Incapacity – Recensione: 9th Order Extinct

Giunti alla loro seconda release gli svedesi Incapacity (nome che potrebbe non promettere nella di buono!) mettono in mostra tutto il loro potenziale distruttivo ed anche (per fortuna dell’ascoltatore oggi giorno terrorizzato da ogni band scandinava che fa death e rischia di essere l’ennesima, prevedibile fotocopia del combo connazionale sentito due minuti prima) una certa freschezza compositiva che li rende, se non certo clamorosi, quantomeno appetibili per quarantacinque minuti di massacro genuino. ‘9Th Order Extinct’, grazie a track quali ‘Grand Future Disease’, l’opener ‘Wide Of The Mark’, dove emerge tutta la ferocia ‘made in Sweden’, ma anche alla bella e varia ‘Plague Of Their Own’, è un equilibrato ed efficace miscuglio della titanica tradizione del death scandinavo con la pesantezza, la brutalità ed una certa dose di fantasia nel riffing cadenzato mutuata dalla scuola a stelle e strisce. Produzione degna di una divisione corazzata, con in rilievo, oltre ad un drum-work sismico ma snello, un basso ruggente e distorto; voce da Caronte sullo Stige ed il gusto per gli incipit che si stampano subito in testa, tipo quello di ‘Infinite Time Decay’, per poi lasciar spazio alla pesantezza ed a fughe di melodia che richiamano i maestri At The Gates, accoppiate con le oscure bordate di Darkane. In sostanza, questo è l’identikit di ‘9th Order Extinct’, buon disco che, pur non facendo urlare al miracolo, risulta godibile dalla prima all’ultima track e non certo per solo un ascolto o due.

Voto recensore
6
Etichetta: Metal Blade/Cold Music

Anno: 2004

Tracklist: 01. Wide Of The Mark
02. Grand Future Disease
03. Winged With Fire
04. File Under Torture
05. Cross-Fixed
06. Shadows Of The Watcher
07. Christless Ways
08. Infinite Time Decay
09. A Plague Of Their Own
10. Overdose On Purity


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