pavia

L’epic metal degli Ahrcana trova teatro ideale nella cornice fantasy del Sitting Bull – Defender, dove questa sera si svolgerà una nuova data del loro ‘Into The Prophecy Tour’, gig promozionale dell’omonimo debut album della band milanese.

Ad aprire uno spettacolo improntato verso il metal classico sono i giovani Trioxia, band che purtroppo non ci lascia con una buona impressione. Nonostante l’indubbio impegno che i nostri mostrano in ambito live, sono troppe le incertezze di carattere tecnico che ne inficiano la prestazione. Balzano subito all’orecchio un cantato poco interpretativo e una visione d’insieme altalenante. Ne è un esempio la cover di ‘Painkiller’, eseguita in modo approssimativo, come se ogni performer si preoccupasse di suonare solo il proprio strumento senza creare un discorso unitario. Sottolineiamo che il carattere delle nostre critiche vuole essere soprattutto costruttivo e speriamo di rivederli presto e in forma migliore.

L’intro narrata ‘The Prophecy’, accompagna gli Ahrcana sul palco, pronti a dare vita ad uno show convincente. Il set si incentrerà sui brani più epici e carichi di impatto tratti dall’album della band (attualmente sotto contratto con Steelborn Records), tra i quali segnaliamo ‘Long Life To Dark Elf’, ‘The Travel’, l’intensa ‘The Village’ (brano piuttosto vicino ai Guardiani di Krefeld) e ‘Immortal’, vero e proprio anthem arricchito da cori atmosferici e dal refrain immediato, ottimo da proporre on stage e perfetto per essere cantato a squarciagola anche dall’audience intervenuta. La proposta degli Ahrcana può essere definita come una sorta di incontro tra un epic metal memore degli anni ’80 (con qualche spunto tratto da Manowar, Accept ed Helloween prima maniera) e cavalcate maideniane, tessute con perizia dagli axe men Alessio e Franz.

La band appare sicura di sé e avvezza all’ambito live, degna di nota in particolare la prova del nuovo innesto Paolo Carboni, vocalist a metà strada tra Bruce Dickinson e Ronnie James Dio (che il nostro ricorda anche fisicamente), dotato di un’impostazione aggressiva ma altrettanto versatile che si mostra in tutta la sua estensione nelle cover di ‘Run To The Hills’ e ‘Stand Up And Shout’. Le altre cover eseguite dagli Ahrcana appartengono alla discografia dei Manowar: la band newyorchese è omaggiata da una toccante versione acustica di ‘Master Of The Wind’ e da una ‘Hail And Kill’ che scatena l’entusiasmo tra i cultori dell’epic metal presenti.

Una performance dunque convincente che ancora una volta ci rende partecipi circa le potenzialità del "vivaio" della nostra penisola. Peccato solo per un soundcheck piuttosto approssimativo che in alcuni momenti andrà a disturbare una prova comunque notevole.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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