Last Autumn’s Dream – Recensione: A Touch Of Heaven

Si confermano i Last Autumn’s Dream, e lo fanno senza tradire sonorità rese come sempre uniche dall’interpretazione di Mikael Erlandsson e da un gusto musicale sospeso tra sogno e realtà. Andando avanti per la propria strada, la band continua nel solco degli eccellenti "Hunting’s Dream" e "Dreamcatcher", con l’appunto di Nalley Pahlsson che sostituisce Marcel Jacob, tristemente e prematuramente scomparso proprio poco tempo fa.

L’omogeneità della proposta musicale è intatta, e la magia delle atmosfere create dai Last Autumn’s Dream è qualcosa di sempre più unico, cui stavolta fanno da contrappunto le irresistibili cover di "Surrender" e soprattutto di "See My Baby Jive": pezzi che trovano un proprio spazio ed una propria ragion d’essere nonostante la spensierata allegria che le caratterizza e le differenzia dalla malinconia crepuscolare che è il trademark della band.

Tra episodi riusciti ed emozionanti come la delicata "Caught In Between" e il commovente apice raggiunto nella conclusiva "Jenny’s Eyes" – dove fa capolino il romanticismo dei Queen – ci sono pure dei pezzi meno riusciti, che tuttavia non rovinano le vibrazioni suggestive create dalla band. Il chorus arioso di "Top Of The World" sembra, invece, rinverdire i fasti dei Fair Warning – merito della linea melodica costruita proprio da Andy Malecek, già axeman della band tedesca -, mentre nel crescendo di "Renegade" è Erlandsson a salire in cattedra, arrampicandosi fino in cielo per pilotare un chorus memorabile: ecco, in un pezzo come questo, pure intriso di epicità, appare evidente come il cantante si trovi più a proprio agio muovendosi su arrangiamenti meno heavy di quelli sperimentati di recente in "Toy Soldier" dei Salute.

Ma sono solo dettagli, in un album che colpisce soprattutto per le sue suggestioni e per la capacità di trasportare l’ascoltatore in una dimensione emotiva altra rispetto a gran parte di quanto si sente in giro.

Voto recensore
7
Etichetta: Escape/Frontiers

Anno: 2010

Tracklist: 01. Heaven and Earth
02. Caught In Between
03. Top Of The World
04. Candle In The Dark
05. Come Rain Or Shine
06. Heartbreaker
07. Last Mistake
08. See My Baby Jive
09. Renegade
10. What’s On Your Mind
11. How Long
12. Surrender
13. Jenny’s Eyes

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Capitan Andy

    …questo album e’ veramente qualcosa di eccezzionale….e’ ispirato sicuramente dalla triste perdita di un buon amico quale era il miglior bassista d’europa….il billy sheehan europeo…il mitico Marcel Jacob!!!…che dire di pezzi quali RENEGADE,TOP,CANDLE O JENNY’S …SEMPLICEMENTE DIVINE!!!!

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