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A Perfect Day – Recensione: The Deafening Silence

Se in occasione del primo lavoro targato A Perfect Day, Andrea Cantarelli aveva chiesto chiesto aiuto agli amici Roberto Tiranti (per anni suo “socio” nei Labyrinth) e Alessandro Bissa (Labyrinth, Vision Divine) ora ci troviamo di fronte ad una formazione vera e propria con l’apporto della piacevole sorpresa Marco Baruffetti (voce, chitarra) e del solido Gigi Andreone (Odd Dimension) al basso; certo questi musicisti hanno anche un sacco di altre committenze in ambito musicale ma sono riusciti a dare estrema compattezza a questo “The Deafening Silence”.

A Cantarelli non è mai mancato un gran gusto chitarristico (“A New Dawn”) e questo si sposa perfettamente alla voce pulita di Baruffetti, ottima nell’impostazione tecnica ma anche interpretativa a dovere; un quadrato hard rock con venature alternative è quello che presentano gli A Perfect Day, per un lavoro prodotto benissimo (che diventa un valore aggiunto nel bilancio finale).

Il singolo “In The Name Of God” ha una screziatura post grunge che lo accomuna agli Alter Bridge più melodici (band che avevamo già citato in occasione del debut eponimo) mentre sono interessanti gli inserti elettronici di “Before Your Eyes” che la rendono ancor più ritmata (non dimentichiamo che questo tipo di sperimentazioni erano già state messe in atto proprio dai Labyrinth fin dal seminale debutto “No Limits” del 1996).

Piacciono le soluzioni ritmiche inusuali scelte in “Mission Annihilation”, per chi scrive uno dei momenti topici di un lavoro che non subisce cali evidenti e conferma la classe di musicisti dalla rodata esperienza ma che prevedo possano evolvere ulteriormente se il nucleo rimarrà compatto e magari qualche data live andrà a rinsaldare questa coesione.

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