Wacken Open Air 2019: il punto sull’edizione numero 30 del festival

Trent’anni e non sentirli. Quando una persona cosiddetta normale dovrebbe avere ormai raggiunto l’età dell’autonomia e dell’indipendenza, i grandi festival metal mantengono inalterato il loro spirito. Per il Wacken Open Air, quindi, neanche quest’anno assistiamo a cambiamenti sostanziali nella struttura, con una serie di concerti di media importanza, che garantiscono comunque quattro giorni all’insegna del divertimento, della buona musica e dello spirito di fratellanza metal.

Certo, quando lo scorso anno ci trovavamo nel tendone della stampa, per una volta con il problema del sole e della polvere nel naso invece che del fango sotto gli scarponi, per un po’ ci siamo cullati con l’idea che avremmo assistito ad annunci in grande stile per l’edizione successiva. I nomi che rimbalzavano più frequentemente in sala stampa erano quelli di Manowar e Rammstein. Invece ci siamo ritrovati con i Demons & Wizards come nome di punta, che, per carità, in Germania saranno pure attesi come la manna dal cielo, ma hanno lasciato indifferenti una bella fetta di stampa. Altri nomi di punta, che avranno di sicuro un palco da headliner, sono quelli di Sabaton, freschi dell’uscita del loro nuovo album, e Slayer, per cui i fan italiani potrebbero arrischiare una doppietta dopo la data italiana al Rock The Castle. Sempre in alto nel cartellone spiccano i nomi di Anthrax, Powerwolf, Within Temptation (che apprezzammo molto con il loro show a mezzanotte nel 2016), Hammerfall, Opeth, Testament e Airbourne. Insomma, come sempre ce n’è per tutti i gusti, così come non mancherà la possibilità di confrontarsi con sonorità più moderne, come quelle dei Body Count di Ice T. e quelle dei Parkway Drive. Interessanti anche le presenze dei Meshuggah e dei Rage con la Lingua Mortis Orchestra, mentre per quanto riguarda il capitolo “vecchie glorie”, è da segnalare la partecipazione di UFO, Uriah Heep,  Rose Tattoo, Sweet e Krokus.  Per quanto riguarda invece il metal estremo, è da segnalare la presenza dei nostrani Aborym, unica band italiana in cartellone, oltre che quella dei Cradle Of Filth, che non sono certo nuovi al palco di Wacken, dei Dark Funeral, Nachtblut, Nailed To Obscurity, Necrophobic, Speticflesh e molti altri. Anche i fan delle band female fronted di tutte le età avranno modo di divertirsi anche grazie a Girlschool, Beyond The Black, Delain e Jinjer.

L’Italia invece sarà rappresentata dai Brothers Of No One, vincitori della tradizionale Metal Battle, che si è conclusa la scorsa settimana. Come ogni anno, la Metal Battle, che si svolge tra mercoledi e giovedi, è un’occasione interessante, un po’ per iniziare a riprendere confidenza con i palchi del festival a un anno di distanza, un po’ per analizzare da vicino quali sono le “nuove tendenze” nel metal a livello internazionale, anche in Paesi con una produzione meno nota (ricordiamo ad esempio i vincitori dell’anno scorso, gli ottimi Die From Sorrow. C’è solo un’incognita, come sempre, che è quella del tempo atmosferico; ma nonostante questo, sappiamo che, con la pioggia o con il sole, Wacken sarà ancora una volta invasa pacificamente da una schiera di metal heads di tutte le età e di tutte le provenienze geografiche, pronti a condividere per quattro giorni un’esperienza unica.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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