Speciale W.A.S.P. – Sesso, Politica, Fede: la vita secondo Blackie Lawless

waspLimitandoci a parlare dei testi, nel complesso mondo delle band hard rock e metal, ci sono quelle che, su spinta  del loro leader carismatico, portano avanti lo stesso tipo di carriera da sempre e continuano a parlare più o meno delle stesse cose per anni (ad esempio i Motörhead). Poi ci sono le band che, per un motivo o per un altro, nel corso della loro storia modificano drasticamente i contenuti dei loro brani. Uno degli esempi più eclatanti di questa metamorfosi sono sicuramente gli W.A.S.P., che tornano all’attenzione del pubblico perché è ormai prossima la pubblicazione del loro nuovo album, intitolato “Golgotha”. Andando ad escludere “The Crimson Idol”, che fa storia a sé trattandosi di un concept (oltre che, probabilmente, del punto più alto della carriera della band), se si segue la storia della band guidata da Blackie Lawless, non ci si tarda ad accorgere del grande cambiamento che ne attraversa la discografia. Gli anni 80 vedono gli W.A.S.P. come una delle band più trasgressive all’opera, soprattutto in sede live, grazie a numeri che si rifanno al rock teatrale di Alice Cooper e che vedono susseguirsi sul palco decapitazioni, stupri e via dicendo. Questo atteggiamento li porta a finire sulla lista nera della società più perbenista dell’epoca, incarnata in Tipper Gore e nel suo Parents Music Resource Center, soprattutto per i riferimenti più che evidenti alle pratiche sessuali, con la donna relegata al solito compito di oggetto di piacere per l’uomo. In questo momento Blackie Lawless è un predicatore che, dall’alto del pulpito che è il suo palco, predica la libertà di costumi a gola spiegata.

Con il nuovo millennio, qualcosa cambia drasticamente, e la svolta netta arriva prima con l’album “Unholy Terrorblackie lawless e poi con tutti i lavori successivi, nessuno escluso. I testi espliciti degli anni 80 scompaiono del tutto per lasciare spazio a brani introspettivi legati alla visione del mondo politico da parte di Lawless e, contemporaneamente, alla religione e all’espressione personale della sua fede. Come dice lo stesso Lawless nelle lyric notes dell’album:

Ero arrabbiato con Dio per le ingiustizie nel Mondo e per avermi messo in una confusione tale al punto di provocarmi attacchi d’ansia che durarono per anni, riguardo le mie convinzioni conflittuali riguardo la Bibbia. Poi un bel giorno, capii. Non ero arrabbiato con Dio, ero arrabbiato con l’Uomo. […] Nel brano “Charisma” c’è un verso: “predicando la paura e utilizzando la religione con la Bibbia e il Corano”.  Per me questo dice molto sul fatto che mi fu inculcato il fondamentalismo cristiano basato sulla paura. […] Il messaggio in questo album è che dovete pensare per voi stessi, cercare le risposte lì fuori e non essere manipolati (come fui io) da alcune persone che provano a vendervi pacchetti pre-confezionati di insegnamenti sia religiosi che politici. 

 Questo brusco cambiamento di direzione ha naturalmente delle conseguenze sul palco perché, anche se Lawless non rinuncia all’abbigliamento in nero che da sempre lo contraddistingue, la sua imponente figura domina ora un palco spoglio, dal quale Blackie non esita a volte a benedire il pubblico. Il predicatore e Cristiano rinato Lawless è ora rientrato perfettamente nei ranghi. Vediamo quindi alcuni esempi di come gli W.A.S.P. hanno portato avanti nel tempo i tre temi fondamentali della loro carriera.

SESSO

On Your Knees

w.a.s.p.Gli W.A.S.P., da molti conosciuti anche con l’acronimo di We Are Sexual Perverts, esordiscono nel 1984 con l’omonimo album e da subito attirano l’attenzione della censura americana per i contenuti provocatori e scabrosi. Uno dei brani incriminati di questo disco è sicuramente “On Your Knees”, pezzo trascinante e dalla ritmica incalzante che non lascia tregua, il tutto condito da liricheesplicite dal connotato fortemente maschilista. Un vero e proprioordine perentorio e decadente espresso in una traccia diretta e brutale che ben si sposa con il resto dell’album (Eva Cociani).

