Ayreon – Recensione: 01011001

Trovandoci di fronte ad artisti di questa caratura e notorietà dobbiamo una volta di più essere obiettivi e sinceri: nella proposta di Ayreon c’è sempre stato del buono (in maggioranza) ma anche un “non so che” di sopravvalutato…vediamo di chiarire il concetto: sin dagli esordi di questo progetto personale del polistrumentista olandese Arjen Anthony Lucassen risalenti al 1995 ci sono stati sbattuti in faccia, con la presunzione di chi è musicalmente dotato, arrangiamenti che più pomposi non si può, serie interminabili di ospiti (di elevato spessore artistico e non), un crossover di generi eccitante nei primi ascolti e leggermente noioso dopo l’inevitabile approfondimento…insomma di tutto un po’! Una cosa è certa, la carne sul fuoco non è mai mancata e questo viene assolutamente confermato anche con la nuova rock opera “01011001” anche se le similitudini con quanto propostoci in passato sono evidenti e forse troppo numerose; ci riferiamo in particolare al predecessore “The Human Equation” (vedi l’impressionante lista di guest singers questa volta davvero “top class”) ed al debutto degli Stream Of Passion “Embrace The Storm” (per le partiture strumentali sempre in bilico tra “vintage heavy rock” e space metal moderno).

La storia è ancora una volta affascinante…ma non vogliamo rivelarvi troppo tranne la location futuristica “costellata” da tragici eventi interplanetari che celano una metafora direttamente legata al rapporto morboso della razza umana con la tecnologia e la conseguente perdita di ogni emozione. Stiamo inoltre parlando di circa 102 min. di musica spalmati su due CD (+ un paio di limited edition accompagnate da DVD) dove compaiono oltre alla citata “lista” di cantanti alcuni rinomati musicisti come Tomas Bodin (The Flower Kings), Michael Romeo (Symphony X) e altri; ma dicevamo dei cantanti…beh loro plasmano le nuances dei pezzi concepiti (e suonati quasi interamente) da Lucassen e dal fido Ed Warby al drumkit con alcune prove davvero magistrali inscenate da Jorn Lande (su tutti), uno Steve Lee (Gotthard) dall’estensione vocale pressoché illimitata, l’immarcescibile Bob Catley (Magnum) e tra le donne Floor Jansen (After Forever) e Anneke van Giersbergen (ex The Gathering). Alcune tracce sono più che valide, in particolare “Age Of Shadows“, “The Fifth Extinction” e “Unnatural Selection” ma dobbiamo forzatamente ricollegarci a quanto detto ad inizio recensione sul fatto che la musica di Ayreon non è mai realmente progredita dagli esordi ad oggi; certo il mood di questo nuovo lavoro è decisamente più dark e sono sicuramente migliorate produzione, packaging e cura dei particolari ma Lucassen vive sempre in quel limbo popolato da musicisti amati da orde di devoti fan ma che purtroppo non hanno mai raggiunto (e forse mai raggiungeranno) una statura artistica assoluta accontentandosi di “giocare” in più che dignitose retrovie. Comunque consigliato ai seguaci di lunga data ed a tutti gli amanti del heavy metal più melodico e nostalgico.

Voto recensore
7
Etichetta: Inside Out / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist:

CD 1 – Planet Y

01. Age Of Shadows (incl. We Are Forever)

02. Comatose

03. Liquid Eternity

04. Connect The Dots

05. Beneath The Waves

06. Newborn Race

07. Ride The Comet

08. Web Of Lies

CD 2 – Earth

01. The Fifth Extinction

02. Waking Dreams

03. The Truth Is In Here

04. Unnatural Selection

05. River Of Time

06. E=MC2

07. The Sixth Extinction


alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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