Wacken Open Air 2018: il punto sull’edizione numero 29 del festival

Quando il conto alla rovescia che appare sul sito ufficiale del Wacken Open Air passa dalle tre alle due cifre, è segno che bisogna iniziare a prepararsi, e una delle cose da fare quando ci si prepara per un evento di così grande portata (anche se, al momento in cui scriviamo, il sold out non è ancora stato raggiunto…cosa aspettate ad acquistare il vostro biglietto?) è dare un’occhiata approfondita alle band che compongono il bill del festival. Con la consapevolezza che, come sempre, si farà un piano di massima di quelli che sono i concerti che si vogliono vedere, e che detto piano non sarà mai rispettato per cause di forza maggiore (che vanno dal fango alla sbronza indistintamente). Inutile anche stare a preoccuparsi del clima, anche se è vero che i molti lavori di manutenzione del manto erboso dell’Infield dello scorso anno avevano in effetti portato qualche beneficio e, nonostante le molte piogge della scorsa edizione (che, state tranquilli, non ci lasceranno neppure nel 2018, ormai bisogna farsene una ragione), la situazione è stata leggermente migliore rispetto agli anni precedenti.

Ma veniamo a parlare delle band. L’edizione 2018 presenta di sicuro molti spunti interessanti, in particolare per quanto riguarda gli amanti dell’heavy metal classico, grazie ad alcuni show esclusivi e, a quanto pare, di lunga durata. Stando al running order provvisorio, uscito un mese e mezzo fa e quindi passibile di un certo numero di modifiche, la serata del sabato 4 agosto sarà dedicata agli Helloween, che con oltre due ore di show porteranno il loro “Pumpkins United Tour” anche nella terra del “Rain Or Shine” ottenendo, ci immaginiamo, larghissimi consensi. Quello delle Zucche non sarà comunque l’unico show speciale che il Wacken di quest’anno ci riserva. Sono infatti in programma un concerto celebrativo sia per i Running Wild, che riserveranno a Wacken l’unica apparizione a un festival per tutto il 2018, che per l’habitué del festival, Doro Pesch. Entrambi questi concerti sono in programma venerdì sera, in una giornata molto ricca, che dovrebbe vedere la presenza anche di Children Of Bodom, In Flames e Nightwish, tutti nomi già visti a Wacken, molti dei quali nemmeno troppi anni fa, ma che comunque sul palco del festival tedesco hanno sempre fatto un’ottima figura. Un altro momento importante, sempre sul venerdì, potrebbe essere il live dei Mr. Big, la cui presenza è confermata nonostante la triste notizia della morte di Pat Torpey. Ora, dato che Eric Martin aveva detto che, se il suo batterista fosse morto, lui avrebbe potuto smettere di cantare, è possibile che la band porti a termine gli impegni presi e poi decida di chiudere la propria carriera…quindi si tratta di un’altra occasione da non farsi scappare. Gli amanti dell’hard rock non dovrebbero lasciarsi sfuggire l’esibizione degli Steel Panther, che hanno già dimostrato due anni fa di apprezzare molto le terre tedesche, oltre a quella degli Adler’s Appetite, in programma nella tarda mattinata di venerdì, quella dei Dokken, sperando che Don Dokken e George Lynch non facciano cose stupide sul palco (tipo rivolgersi la parola) e, perché no, anche quella di Vince Neil, anche se in quest’ultimo caso si corre il rischio di beccarsi una sonora fregatura. il piatto è ricco anche per gli amanti delle sonorità estreme, già a partire dalla sera del mercoledì, quando i Sepultura terranno il loro live su uno dei palchi “minori” (si tratta pur sempre di stage di dimensioni importanti), per poi passare ai live di Behemoth, Belphegor, Cannibal Corpse, Destruction, Dying Fetus e quant’altro. Non dimentichiamoci poi del live dei Judas Priest, in programma la sera del giovedì, e di quella dei Nazareth, che costituiscono gli “outsider” di quest’anno (pensiamo al successo riscosso dagli Status Quo nel 2017). L’elenco dei nomi presenti sarebbe ancora sterminato: da Lee Aron ai Sons Of Apollo, dagli Act Of Defiance ai 2Cellos (altri outsider), dai Dimmu Borgir agli Enslaved passando per Blues Pills, Firewind e Nocturnal Rites, come sempre ci sarà modo di apprezzare un gran numero di sonorità diverse. Senza dimenticare poi tutto quel corollario di band cosiddette di contorno, che i fortunati che troveranno posto a sedere nel Beergarten potranno apprezzare al meglio, come i W.O.A. Firefighters, la banda dei pompieri di Wacken, il camaleontico Mambo Kurt, le cornamuse dei Red Hot Chili Pipers e la band itinerante, i Blaas Of Glory, che potete trovarvi da un momento all’altro in campeggio o in piscina. Per quanto riguarda l’Italia, quest’anno il nostro Paese sarà rappresentato unicamente dai vincitori della Metal Battle, i Tarchon Fist, e siamo sicuri che Luciano Tattini e compagni sapranno tenere fede al compito che gli è stato meritatamente assegnato.
Ci siamo quasi quindi! Non vi è venuta una gran nostalgia dei vostri scarponi infangati, di stare in fila davanti a un tedesco che non si fa la doccia da tre giorni, di ragazzi ubriachi che vi attaccano una pezza micidiale in una qualsiasi lingua a voi incomprensibile, e soprattutto di quello spirito di amicizia e solidarietà che solo a Wacken si riesce ancora a trovare? Niente paura, ormai ci siamo…rain or shine, naturalmente.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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