L.O.V.E. Machine

WASP-LOVE-MachineMeno esplicita per quanto riguarda il testo, “L.O.V.E. Machine” è comunque una delle prime tracce che vengono in mente quando si parla della parte più irriverente della carriera degli W.A.S.P. e una delle più amate nella carriera della band. La componente sessuale viene solo percepita, attraverso la descrizione di quello che le dita di Lawless potrebbero fare con un ssemplice tocco (Magic runs through my fingers / One touch – you’ll see) e attraverso l’ammiccante considerazione che basterebbe solo un volta insieme a lui per far cambiare tutto nella donna di turno. Il brano, appartenente al primissimo lavoro della band, è accompagnato da un videoclip che adesso ci sembra ingenuo ed esilarante, in cui una timida bionda prima tira un due di picche solenne a un povere sfigato che chiedeva solo il bacio della buonanotte, poi viene rapita in sogno, con tanto di camicia da notte verginale, da un’orda di porno infermiere che si esibiscono insieme alla band che suona (Anna Minguzzi).

Animal (Fuck Like A Beast)

wasp animalEccola qua, la pietra dello scandalo, il figlio respinto dalla buona società e poi, molti anni dopo, rinnegato dal suo stesso padre. A tanti anni di distanza dalla sua uscita, “Animal” continua a dare fastidio, non ai fan degli W.A.S.P., che ne urlerebbero il ritornello come se fosse una liberazione, un moto di orgoglio o forse un desiderio, non più al movimento bigotto portato avanti negli anni ‘80 da Tipper Gore, quanto allo stesso Lawless, che ormai da tempo ha escluso il brano dalle setlist di tutti i suoi concerti. Compresa nei “Filthy Fifteen”, cioè i quindici brani più scandalosi secondo il Parents Music Resource Center e per molti anni relegata a brano suonato solo live, “Animal” rimane una traccia simbolo della carriera degli W.A.S.P., trascinante nel suo ritmo, selvaggio come il suo testo, che parla di fondoschiena legati, movimenti pelvici, gemiti, sudori e odori sempre vividi anche a distanza di anni (Anna Minguzzi).

Sex Drive

wasp the last command“Sex Drive” è uno dei brani del mitico “The Last Command”, uscito nel lontano 1985. Già dal titolo capiamo subito dove Lawless & Co. vogliono andare a parare. Ovviamente si parla di sesso, che viene raffigurato come una mera ossessione, un chiodo fisso a cui non c’è scampo. Il brano è caratterizzato da ruvide e graffianti chitarre sorrette dall’inconfondibile cantato rauco di Blackie che ben si sposa a questa corsa torbida nei meandri del piacere (Eva Cociani).

Don’t Cry

wasp helldorado“Don’t Cry, Just Suck / And don’t get no cramps on your tongue”. Probabilmente il testo più sessualmente esplicito e volgare partorito da Blackie Lawless, insieme al “supporto” degradante di Holmes alla chitarra. C’è poco da interpretare nella terza traccia di “Hellodorado”, l’album del ritorno all’hard più roll e spietato dai tempi di “The Last Command”. Il sesso torna ad essere materia principe nel secondo disco dopo la reunion, insieme a droga (Cocaine Cowboys) risse e machismo vario. Tanto divertente quanto stucchevole a questo punto della carriera dei W.A.S.P., “Hellodorado” rimane un episodio isolato, ma “Don’t Cry” insieme alla titletrack restano due bei pezzoni di hard rock super cazzuto  (Tommaso Dainese).

POLITICA

Long, Long Way To Go

wasp dominatorTratto da “Dominator” è un durissimo attacco alla presidenza Bush Jr. ed alle menzogne che secondo Blackie l’ex presidente degli Stati Uniti ha utilizzato per approvare sanguinosi conflitti, ossia utilizzare l’espediente della lotta per la libertà e democratizzazione di nazioni per coprire in realtà vantaggi economici. Il brano è ovviamente un veloce e violento assalto dominato da una sessione ritmica travolgente (Leonardo Cammi).

