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9Electric – Recensione: The Damaged Ones

Nati sul Sunset Strip, i 9Electric si sono fatti un nome nei locali di Hollywood e approdano con “The Damaged Ones” al loro debutto discografico per Another Century.

Il sound di questo gruppo è figlio della sua provenienza patinata, ma con qualcosa in più, perchè all’hard rock scanzonato dei glamster degli anni ’80 si unisce un tocco decadente à la Rammstein e una componente elettronico-industrial che rappresenta l’aspetto più interessante della combo statunitense, influenzandone anche l’aspetto più puramente esteriore.
Se a questo aggiungiamo la voce nient’affatto glam, ma anzi piuttosto graffiante, del singer Thunderwood, il gioco è fatto e la miscela esplosiva di ritornelli anthemici e ritmi elettronici decisamente ballabili prende forma.
L’album si muove su 12 brani brevi ed immediati, che fin dalla title-track “The Damaged Ones” svelano le loro carte, con la seconda traccia “New God” che esplode in una potenza elettronica senza dubbio coinvolgente per gli amanti del genere, al pari della successiva ed irriverente “Naked”.
Le prove meno riuscite del disco sono proprio quelle in cui la componente quasi discotecara viene meno in favore di una struttura più ballad-like, come nel caso di “Beautiful”. Al contrario, brani quali “Lies”, “More More” e, soprattutto, la conclusiva “I Die” dispiegano al meglio i punti di forza di questa band, dichiaratamente chiassosa e tamarra. Ma con consapevolezza.

Dimenticate gli orpelli tecnici o il songwriting raffinato, non ne troverete nei 9Electric, ma c’è qualcosa nel ritmo ripetitivo e quasi ossessivo delle tracce che riesce a conquistare l’ascoltatore.
Sarà interessante capire in quale direzione si muoverà il futuro della band; il disco di debutto si merita la sufficienza, in attesa di una conferma o magari di una sorpresa con la seconda fatica di studio.

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