Progressive Xperience – Recensione: 21st Century Brain Damage

Un concept album che si articola per oltre un’ora di durata, riguardante l’analisi dei principali mali del nostro secolo, è una presentazione che a priori merita di essere analizzata, specie se a portare avanti questo progetto è un gruppo italiano come i toscani Progressive Xperience. Da quando è stato pubblicato “X”, album d’esordio, alcune cose sono cambiate, prima fra tutte la presenza dietro il microfono, che è diventata quella autorevole di Andrea “Ranfa” Ranfagni, di cui avemmo possibilità di ascoltare pochi mesi fa un disco solista di rock-blues molto ben fatto. Oltre a questo, e al fatto che la sua presenza ha dato un carattere più forte e deciso al cantato grazie alla sua timbrica vocale, i Progressive Xperience si confermano come un gruppo di buon prog metal, perfettamente rientrante nei canoni del genere, quindi con musicisti molto esperti a livello tecnico e dediti a una evidente cerebralità musicale, anche per quanto riguarda i contenuti. Il primo album si caratterizzava però anche per una produzione discutibile, che, sebbene siano stati apportati dei significativi miglioramenti, non convince ancora del tutto.

I due album dei Progressive Xperience sono legati da un doppio filo per quanto riguarda l’aspetto musicale. Già il brano iniziale di questo disco riprende pari pari un pezzetto di un brano di “X”, a significare una continuità non solo musicale ma anche, appunto, nelle tematiche trattate. “The Great Illusion” si stacca subito dallo sfondo e si distingue come uno dei brani migliori grazie a una struttura dinamica, fatta da una parte iniziale acustica, da un corpo centrale vivace e ben impostato a livello tecnico e da un finale strumentale. Anche “Ways Over The Edge” offre spunti interessanti, mantenendosi sin dal principio su una linea melodica molto più tranquilla, fatta di parti strumentali più brevi (in cui domina la chitarra) ma più emozionanti delle precedenti. Non bisogna poi dimenticare “Taurus Littrow 20.1980°”, brano interamente strumentale dall’impostazione heavy, un po’ come era “Erotomania” ai suoi tempi, in cui si inserisce una parte di chitarra spagnoleggiante del tutto inaspettata.

Produzione da migliorare a parte, si può concludere che, se dal punto di vista delle idee i presupposti ci sono, e dimostrano grande profondità di pensiero, i Progressive Xperience devono forse riuscire a tradurre meglio la loro musica in emozione. Non basta dire “eh, però, sono bravi a suonare!”, ma questa bravura indiscutibile deve far emozionare maggiormente l’ascoltatore, renderlo più partecipe a ciò che viene narrato, in modo da evitare che si diventi uno dei tanti gruppi che snocciolano cambi di tempo a destra e a manca, ma senza lasciare una traccia più profonda.

Voto recensore
6
Etichetta: Sweet Poison/Self

Anno: 2008

Tracklist: 01.Progressivexperience Pt 1
02.I’m Alive
03.The Great Illusion
04.Ways Over The Edge
05.Taurus Littrow 20.1980°
06.Imaginary Heroes
07.Master Refection
08.Ruins & Memories
09.Inner Silence
10.Carpe Diem
11.21 st Century Brain Damage

anna.minguzzi

view all posts

E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi