All That Remains – Recensione: A War You Cannot Win

Dopo diciotto mesi trascorsi in tour per supportare l’ottimo “For We Are Many”, gli All That Remains tornano a deliziare i propri fans con questo altrettanto valido “ A War You  Cannot Win”, una iniezione di melodie trascinanti e sferzate heavy al cardiopalma, un lavoro curato fin nei minimi particolari che rende ogni singola traccia un gioiello da cantare a squarciagola, grazie all’inevitabile coinvolgimento suscitato dall’ugola del leader della band Philip Labonte.

Nel corso degli ultimi anni i nostri hanno scelto di intraprendere un percorso stilistico che li ha portati a discostarsi in parte dal metalcore canonico che aveva caratterizzato le prime uscite per virare verso sponde più melodiche e ragionate, seppur continuando a strizzare l’occhio al frangente Metal/Thrash che caratterizza la loro proposta musicale.

Il sesto full length della band del Massachusetts non è certo una voce fuori dal coro rispetto alla miriade di formazioni metalcore che affollano il panorama musicale odierno, ma è giusto porre l’accento sulla bontà della loro musica, che può piacere o meno, ma di certo impossibile da tacciare di superficialità o pressappochismo.

Tra le dodici tracce che costituiscono la tracklist occorre menzionare “Stand Up”, trascinante al punto giusto, che evidenzia sin da subito l’attenzione della band verso l’aspetto più catchy del loro songwiriting che li porta a raggiungere soluzioni melodiche di impatto; “ A Call To All Non Believers”  aggredisce con il graffiante lavoro svolto dai due axemen Oli Herbert e Mike Martin, tanto delicati nell’intessere melodie quanto incisivi nel proporre riff mastodontici;  i toni vengono stemperati da “Asking Too Much” ed ulteriormente dilatati dalla “amorosa” “What If I Was Nothing”, traccia decisamente easy che potrebbe far storcere il naso alla frangia più oltranzista dei metallers più incalliti.

“ A War You Cannot Win” racchiude in quaranta minuti una piacevole alternanza di episodi dalle differenti dinamicità, decisamente heavy nel complesso, ma con elementi melodici che rendono il tutto irresistibilmente affascinante, un album che rappresenta pienamente la maturazione artistica di una band sulla cresta dell’onda già da diversi anni.

Voto recensore
7.5
Etichetta: Razor & Tie

Anno: 2012

Tracklist:

01. Down Through The Ages

02. You Can’t Fill My Shadow

03. Stand Up

04.  A Call To All Non-Believers

05. Asking Too Much

06. Intro

07. Just Moments In Time

08. What If I Was Nothing

09. Sing For Liberty

10. Not Fading

11. Calculating Loneliness

12. A War You Cannot Win


Sito Web: http://www.allthatremainsonline.com/splash.html

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