Vermin – Recensione: A Nihilistic Swarm

Da non confondere che la band svedese attiva negli anni novanta questi Vermin sono olandesi e suonano death metal del più canonico e brutale. Un sound figlio legittimo dei primordi della scena che oggi non sembra avere più molto da dire anche se qui risulta piuttosto ben eseguito e supportato da una composizione competente. Le solite vocals gutturali accompagnano i più collaudati temi musicali, bilanciando aggressione e parti più rallentate, tempi cadenzati e accelerazioni fulminanti. Suona tutto estremamente sentito e decisamente troppo anonimo, ma almeno i Vermin sanno mettere nelle loro canzoni quel minimo di varietà che permette di non annoiarsi troppo durante l’ascolto. Hanno dalla loro una batteria di riff potenti e una ferocia invidiabile, peccato solo che continuando a sfruttare gli standard più comuni di genere alla lunga affiori implacabile una certa stanchezza e arrivati alla fine la voglia di ripartire da capo è praticamente inesistente.

Voto recensore
6
Etichetta: Deity Down Records / Andromeda

Anno: 2006

Tracklist: 01. The Swarm (Intro)
02. The Plague
03. Ascend
04. Fuel For The Flames
05. Conquer
06. The Swallowing Vortex
07. I Am The Dissident
08. Birth
09. A Nihilist
10. Falling Deathwards
11. Eyes Wide Shut
12. Deviate
13. Dislekt
14. Scientific Domination
15. Collapsed Future Visions
16. Clipped Wings
17. Vertigo
Sito Web: http://www.myspace.com/verminnl

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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