The Famili: A volte ritornano… – Intervista

Ci sono interviste e interviste. Quelle che ti prepari con calma, segni le domande su un foglietto e componi il numero di telefono con il registratore già pronto. Poi ci sono quelle che iniziano con un paio di bottiglie di vino a casa dell’amico-collega, che ti perdi quindici volte prima di arrivare al locale, che quando chiedi informazioni “se butterebbero giù quel muro sareste già arrivati”, che quando arrivi sei già un po’ in ritardo e non hai tempo di preparare niente…

Inevitabilmente in quest’ultimo caso è difficile parlare d’intervista vera e propria, si tratta piuttosto di un dialogo colloquiale fra quattro piu’ o meno coetanei davanti ad un paio di birre. Quella con Trevor e Tommy dei The Famili, nuova incarnazione dei seminali Sadist, appartiene alla seconda categoria. Ed allora si preferisce lasciare campo libero alla registrazione ed alla gentilezza di chi si ha di fronte.

Per la promozione…

Trevor: “…si era parlato di un pre-gods, ma non se ne e’ fatto di nulla, per il Gods invece niente. In questi casi e’ troppo facile parlare di mafia, piuttosto sono i gruppi, la gente che ci si adagia. Io moriro’ sopra un palco, non m’interessa arrivare subito. Noi partiamo con questa band, completamente nuova cinque anni dopo ‘Lego’, e anche se la gente non si e’ dimenticata di noi, adesso ci sono gruppi davanti a noi, rimasti nella scena. S’e’ parlato della possibilita’ di suonare su un palco secondario… Onestamente, pur cercando di non essere presuntuosi, e’ vero però che siamo nel giro da anni, non voglio essere trattato come un ragazzino…”

In effetti qualcuno si ricorda dei Sadist sul palco di Red Ronnie alle tre di pomeriggio. Formazione Crust…

Tommy: “Il ’98, dopo Crust, e’ stato il nostro periodo migliore. Sicuramente ci abbiamo messo del nostro per venire dimenticati, non possiamo dire che siano stati i fans a voltarci le spalle. Non intendo rinnegare quello che abbiamo fatto, rifarei ancora un altro Lego, pero’ ammetto che il disco sia andato molto male, i dati di vendita sono chiari.

Trevor: “Abbiamo avuto molte proposte di ristampa di primi dischi dei Sadist ora che la Displeased ha esaurito anche le scorte di Crust, chi lo sa che poi magari, ora che vanno di moda le reunion, non si possa ricominciare a suonare anche come Sadist… In ogni caso non ne abbiamo ancora parlato tra di noi.

Sul nuovo progetto…

Trevor: “L’idea di chiamarsi The Famili, con la i italiana, e’ arrivata subito, ed ancora adesso causa una gran confusione… che poi io sono fiducioso, mi dico ‘non saranno cosi’ rincoglioniti’. Se io specifico quando mando le notizie scrivendo ‘TheFamili (con la i italiana)’, non mi aspetto di vedere pubblicata questa frase tra parentesi dietro al nome! Eppure e’ successo anche questo.

Il concept del disco è nato da tempo e son contento di aver potuto realizzare tutto da solo; tranne le caricature, fatte da una disegnatrice, tutto il resto e’ mia produzione…Il disco avrà un seguito, non e’ un progetto singolo”.

Tommy: “Quello che coi Sadist non avremmo fatto, che non ci saremmo permessi di fare, lo abbiamo fatto adesso. Dopo lo sbaglio Lego abbiamo fatto un passo indietro. Il materiale e’ nato tra me e lui con l’idea di seguire un percorso che con i Sadist non avremmo potuto fare perche’ la gente non l’avrebbe accettato. E’ un passo prima di Lego, forse, si sentono influenze moderne, post-thrash, non si sente il nu-metal che sisentiva in Lego, e ci sono le cose che invece piacciono a noi. Roba classica, siamo cresciuti con Slayer e Pantera, d’altronde, e poi si sentono le tastiere anni 70 di Goblin, Banco, PFM, come nei Sadist, pero’in chiave moderna; il disco vuole essere moderno senza pero’ essere trendy.

