Bad Bones – Recensione: A Family Affair

Dopo il già buono ‘Smalltown Brawlers’, che convinse a tal punto da meritarsi una pubblicazione ufficiale ad un anno dalla sua prima uscita, i Bad Bones non hanno certo tirato i remi in barca. La partecipazione a numerosi festival nella nostra penisola, tra cui ci piace ricordare l’Italian Headbangers Festival (un’iniziativa organizzata, suonata e vissuta solo da band italiane, esibitesi a prezzo politico nella primavera ed estate 2010), e soprattutto un tour negli U.S.A., portando il loro hard rock dal sapore southern in ben 22 locali, che forse saranno pochini per i 50 Stati che compongono la Federazione, ma sono tanti per chi proviene da questa parte dell’oceano, sono le tappe più significative che contraddistinguono i Bad Bones attuali. Alcuni brani, in particolare l’ottima ‘Ghost Town Blues’ e la cantilena piena di slide di ‘Don’t Let The Spirits Get In’, sono impregnati della visionarietà che solo certi paesaggi americani sa darti, mentre, dal lato opposto, ‘No Way Out’ e ‘Street Dogs’ mostrano il lato più propriamente rock di questo gruppo grazie ai loro riff aggressivi e ai ritmi dinamici. Anche i testi sembrano avere preso una piega leggermente più intimista, e non parlano soltanto di belle ragazze e di motociclette (non che ci sia nulla di male in questo, intendiamoci). C’è quindi una crescita generale, è una maturità che avanza, senza dimenticare comunque il divertimento che da sempre si accompagna al rock ‘n roll.

Voto recensore
7.5
Etichetta: Madhouse Music

Anno: 2010

Tracklist:

1. intro — 128 Oxnard Avenue
2. Modern Times
3. Road to R'n'R
4. No way out
5. Ghost town blues
6. A family affair
7. Street dogs
8. Run over me
9. With the lights off
10. My head is upside down
11. Desperado
12. Don't let the spirits get in


Sito Web: http://www.myspace.com/badbonesrock1

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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