Wacken Open Air: il punto sull’edizione 2022 del festival

Tornare a Wacken, ogni volta, è un po’ come tornare a casa. Anche se le dimensioni del festival ormai sono più che ragguardevoli, lo spirito di pace e amicizia che si respira dietro ogni angolo è unico (certo, a meno che dietro l’angolo non ci sia il solito tedesco ubriaco con la faccia affondata nell’erba). Nel 2020 ci siamo dovuti accontentare di un’edizione virtuale, con la proiezione di una selezione dei video migliori delle edizioni precedenti. Nel 2021, ancora, niente da fare. Questa volta ci siamo, il meccanismo è ripartito e fra poche settimane metallari, si spera, da ogni parte del mondo, convergeranno verso questo paese minuscolo incastrato fra boschi e atmosfere fiabesche. L’edizione 2022, quindi, la numero 31 dal vivo, ripagherà le attese di due anni di silenzio? Sulla carta sembra di sì. Come sempre, i numerosi palchi e un calendario di concerti fitto permetteranno di soddisfare tutti i gusti.

La novità principale è l’introduzione di una giornata in più. Il Wacken Open Air si tiene per tradizione dal giovedì al sabato, con il mercoledì a fare più che altro da giornata di riscaldamento. Ebbene, quest’anno il mercoledì diventa una giornata di festival a tutti gli effetti e prende il nome di Wacken Wednesday, è improntata verso il power metal, con le esibizioni fra gli altri di Epica, Avantasia e Gloryhammer.

Nei tre giorni successivi, anche qui come accade sempre, si alterneranno sui vari palchi band di tutti i generi e dalle provenienze più disparate. Tanto, quando sei a Wacken hai una certezza: che non sarai mai solo. Quindi, qualsiasi band potrà contare su una porzione di pubblico ricca e attenta. Come d’abitudine, inoltre, si potrà assistere a concerti esclusivi, a prime volte e a ritorni illustri. I Judas Priest appartengono a due categorie, visto che si assiste al tour per i loro 50 anni di carriera e che la band è stata più volte sul palco del festival tedesco. In programma ci sono anche altri anniversari di carriera, come quello dei Cirith Ungol (nozze d’oro anche per loro), degli In Extremo e dei Grave Digger. Gli At The Gates, invece, eseguiranno tutto “Slaughter Of The Soul” mentre Phil Campbell con i suoi Bastard Sons ha in programma uno show incentrato sui brani dei Motörhead (e il pensiero corre subito alla statua di Lemmy che accoglie i partecipanti al festival da alcuni anni a questa parte).

Fra le prime volte al festival, troviamo altri nomi illustri, come quelli di Slipknot e Limp Bizkit, che riceveranno di sicuro un’accoglienza degna della loro fama. Sarà la prima volta a Wacken anche per i Pestilence di Patrick Mameli e per i The Halo Effect di Mikael Stanne e Jesper Strömblad, di cui si è sentito parlare tanto negli ultimi mesi. Tornano a Wacken anche Mercyful Fate, Angel Witch, Tarja, gli Stratovarius, Arch Enemy, As I Lay Dying, Danko Jones, i Freedom Call, Hypocrisy, Loudness, i Moonspell, Michael Monroe, gli Overkill e i Venom. 

Le band di casa nostra, invece, saranno due, ovvero Lacuna Coil e Wind Rose. Non ci sarà nessuno, invece, a rappresentare l’Italia nella Metal Battle, una competizione internazionale dove la band vincitrice per ogni nazione ha diritto a esibirsi su uno dei palchi del festival. Niente di strano, la Metal Battle ha un meccanismo a rotazione, per cui ogni anno partecipano Paesi diversi.

Fra un concerto e l’altro, o durante le esibizioni, il calore tedesco, immaginiamo, farà sentire a casa tutti i convenuti. Se tutto rimarrà come al solito, ci aspettiamo birra a ogni angolo, cucina di tutti i generi, ma anche banchetti di prodotti di artigianato (soprattutto nel Wackinger, un’area dedicata all’acquisto di accessori, abbigliamento e altro), tantissimi dischi in tutti i formati e, negli ultimi anni, un’area dedicata alle nuove tecnologie e ai videogiochi. Perché l’altro dogma di fede quando si va a Wacken è che, anche se per caso dovessi trovarti in un momento in cui non c’è nessun concerto che ti interessa (quasi impossibile, ma potrebbe capitare), avrai comunque da fare e non ti annoierai.

Ancora poche settimane e si partirà, quindi; destinazione nord della Germania, tappa nell’isola felice di Wacken.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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