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Fall Of The Leafe – Recensione: Aerolithe

Mentre ci accingiamo a scrivere la recensione di ‘Aerolithe’, sesto album di studio dei Fall Of The Leafe, la band finlandese ha annunciato il suo scioglimento, derivato dalla differenza di intenti compositivi da parte dei membri: questa notizia rappresenta un motivo di sconforto per i fans che hanno seguito la formazione di Turku fin dall’esordio del 1996, perché i Fall Of The Leafe hanno saputo guadagnarsi un’interessante posizione all’interno del panorama gotico scandinavo.

‘Aerolithe’, facendo propria la tradizione gothic rock dei connazionali Sentenced, ha trasferito un feeling fresco e quasi dal sapore progressivo alle undici tracce presentate: ‘All The Good Faith’ per esempio assume un approccio davvero convincente nella sua melodia che ricalca le splendide tracce di ‘The Cold White Light’ (Sentenced), con tastiere e chitarra a tessere l’architettura sonora da cui emerge la trascinante voce di Tuomas Tuominen.

La finnica Firebox, già casa discografica di originali acts come Forest Of Shadows e Novembers Doom, ha creduto nei Fall Of The Leafe fino alla pubblicazione di ‘Aerolithe’, perché il predecessore ‘Vantage’, sempre prodotto dalla Firebox, aveva riscosso un successo inaspettato nella fredda terra nordica.

Tuttavia la formazione, non soddisfatta di questo – ottimo – episodio discografico, ha voluto seguire fino in fondo la ‘filosofia’ Sentenced, facendo diventare ‘Aerolithe’ il ‘The Funeral Album’ che chiude un’epoca. Si consiglia pertanto il full-lenght a tutti i nostalgici del gothic rock nordico che gradualmente sta perdendo tutte le sue punte di diamante, scadendo nella banalità e nell’indole commerciale dei gruppi più votati alle sonorità metal.

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