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Ace Frehley: 2000 New York Joker – Tutte le cover della sua discografia

Molti davano Ace Frehley per spacciato, morto e sepolto ormai sotto le sue (passate) dipendenze, con una carriera che, dopo l’ennesimo addio ai KISS, stentava a decollare. E invece il vecchio Ace, un passo alla volta, si lentamente ripreso ciò che gli apparteneva, sia a livello mediatico sia a livello musicale. Dopo il convincente ma un po’ grezzo “Anomaly“, l’ex-KISS ha sfornato un mezzo gioiello come “Space Invader“, pochi anni fa e ora torna alla ribalta con “Origins Vol. 1“, album di cover che unisce alcuni successi dei KISS, classici del rock e la partecipazione di molti ospiti come Slash, Lita Ford, John 5e lo stesso Paul Stanley.

Space Ace non è nuovo nel cimentarsi con rivisitazioni di celebri brani, infilando sistematicamente sempre una cover nei suoi album solisti dall’omonimo del 1978, con quella mitica “New York Groove” di Russ Ballard. Abbiamo voluto quindi raccogliere in un unico articolo, le varie cover dove Ace Frehley ha donato la sua voce e chitarra, dentro e fuori dai KISS, attraversando quasi 30 anni di rock’n’roll!


NEW YORK GROOVE (Hello / Russ Ballard)

KISS – Ace Frehley – 1978

I quattro album solisti usciti nel 1978 a nome dei diversi componenti dei Kiss ebbero fortuna alterna. Tra i quattro qualitativamente se la giocarono Paul Stanley contro Ace Frehley, ma il maggior successo arrivò proprio per quest’ultimo, proprio grazie alla cover di New York Groove scritta da Russ Ballard e proposta tre anni prima dagli Hello. In realtà l’album vive di altri grandi momenti (Snow Blind, Fractured Mirror), ma la clamorosa semplicità ed efficacia del brano lo proiettano in classifica, arrivando alla posizione 26 di Billboard 200 con un 1.000.000 di copie vendute. Il brano poi diventerà un marchio di fabbrica di Ace, rimandendo insieme a Shock Me la sua performance più celebre (ma onestamente assolutamente non la migliore).


2.000 MAN (Rolling Stone)

KISS – Dynasty – 1979

E’ paradossale come il pezzo più rock’n’roll di “Dynasty“, croce e delizia di ogni rocker, sia una cover; non è però strano che al microfono ci sia proprio Ace Frehley. Il pezzo dei The Rolling Stones viene energizzato e vitaminizzato dalla chitarra di Ace che si ribella al sound patinato dell’album, mettendo in mostra tutto il suo lato più ribelle. Ancora più celebre è la versione acustica, presente appunto in MTV Unplugged, primo passo verso la successiva reunion con i suoi compagni di band. Una piccola chicca oscurata dal successo mondiale di “I Was Made For Lovin’ You”.


INTO THE NIGHT (Russ Ballard)

Frehley’s Comet – 1987

Facciamo un salto temporale di 8 anni e arriviamo al ritorno sulle scene di Ace con Frehley’s Comet, secondo album solista del chitarrista. La stessa formazione prese poi il monicker dall’album, diventando una band a tutti gli effetti. I due album (Frehley’s Comet e Second Sightning) presentano un ottimo hard 80’s, un po’ stereotipato ma dall’ottimo songwriting. Ace inserisce anche qui una cover e torna sul luogo del misfatto con un altro brano scritto da Russ Ballard e in questo caso inciso dallo stesso Ballard. Il brano ha un discretto successo, senza però bissare New York Groove; ne fu filmato anche un video.


DO YA (The Move / ELO)

Trouble Walkin’ – 1989

Tre album in tre anni, una tripletta incredibile per Ace che, archiviato il momento Frehley’s Comet, torna in veste solista con “Trouble Walkin‘”, un album decisamente più ruspante e rock rispetto al precedente lavoro, leggeremente troppo leccato se ascoltato oggi. Poteva mancare una cover? Assolutamente no e non solo, viene utilizzata nuovamente come singolo di lancio. Viene scelto il classico di Jeff Lynne “Do Ya“, originariamente registrato dai The Move e poi portato al successo dagli Electric Light Orchestra. Una melodia facile per conquistare un pubblico meno attento allo spirito ribelle di Ace. Purtroppo il singolo non entrò in classifica.


