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Evergrey – Recensione: A Night To Remember – Live 2004

Partiamo con un dubbio: quanto sarà stato ritoccato in studio questo primo live ufficiale per gli svedesi Evergrey a titolo ‘A Night To Remember’? Non lo sapremo mai con esattezza…ma alla luce della resa sonora di cui gode questo prodotto targato Inside Out non ci interessa nemmeno molto venirne a conoscenza! Già perché quello che fuoriesce dagli speaker (o dagli auricolari, a seconda delle preferenze) è uno dei concerti più potenti e curati che si siano potuti sentire negli ultimi anni.

Pare proprio che gli Evergrey non abbiano badato a spese per l’organizzazione di tale evento: innanzitutto la location (l’ottocentesco Storan Theatre di Göteborg), la presenza di coristi e di 15 telecamere dirette dal noto Patrick Ullaeus utilizzate per la realizzazione del DVD del concerto stesso (prevista per maggio), una resa sonora impressionante sia per le chitarre che per le tastiere (molto “presenti” nonostante l’heavy sound dei nostri) e, non ultimo in questo elenco, l’impatto della sezione ritmica”metallosa” più che mai, soprattutto per ciò che concerne il drumming di Jonas Ekdahl (‘Blackened Dawn’) Il leader Tom Englund è pienamente “in voce” riuscendo a mantenere anche quella rochezza tipica del suo particolare timbro e lasciando che il lavoro alla chitarra sia ampiamente “spalleggiato” dall’altra “ascia” Henrik Danhage soprattutto nelle parti in cui le linee vocali necessitano più concentrazione (in particolare i passaggi più atmosferici). ‘A Night To Remember’ diventa quindi una sorta di doppio best of ed è un peccato, a questo proposito, che il promo in nostro possesso sia “amputato” del secondo CD dove sappiamo sono contenute alcune gustose sorprese come la presenza di una sezione d’archi ed un duetto di Englund con la moglie Carina Kjellberg.

In realtà la struttura dei pezzi degli Evergrey è tutto sommato semplice: granitici riff di chitarra, contrappunti di tastiere mai invasivi, voce aggressiva, sezione ritmica pulsante…il tutto con un preponderante componente dark. È quindi difficile segnalare i titoli (in maggioranza tratti da ‘The Inner Circle’) che rendono meglio dal vivo anche perché vi è una stretta concatenazione tra le tracce, con pochissimo spazio concesso al dialogo tra band e pubblico; grandiose comunque ‘Blinded’, ‘Rulers Of The Mind’ e ‘As I Lie Here Bleeding’. Ci si poteva aspettare una certa professionalità, portata anche da un’esperienza ormai decennale e da una provenienza (la Svezia) che non ha mai deluso da questo punto di vista però questo prodotto live rimane comunque una mosca bianca nel metal odierno proprio perché riesce a catturare l’ascoltatore come un disco da studio e che può essere utilizzato come ideale punto di partenza per chi non conosce questi scandinavi. Keep up the darkside.

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