Grimfist – Recensione: 10 Steps To Hell

I Grimfist, band che vede tra le proprie fila il chitarrista Ole Walaunet, l’attivissimo Frediablo (ascoltato di recente con i blacksters Hemnur) alla voce e il batterista Christian Svendsen, tornano con il secondo full-length ’10 Steps To Hell’.

Il nuovo lavoro dei Grimfist può essere descritto come un thrash/death pesante ma altrettanto tecnico e fantasioso, in cui la band combina con buoni risultati la velocità esecutiva a dei momenti atmosferici che consentono una certa presa sull’ascoltatore.

Ne abbiamo un esempio immediato nell’opener ‘The Power’, un brano che combina dei riff veloci e graffianti a dei break cadenzati piuttosto orecchiabili, e in cui non manca una breve parentesi “soft” che si esprime con gli arpeggi e la voce pulita. In questo senso si rivelano buone anche le intuizioni “nevermoriane” di ‘Unborn’ (dove la violenza esecutiva si stempera su aperture melodiche di ampio respiro) e l’anthemica ‘Tools Of The Trade’, un brano roccioso che poggia su dei riff “pieni” d’immediata presa per l’ascoltatore.

Ma i Grimfist riescono a impressionare anche quando, messe da parte le divagazioni atmosferiche, puntano sull’assalto sonoro stordendo con le rasoiate fulminee di Ole e il drumming tellurico di Christian. Parliamo della dinamica ‘Breed Apart’, brano che entro un corpo sonoro realmente pesante ospita brevi divagazioni progressive che ricordano gli ultimi lavori dei Death, o ancora ‘Reap The Fire’, traccia veloce e caotica.

Un lavoro, questo ’10 Steps To Hell’, vario e ben realizzato, sia chiaro che i Grimfist non aggiungono e non tolgono nulla alle direttive già tracciate dai principali esponenti del genere, ma il loro nuovo album sarà senz’altro gradito a chi segue queste sonorità.

Voto recensore
7
Etichetta: Candlelight / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01.The Power
02.Separation Of My Soul
03.Breed Apart
04.Unborn (Intro)
05.Unborn
06.The Ashes Of The Gods
07.Reap The Fire
08.Touched By A Shadow Of Evil
09.Tools Of The Trade
10.Fight Or Die


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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