HIDE YOUR HEART (Bonnie Tyler – KISS)

Trouble Walkin’ – 1989

Hide Your Heart poteva essere una hit mondiale e probabilmente entrare nelle successive compilation di ’80s rock insieme a Livin On A Prayer, Cherry Pie e via dicendo. Invece fu una delle più grandi occasioni mancate del rock, la hit definitiva gestita malissimo, un vero disastro organizzativo e manageriale. Il brano, scritto da Paul Stanley insieme a Holly Knight e Desmond Child, doveva essere pubblicato su Crazy Nights dei Kiss, ma fu rifiutato. Fu quindi proposto a Bonnie Tyler che ne pubblico una sua versione sull’album omonimo. Solo un anno dopo però il brano fu ripescato, non solo dai Kiss ma pure da Ace Frehley, che lo registrò sul già citato Trouble Walkin’. Non contenti di aver già creato sufficiente confusione, “Hot In The Shade” dei Kiss e “Trouble Walkin” uscirono a distanza di pochi giorni. Ma non finisce qui, il branò finì anche nei rispettivi album usciti nel 1989 di Robin Beck e Molly Hatchet. Nonostante questa incredibile e inspiegabile confusione, il brano resta oggettivamente una vera hit. Un ritornello inconfondibile e una melodia definitiva. A nostro parere la KISS version e la Frehley version sono nettamente le migliori; la seconda più ruvida e accattivante musicalmente, la prima elevata dalla voce di Stanley.

P.S.: Due anni dopo ci riprovarono, provate ad ascoltare “Rosie” di Richie Sambora.


FOXY LADY (Jimi Hendrix)

ESP – Lost and Spaced – 1998

Facciamo un bel salto di 9 anni. Ace è in piena KISS Reunion ma trova il tempo di aggregarsi all’allegra combriccola degli Eric Singer Project, curiosamente composta per metà da ex-KISS: Bruce Kulick (per ovvie ragioni) e Eric Singer (subentrato dopo la morte di Eric Carr). Ace partecipa alla cover di Foxy Lady di Jimi Hendrix, in occasione della pubblicazione di Lost And Spaced del 1998. In realtà il chitarrista questa volta ci delizia solo con una performance strumentale, mentre alla voce troviamo John Corabi, singer di ruolo della band. Sempre gran bella musica.


FOX ON THE RUN (Sweet)

Anomaly – 2009

Passano esattamente 20 anni dal precedente album solista. Dal 2002 al 2009 di Ace si sa poco o niente. Finalmente 7 anni dopo l’ultimo e definitivo split con i KISS, Frehley torna in grande stile con “Anomaly“. L’album arriva alla posizione 27 di Billboard, con un discreto successo. Nell’album compaiono molti brani scritti dal chitarrista durante gli anni dentro e fuori dai KISS e alcuni pezzi completamente inediti (molti erano già noti ai KISSomani). Compare anche l’immancabile cover, “Fox On The Run” degli Sweet. Il brano ha una grandissima energia e la voce di Ace finalmente “pulita” dagli eccessi è in grado di esprimersi al meglio, dando un feeling incredibile al brano. Probabilmente la miglior cover del lotto.


THE JOKER (Steve Miller Band)

Space Invader – 2014

Con Space Invader, Ace torna nello spazio, in tutti i sensi. Le tematiche tornano prepotentemente quelle legate all’immaginario Sci-Fi legate al personaggio creato durante il periodo nei KISS. L’album è un vero successo, con un lotto di canzoni di hard 70’s in salsa moderna. Anche qui non manca il divertissement, il gioco e quale brano migliore se non “The Joker“. Come fu per New York Groove, la cover diventa uno dei brani chiave dell’album per due motivi. Da un lato la resa musicale, con un’interpretazione fresca e  divertente. Dall’altro lato per la natura autobiografica del brano, quasi una celebrazione del personaggio Ace Frehley, l’outsider: “I’m a picker / I’m a grinner / I’m a lover / And I’m a sinner / I play my music in the sun“.


WHITE ROOM (Cream)

Origins Vol. 1 – 2016

Vi dobbiamo dire la verità. Noi l’album l’abbiamo già sentito e vi rimandiamo alla nostra recensione di “Origins Vol.1“. Per non spoilerare ulteriormente agli appassionati di Ace, per concludere questa Top 10 abbiamo scelto i due singoli finora pubblicati. White Room dei Cream è senza dubbio uno dei pezzi più celebri della storia del rock. Difficile come sempre superare gli originali, ma Frehley si riconferma in splendida forma, interpretando il brano con un bel piglio aggressivo, soprattutto grazie al cantato quasi minaccioso. Una bella prova.


EMERALD (Thin Lizzy)

Origins Vol. 1 – 2016

Phil Lynott fu sicuramente un personaggio per alcuni versi affine a quello di Ace, in primis per gli eccessi che ne segnarono tragicamente la carriera. In Emerald, celebre brano dei Thin Lizzy, però si avverte anche una forte connessione musicale. Se in White Room si nota nettamente il doveroso tributo, in Emerald Ace riesce a fare proprio il brano, sia vocalmente che musicalmente. Inoltre la cover vede la partecipazione di Slash, altro vero outsider della scena del rock. Sicuramente uno dei pezzi più riusciti di “Origins Vol. 1”.

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