C’e’ troppa gente che adesso si butta nel calderone, gente anche con nomi altisonanti, mentre invece noi coi Sadist abbiamo subito e sempre fatto la scelta di evitare ogni trend. Si parla di 13 anni fa, pero’ ci e’ andata bene, adesso ovunque andate trovate qualcuno che si ricorda i primi dischi dei Sadist, perche’ avevano un’impronta definita: anche con tutte le loro pecche, con l’immaturita’ del tempo, erano personali. Adesso c’e’l’esperienza, il bagaglio tecnico, l’esperienza che ho fatto come fonico (il disco l’ho prodotto io nei miei studi)…

Si sente l’impronta Sadist (siamo comunque tre quarti del vecchio gruppo), le menti sono quelle, quindi e’ ovvio che qualcosa si senta. La differenza grossa e’ che i Sadist sono sempre stati centrati sulbasso, questo e’ un disco molto piu’ chitarristico.Non abbiamo voluto usare il nome Sadist perché la band era un corpus unico, una famiglia, tutto era fortemente condiviso dai quattro che lo componevano, qui siamo solo io e lui. Alessio (il batterista, ndr) e’ entrato per caso, ci suono in altri tre gruppi, lavoriamo assieme in studio, so che e’ bravo, e’ ovvio che ho pensato subito a lui, pero’ il progetto e’ mio e di Trevor.

I Sadist erano un gruppo a tutti gli effetti, il lavoro nasceva da quattro teste, e questo rendeva anche molto complicato il processo di scrittura, perché ognuno doveva dire la sua, mentre qui io faccio la musica, lui fa i testi, ed i pezzi escono piu’ rapidamente, sembra una cosa fredda, ma in realta’ e’ piu’ concreta. La lentezza compositiva e’ forse quello che ci ha un po’ penalizzato come Sadist, perche’ fare un disco ogni tre annicommercialmente e’ una stronzata, a meno che non ti chiami Metallica. L’unica ricetta per tenerti vicino il pubblico e’ cominciare subito a preparare la roba nuova appena il disco e’ uscito in modo da averla prontaprima possibile”.

Sul mercato della musica, le colpe del pubblico, degli Mp3…

Trevor: “Quello che mi fa strano e’ che quando suonavamo dieci anni fa di gruppi grossi in italia c’erano DeathSS, Extrema, Sadist Labyrinth, Linea77, Rhapsody, Lacuna Coil, adesso che c’e’ di nuovo? Sono sempre gli stessi…E’ cambiata anche la tipologia di pubblico, una volta c’era l’attesa, mi ricordo l’ansia per i dischi nuovi, adesso la gente e’ svogliata, poco entusiasta”.

Tommy: E’ una questione di cultura, non viene insegnato il rispetto della musica, i ragazzi hanno imparato che la musica viene gratis… Ma non e’ solo un fatto legato alle nuove tecnologie, e’ questione di educazione, manca cultura ed educazione. Chi fa musica dovrebbe, anziché piangersi addosso, sbattersi in questo senso, educare alla qualità, capire come cambiare il mercato…”.

Gli Infection Code stanno finendo il loro set, Tommy e soprattutto Trevor, che apparirà con maschera, mannaia e abbigliamento da serial-killer, devono andarsi a preparare per uno show, quello al Cencio’s di Prato che aprirà la stagione live dei The Famili. La resa delle nuove canzoni non sarà ottimale, ancora da limare non l’intesa ma l’impatto sonoro dei diversi episodi del disco, anticipato da un’apertura gobliniana che non stonerà con il resto dell’esibizione. I Sadist non sono ancora tornati, ma diamo il benvenuto ai The Famili.

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A volte ritornano

Una notizia veloce-veloce che farà la felicità di tutti i rocker là fuori: vi chiedete che fine abbia fatto Slash? Beh, mentre Axl Rose pare che se la stia prendendo molto comoda con le registrazione del nuovo album dei suoi Guns’n’Roses, l’ex chitarrista della band sta per tornare in pista! Il nuovo album dei suoi Slash’s Snakepit si intitolerà ‘Ain’t Life Grand’ e sarà nei negozi a partire dal 10 ottobre!

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