Samus: A Finger In The Air

Jeffry Gallagher è una persona schietta ed ama parlare della propria musica. In arte Samus, autore di ‘Desengano’, un disco particolare sia per le influenze che rivela sia per una attitudine fuori dai canoni ed assolutamente fuori dai controlli del cosiddetto business. Una panoramica breve su questo mondo, apparentemente di parte ed apparentemente ostico che parte dal racconto della storia sulla nascita di Samus anche se "non è che ci sia molto da raccontare a livello di storia per quello che concerne Samus. E’ un mio progetto nato nel 1998 e che ha viste coinvolte man mano un numero di persone che si sono succedute. Ora è raffigurato come one man band dove oltre a me le macchine impiegate sono un Roland 808, un Roland 202, la Les Paul modificata e il mio basso jazz Fender. John Busher, che si occupò nella prima stesura di ‘Desengano’ della batteria ora siede dietro il mixer e mi dà una mano. Quello che ti posso dire di John è che è stato una grosse fonte di stress sia perchè è incredibilmente pigro e perchè non mi aiutava a raccogliere i soldi per pagare lo studio, questo il motivo dello ‘split’".

Un’espressione artistica minata allora dalla pigrizia dei creativi e dai guai di finanziamenti che non esistono all’interno di determinate produzioni quando sono talmente fuori dai canoni da non rientrare nei progetti di alcuna etichetta perchè, alla fine, "fondamentalmente è anche il motivo per cui il disco è uscito con un sacco di ritardo: soldi, uno schifoso problema di denaro. Sono davvero un poveraccio da quel punto di vista e mi ci vuole tanto tempo per questo genere di cose." E’, però, entrando nel disco e in due particolari episodi come la cover stravolta di Duke Ellington e l’esperimento ‘Dj Delta Burke’ che scopriamo cosa si nasconde dietro il nome Samus perchè "’Super Ortopedic Caravan’ è stata una delle cose più veloci da realizzare in quanto ci abbiamo impiegato circa quindici minuti per finirla, a differenza di altre cose che ci hanno occupato anche quindici settimane. Per quello che riguarda invece ‘Dj Delta Burke’ questo è il nome che uso per il mio materiale composto da loop e beat come una sorta di alter ego. La canzone in ‘Desengano’ è stata fatta in maniera veramente artigianale, con dei nastri a bobina e una drum machine della Yamaha della fine anni ottanta. Ora come ora Dj Delta Burke può usare strumenti un po’ meno "tristi" e sicuramente questa cosa potrà sviluppare meglio le idee che ho e che farò ascoltare nel futuro."

Ovviamente non potevano mancare le soprese affinchè la realizzazione del disco non venisse in qualche modo tinta di leggenda o, quantomeno, di aneddoti curiosi e divertenti come "il fatto che le prime copie stampate di ‘Desengano’ per un errore includessero una compilation di musica Hawaiiana di gente tipo John Denver che cerca di suonare la Hula. Di questa "versione" ne esistevano settecento copie che sono anche state distribuite. Il distributore le ha poi sostituite, ma immaginati chi aveva apprezzato la stampa sbagliata, l’ha consigliata ad un amico e questo amico ha comprato il vero ‘Desengano’… In un certo senso potrebbe essere anche stata la maledizione del disco, mixato a Lattimer, in Pennsylvania dove nel 1897 vennero assassinati 55 minatori immigrati. Credo però che il loro spirito ci abbia anche aiutato in alcuni frangenti come ad esempio nel risolvere certe cose di ‘Defenestration’, il mio pezzo preferito." Sia dalla grafica che lo accompagna che dal background musicale di Jeffry riusciamo a scoprire che "la mia influenza principale è Don Van Vilet, Captain Beefheart, una delle persone più creative che abbia mai suonato rock and roll, che lo abbia mai violentato. Vorrei riuscire ad avere la sua stessa attitudine fatta di irripsettosità nei confronti delle regole."

Un’influenza senza dubbio interessante che verrà sviluppata nel futuro di Samus perchè "’Desengano’ rappresenta ciò che Samus era. Nei tre anni intercorsi fra la realizzazione e la stampa di questo disco sono nate altre cose e sono pronto con il secondo album che racchiude tutti gli ingredienti dell’esordio ma riesce ad andare un po’ più vicino alla mia idea di "fare musica". Due pezzi finiranno su compilation in Olanda e Belgio, una su Dead Mind Records e l’altra su Tyfus Magazine. Ora come ora non ci sono progetti per portare Samus dal vivo, almeno sino a quando il secondo album non verrà distribuito e così, per tenermi impegnato ho un’altra band, chiamata Boat! che è un incrocio fra Radiohead e Boris." Da parte nostra non resta che rispolverare il dischetto, rimetterlo nel lettore e fare nostro, ancora una volta, il motto di Dj Delta Burke: put your fingers in the air, in the air.

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