Headless Children

wasp_the_headless_children_1989_retail_cd-frontE’ il brano che segna ineluttabilmente il cambio di rotta tematico e musicale di Blackie Lawless. La titltrack dell’omonimo album è, come spesso succede nei brani dei W.A.S.P:, tematicamente a cavallo tra religione e politica. “Father come save us from this madness we’re under” canta Blackie, ma l’invocazione a Dio è si tramuta in un accusa verso l’umanità, contro le guerre causate dagli uomini che hanno perso la testa, che adorano le armi. I “bambini senza testa” sono vittime o carnefici? Il brano si presta a diverse interpretazioni. L’artwork di “Headless Children” mostra insieme i peggiori dittatori e criminali del pianeta Terra. Non c’è destra o sinistra. L’umanità ha generato questi mostri. Musicalmente, il brano è un’epica cavalcata heavy che trova compimento nel finale solista, climax assoluto del brano.  (Tommaso Dainese)

Hallowed Ground

wasp dying for the world“Hallowed Ground” è un brano tratto da “Dying For The World” del 2002, un lavoro dedicato alle vittime delle torri gemelle e in particolare in questa electric ballad, sofferta e intensa emerge l’urlo struggente di dolore di Lawless e l’impotenza davanti ai tragici fatti dell’11 settembre. Un affresco intinto nella sofferenza che ancora oggi risulta attuale ed emozionante. All’epoca questo pezzo valse a Blackie l’appellativo di “interventista”, anche a causa di alcune sue dichiarazioni equivocabili, avvicinandolo di fatto alle posizioni dell’America di Bush, realtà da cui prese le distanze da lì a pochissimo (Eva Cociani).

Goodbye America

still-not-black-enough-waspI’m politically incorrect / and damn proud of it / I love my country / but I’m scared to death of its government“. E’ il Blackie distrutto dal tour de force fisico ed emotivo di The Crimson Idol che sfoga nel successivo “Still Not Black Enough” tutto la sua rabbia e il suo rancore. Ritroveremo Blackie ancora così diretto e incazzato con l’America solo su “Dominator”. Il brano a dire la verità non è memorabile, seppur buono, segue il sound dell’album da cui tratto, a sua volta debitore del precedente masterpiece. Più memorabile sicuramente è il testo, che contiene anche un estratto del discorso di Martin Luther King durante la marcia di Detroit. (Tommaso Dainese)

Unholy Terror

wasp unholy terror“Unholy Terror” è la prima parte della doppietta formata con “Charisma”, ma anche titletrack dell’omonimo album. Solo due minuti per passare in rassegna alcune delle peggiori nefandezze operate dall’uomo ma soprattutto alcuni dei peggiori personaggi esistiti sul pianeta Terra, identificando in ognuno di essi una caratteristica fondante. Politica e religioni si uniscono e si mescolano in quello che, nonostante sia passato in sordina, risulta un momento critico, doloroso ma fondamentale per Blackie. La rivelazione. Non è Dio il nemico. Il nemico è l’Uomo in grado di creare falsi miti e di operare crimini contro se stesso. Per stessa ammissione di Blackie, “Unholy Terror”, riprende tematiche e approccio utilizzati per “Headless Children”. Abbiamo voluto intenzionalmente dividere i due brani (in realtà simili e uniti musicalmente e liricamente) per evidenziare  il punto d’unione tra le due tematiche, mai così unite e amalgamate come in questa doppietta.  (Tommaso Dainese)

RELIGIONE

Charisma

wasp unholy terrorPartendo da una approfondita riflessione sulla sua esperienza personale, il brano che si associa ad “Unholy Terror” scende maggiormente nel dettaglio e approfondisce, praticamente per la prima volta, la concezione che Blackie Lawless comincia a mostrare verso la fede. Oltre cinque minuti di durata per un testo che è una sorta di monologo da parte di un’entità superiore, un Dio che si definisce come pericoloso, a dimostrazione di come a volte l’educazione religiosa, indipendentemente dal credo, possa sfociare nell’estremismo e quindi diventare una seducente e pericolosa tentazione. “Charisma” è uno dei brani più profondi e tormentati della carriera del Lawless alla ricerca della fede, che con il suo ritmo immutato per tutta la sua durata richiama il movimento di un camminare costante, verso una meta che non è altro se non il bisogno di ragionare con la propria testa, di non venire manipolati da credenze religiose inculcate senza ragionamenti  (Anna Minguzzi).

Heaven’s Hung In Black

wasp dominatorIl brano è forse il miglior cavallo da battaglia del capolavoro “Dominator”, album dominato, a livello di tematiche, dal lato “politico” di Blackie. Nonostante quest’aspetto, non mancano nel CD disperati e drammatici richiami alla ricerca di una fede in Cristo che il singer/chitarrista sta ormai ritrovando in pieno. E’ chiara la ricerca di una salvezza che Lawless ritiene lontana… si tratta di una disperata richiesta che emerge con forza nel ritornello del brano. Il pezzo è uno struggente lento che diventa nella seconda parte più veloce e dalle tinte forti, arricchito da un riffing prepotente (ottima la parte solista di chitarra) e da un drumming dirompente (Leonardo Cammi).

Heaven’s Blessed

wasp dominatorQuesto brano completa il precedente “Heaven’s Hang In Black” sia dal punto di vista musicale che per quanto concerne i testi. Mentre la precedente traccia era una cupa ballad che diventava sempre più disperata e si accendeva nel finale “Heaven’s Blessed” è un’esplosione di energia, un maglio di hard rock di cinque minuti confezionato su alcune delle linee melodiche meglio riuscite dai WASP. Per quanto riguarda i testi invece, mentre nella precedente canzone si leggeva della disperata ricerca della salvezza, qui abbiamo la definitiva ricerca di redenzione e intenzione di riabbracciare la fede in Dio con tutto l’ardore possibile (Leonardo Cammi).

Babylon’s Burning

wasp babylonLa title-track del penultimo album dei WASP (una portentosa cavalcata nel più puro stile della band) rappresenta in pieno il sapore delle tematiche del CD, dominato dalla visione “religiosa” di Blackie. Il pezzo fa riferimento a quanto predetto nel libro dell’Apocalisse di San Giovanni ed addirittura nel finale viene inserita una citazione tratta dall’indicato libro della Bibbia. Aggiungiamo che nel tour di “Babylon” la trasformazione di Lawless risulta completa e in direzione di una fede ritrovata… e non mancano dichiarazioni che destano clamore come la sconfessione dei brani più sporchi del suo passato e l’intenzione di non suonare mai più dal vivo brani come “Animal (Fuck Like A Beast)” (Leonardo Cammi).

Golgotha 

w.a.s.p. - golgotha - High qualityUn po’ “Heaven’s Hung In Black”, un po’ “The Idol”, un po’ “The Last Redemption”, “Golgotha” è la classica mini suite di chiusura dei W.A.S.P. Idee parzialmente riciclate ma, se presa, singolaramente, la titletrack dell’ultimo album partorito dalla mente di Blackie Lawless, è un pezzo dannatamente efficace. A cavallo tra hard epico e ballad sofferente, lo stile inconfondibile del Blackie mistico e più intimista, trova in “Golgotha” l’ennesimo sfogo, poco originale ma ancora dannatamente doloroso e drammatico. E’ proprio la dimensione di dramma, interno soprattutto, a guidare Blackie nel suo viaggio sul suo personale Golgotha. “Jesus I Need You Now”: dove Gesù fu crocifisso, ora è Blackie sulla sua personale croce, ad invocare il nome del Messia. Un accostamento impegnativo, ma in grado di descrivere al meglio la personalità di un musicista tormentato dalla vita e dalla sua stessa carriera. Struggente (Tommaso Dainese).

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