Ad Infinitum – Recensione: Abyss

Dopo i primi tre album prettamente symphonic metal, gli svizzeri Ad Infinitum tornano in una nuova veste con un sound moderno, fresco, contaminato e anche un po’ pop. La teatralità non viene abbandonata del tutto, ma “Abyss” presenta una versione 2.0 degli Ad Infinitum che non avevamo ancora conosciuto, in cui coesistono armoniosamente diversi generi, anche se qui per la prima volta le influenze pop sovrastano l’aspetto sinfonico. Come dicevamo prima, gli Ad Infinitum sono considerati una band symphonic metal, la quasi assenza dell’orchestra in quest’album è una mossa azzardata e coraggiosa oppure una mossa vincente?

La protagonista indiscussa dell’album è senza dubbio la voce di Melissa Bonny: energica, carismatica e versatile. La frontwoman padroneggia egregiamente il suo “strumento” e in tutte le tracce dimostra di avere un gran controllo vocale, riuscendo ad alternare senza soluzione di continuità il timbro angelico a quello più brutale, basti pensare al singolo “Surrender”. A primo impatto, si pensa di avere tra le mani una canzone prettamente pop, ma poi ci si rende conto che è il perfetto esempio di quello che stanno cercando di creare gli Ad Infinitum: un suono catchy ed accessibile, che mantiene le sue origini metal ma che abbraccia molti altri generi, in primis il pop radiofonico. In ogni caso, non si tratta di niente di nuovo e quasi ad ogni recensione mi ritrovo a parlare di come la band in questione abbia modificato il suo sound per raggiungere un pubblico più ampio, che non è necessariamente una scelta sbagliata ma va sempre ponderata con molta attenzione.

Detto ciò, “Abyss” è senza dubbio un album catchy, coinvolgente dalle prime note e molto orecchiabile, che riserva al suo interno qualche sorpresa, come quel “Are you ready?” sussurrato da Melissa in “My Halo” che poi sfocia in un growl gutturale che non ci saremmo aspettati in quel momento e che, inevitabilmente, risveglia la nostra attenzione. “Follow Me Down” si abbandona a sonorità più prog, mentre “Outer Space” si apre con un feroce “Out of Control!” per poi lasciare spazio ad una linea vocale più eterea, fino a quando poi non torna nuovamente la rabbia. Soprattutto per questo aspetto, potremmo considerarla la canzone meglio riuscita all’interno del disco.

Che cosa bisogna aspettarsi da “Abyss”? Sicuramente non un album propriamente symphonic metal, ma piuttosto un disco fresco, moderno e pieno di contaminazioni, che a volte si avvicina al sound degli Spiritbox, come in “Aftermath” e a volte addirittura alla musica elettronica dei Muse, come in “Dead End”. “Anthem For The Broken” è una ballad tragica che potrebbe essere inserita all’interno della colonna sonora di James Bond, ma nonostante il suo potenziale non raggiunge mai un vero e proprio climax, mentre “Parasite” presenta un ritornello con sonorità propriamente pop intervallato da strofe metal, che dimostrano ancora una volta la capacità di Melissa di integrare in maniera naturale le linee vocali più aggresive anche nei brani più melodici.

In “Abyss”, però, manca l’epicità di “Marching On Versailles” e lo spessore e la profondità dei precedenti lavori della band. In ogni caso, non dimentichiamoci che gli Ad Infinitum sono un gruppo recente e questo è il loro quarto album in studio in sei anni di attività, quindi è abbastanza normale che a questo ritmo si siano trovati a scrivere un disco che non rispecchia a pieno le potenzialità de propri membri, che sono gli stessi dall’inizio. Infatti, oltre a Melissa alla voce troviamo Adrian Theßenvitz alla chitarra, Niklas Müller alla batteria e Korbinian Benedict al basso.

In conclusione, “Abyss” non è da considerarsi un vero e proprio fallimento: è vero, le sonorità più accessibili faranno allontanare una fetta di fan, mentre attrarranno inevitabilmente una nuova parte di mercato, ma nonostante ciò si tratta di un album di qualità che merita di essere ascoltato almeno una volta, anche solo come “guilty pleasure” da intervallare nei vostri ascolti quotidiani perché le dieci tracce scorrono fluidamente, sia grazie alla breve durata ridotta sia al sound più “soft”. Rimane da scoprire se questo cambio di rotta segnerà inevitabilmente il futuro degli Ad Infinitum oppure se “Abyss” rappresenta solo una breve parentesi all’interno della loro discografia di band symphonic metal.

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2024

Tracklist: 01. My Halo 02. Follow me Down 03. Outer Space 04. Aftermath 05. Euphoria 06. Surrender 07. Anthem for the Broken 08. The one you'll hold on to 09. Parasite 10. Dead End
Sito Web: https://adinfinitumofficial.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi