Speciale – Scorpions 50th Anniversary: le 8 ristampe in edizione deluxe

Cinquant’anni di vita insieme, che si tratti di vita famigliare o di vita artistica, sono sempre e comunque un traguardo più che ragguardevole, per il quale devono essere previsti festeggiamenti in grande stile. Gli Scorpions raggiungono questo famigerato traguardo proprio quest’anno, e dopo avere cancellato del tutto, ormai già da alcuni anni, l’idea di ritirarsi a vita privata, la band continua a incidere album e a realizzare live esplosivi (chi si fosse alzato alle 3 di notte un paio di mesi fa per assistere in streaming al concerto di New York ne avrà avuto conferma).

Tutto questo senza però dimenticare le proprie origini, le proprie radici, che affondano in quegli anni ’70 dall’alto tasso creativo e negli anni ’80, durante i quali la band non ha perso la propria identità. In questo lungo periodo di tempo la band di Klaus Meine ha realizzato una serie di album, in studio e dal vivo, che tuttora mantengono inalterato il loro grande valore artistico. Ripescati dalla polvere, ripuliti e arricchiti da moltissimo materiale bonus, otto album incisi in questo decennio sono ora rimessi sul mercato; noi li abbiamo messi sotto il microscopio per analizzarne i dettagli, in particolare per quanto riguarda il materiale bonus, ed ecco il risultato.

Taken by force (1977)

tokyo taken by force vinyl front.indd1977, quinto album degli Scorpions, il primo con lo storico batterista Herman Rarebell in line-up: questi i tratti essenziali di “Taken By Force”, per chi scrive uno degli apici dell’era Roth (e anche l’ultimo con il funambolico chitarrista in formazione) . Tracce come “We’ll Burn The Sky” e“He’s A Woman – She’s A Man” sono lineari ma comunque alla base del metal melodico europeo mentre come plus abbiamo veri e propri capolavori come “The Riot Of Your Time” e “The Sails Of Charon” (dal riff contagioso) dove la vena compositiva di Uli Roth è ai massimi livelli d’ispirazione.

Nella versione lusso in esame si possono ascoltare varie bonus track: si va dall’evitabile “Suspender Lover” alle svisate blues di “Busy Guys” e “Midnight Blues Jam” con Klaus Meine che accompagna localmente il pezzo senza alcun testo di riferimento e qualche punto di contatto con i Black Sabbath della prima era Ozzy. La ballad “Born To Touch Your Feelings” non si discosta eccessivamente dalla versione ufficiale e sinceramente non ne comprendiamo a fondo l’inclusione in tracklist (Alberto Capettini).

 

Tokyo Tapes (1978)

scorpions tokyo tapes vinyl front.inddBasta l’immagine di copertina per rendersi conto della potenza di questo disco. “Tokyo Tapes” è il primo live ufficiale registrato dagli Scorpions, ed è l’ultima testimonianza incisa con Uli Jon Roth alla chitarra durante il suo periodo di permanenza nel gruppo. Ora, appurato che gli estimatori di questo periodo di attività degli Scorpions continuano a sperare che il tour del cinquantennale porti anche a un passaggio di Roth su qualche palco insieme ai suoi vecchi compagni di avventura, questo live ha mantenuto inalterata la sua potenza con il passare degli anni. La versione rimasterizzata ne ha ripulito il suono, mentre i contenuti bonus si concentrano tutti su tracce bonus, fino ad ora inedite, che facevano parte dei live originali registrati nella città nipponica, ma che non erano state comprese nell’incisione ufficiale. In questo modo, la durata complessiva dell’album viene quasi raddoppiata, e ci si può divertire con l’ascolto di “Hellcat“, caratterizzata da un lunghissimo assolo di chitarra improvvisato (un tratto tipico di molti live degli anni ’70), l’esecuzione dell’inno nazionale giapponese “Kimi Ga Yo“, che poi verrà ripresa anche in “World Wide Live”, una scatenata versione alternativa di “He’s A Woman, She’s A Man“, in cui l’entusiasmo del pubblico è talmente intenso da sembrare quasi tangibile, o “Top Of The Bill“, arricchita da un consistente assolo di batteria. Viene inoltre ripescata “Polar Nights” cantata da Uli Jon Roth, che era presente nel vinile originale ma non nelle successive ristampe su CD; non bisogna poi dimenticare le meravigliose foto d’epoca a opera di Frank Eyssen. Il materiale bonus in questo caso ha una grossa importanza ed è del tutto utile a completare il quadro di uno dei dischi live a tutt’oggi più intensi del repertorio degli Scorpions  (Anna Minguzzi).

 

Lovedrive (1979)

scorpions lovedrive vinyl front.inddPrimo album con Matthias Jabs in sostituzione di Uli John Roth, “Lovedrive” vede anche la partecipazione di Michael Schenker, che aveva appena abbandonato gli UFO. In scaletta, fra pezzi più noti, merita senz’altro riscoprire la strumentale “Coast To Coast” ed è buona l’inedita e ruvida bonus track “Cause I Love You”“Lovedrive” è un album importante nella storia degli Scorpions sia per i cambi di line up sia per il successo commerciale, che cambia scala come testimoniato proprio nel DVD “Live In Japan”, presente nella ristampa: introdotto da una breve contestualizzazione in tedesco, è utile a capire la dimensione raggiunta dalla band in quegli anni in un Paese dove non di rado band europee ed americane di hard rock melodico hanno fatto fortuna e trionfato con proporzioni gigantesche. Si tratta, infatti, del primo tour nella terra del Sol Levante: siamo nel 1979, prima che la band arrivasse ai piani alti di Billboard. Alle immagini di un concerto non proprio imprescindibile vengono alternati momenti di vita da tour. Bene la sincopata “Is There Anybody There”, curiosa “Kojo No Tsuki” sulle cui note scorrono come titoli di coda i nomi dei componenti della band (Giovanni Barbo).

 

Animal magnetism (1980)

scorpions animal magnetism vinyl front.inddEnergia pura. “Animal Magnetism” presenta al mondo gli Scorpions ancora una volta con un artwork ambiguo e contestato ma, questa volta, non censurato. “Animal Magnetism” però presenta anche il “nuovo” Mathias Jabs, non solo come membro della band ma anche come songwriter: contribuisce nel brano “Don’t Make No Promises (Your Body Can’t Keep)”. Ma i brani memorabili sono altri. Parliamo dell’immancabile ballad “Lady Starlight” o del classico “The Zoo”. Parlando però di questa nuova versione rinnovata di “Animal Magnetism”, sono solo 6 le bonus track dell’album. Degli otto album, questa è probabilmente la release più povera in termini di contenuti extra. Si inizia con “Hey You”, cantata da Rudolf Schenker in realtà già presente nella ristampa del 2001, sicuramente curiosa, per il tono pop dato proprio dalla voce molto femminile del chitarrista.

Più interessante la demo version di “Animal Magnetism”, nettamente più carica e veloce rispetto alla versione finita sull’album e che da il titolo all’album, a tratti irriconoscibile soprattutto per la totale differenza nel mood del brano, qui molto più rock e diretto. “American Girls” è un buon rock, con un ritornello accattivante mentre “Get Your Love” è la demo di “Heroes Don’T Cry” che troveremo 15 anni dopo come inedito su “Live Bites”. Chiudono “Restless Man”, la demo di “Twentieth Century Man”, qui più ruvida e meno sexy, e “All Night Long”, demo inedito che però ci da l’idea di essere un filler. Del lotto delle ristampe, probabilmente “Animal Magnetism” risulta la meno interessante per quanto riguarda i bonus, ma il suono rivitalizzato di “The Zoo” e compagni vale l’acquisto (Tommaso Dainese).

 

Blackout (1982)

scorpions blackout vinyl front.indd“Blackout” è uno degli album più incisivi degli Scorpions, che meglio di altre occasioni riescono ad essere diretti, scrivendo pezzi che vanno dritti al punto. A partire dalla copertina di grande impatto – della serie uomini sull’orlo di una crisi di nervi – pezzi come la title track, la secca e senza fronzoli “No One Like You”, l’aspra “China White” hanno resistito alla grande il passare del tempo. Perfino la ballad “When The Smoke Is Going Down” è meno zuccherosa e ruffiana della media della band teutonica. Tra le bonus track audio, oltre alle versioni demo di alcuni brani poi finiti sull’album in versione rifinita, merita una menzione speciale la frizzante“Running For The Plane”. Ma il valore aggiunto della ristampa, in questo caso, sono i contenuti del DVD: “Rockpop In Concert” nei suoi cinquanta minuti conquista per energia e pure per stile kitsch – in primis la mise gialloblu di Matthias Jabs e le sue pose da guitar hero.

Scherzi a parte, si tratta di un documento che arriva ai nostri giorni molto pulito e ci restituisce immagini ed interpretazione di una band che si prendeva molto sul serio sia nei frangenti più tirati (“Coming Home”“Dynamite”) sia in quelli dolci (“Always Somehwere” e una “Holiday” partecipatissima anche dagli spettatori). L’acclamazione del pubblico per il bis e la furia con cui gli Scorpions interpretano “Can’t Get Enough” ci ricordano quanto fraintesi siano stati da chi li ricorda solo per le loro ballad. Nel DVD trovano spazio anche i video di “No One Like You” e “Arizona”, entrambi decisamente anni ’80: nel primo, Klaus Meine interpreta la parte di un carcerato che attende la visita di una donna, tra riprese marine e improbabili ralenti; dopo il loro incontro arriva un pazzo (quello della copertina dell’album) che spacca una chitarra contro il muro e infine Klaus Meine si sveglia! In “Arizona”, panoramiche dell’omonimo Stato americano (canyon, città, distese di nulla) si alternano ad una love story tra collegiali, con tanto di esercitazioni di cheerleader. Drammatico il primo video, comico il secondo, entrambi chiaramente figli dell’epoca, con i pro e i contro che ne derivano (Alberto Capettini).

 

Love at First Sting (1984)

scorpions love at first sting vinyl front.inddL’abbraccio dell’immagine di copertina di questo album è forse uno dei più noti nella storia dell’hard rock. Non potrebbe essere altrimenti, dato che “Love At First Sting” è uno dei dischi della consacrazione definitiva degli Scorpions, una consacrazione riconosciuta a livello mondiale, dati i numeri di vendita, i dischi di platino vinti e le alte posizioni raggiunte nelle classifiche mondiali. Del resto, cosa ci possiamo aspettare da un album che contiene due hit come “Rock You Like A Hurricane” e “Still Loving You“, ancora oggi due dei tre brani più noti e amati degli Scorpions nel mondo?

I contenuti bonus si dividono in due parti e comprendono alcune versioni demo dei brani del full length, interessanti per i cultori ma che non aggiungono moltissimo allo spessore del lavoro, e una serie di tracce live, contenute in un CD a parte e registrate al Madison Square Garden di New York nel 1984. Anche questa parte, come se non bastassero le registrazioni ufficiali, rispecchia la grandissima forza degli Scorpions dal vivo, indipendentemente dall’epoca che si va ad affrontare. Segue poi un DVD con i video ufficiali dei singoli, esibizioni dell’epoca sulle televisioni tedesche e interviste con la band, per una delle ristampe più complete di questa serie (Anna Minguzzi).

 

World Wide Live (1985)

scorpions world wide live vinyl front.inddWorld Wide Live” dipinge una band all’apice del successo. Dalla Germania, Meine, Schenker, Jabs, Buchholz, Rarebell hanno conquistato il mondo. Tutti i continenti sono ai piedi di questi 5 tedesconi che nelle interviste vengono ancora pesantemente traditi dal loro accento tedesco. In 5 anni la band ha pubblicato 4 masterpiece dell’hard rock: “Lovedrive“, “Animal Magnetism“, “Blackout” e “Love At First Sting“, praticamente un album di singoli. Quale migliore momento per registrare un live album?

L’album si concentra proprio sugli ultimi nati in casa Scorpions, lasciando a “Tokyo Tapes” il compito di testimoniare la prima incarnazione di una band ora decisamente differente. La tracklist è un vero e proprio greatest hits. In questa nuova versione, il live album viene accompagnato dalla riproposizione in DVD della VHS uscita all’epoca. La parte video copre solo una parte della scaletta del live album, con 10 brani che però vengono intervallati da numerosi estratti come interviste, dietro le quinte e momenti divertenti. Visto oggi, il documentario / concerto sembra molto datato, con situazioni e momenti molto (forse troppo) 80’s e ostentati, ma forse proprio per questo risulta ancora più divertente, quasi quanto l’improbabile giacca multi color di Jabs a metà documentario (quanto lo vedrete capirete di che giacca stiamo parlando). Niente di inedito, ma sicuramente una buona occasione per far tornare alla luce del materiale difficilmente reperibile in buona qualità. In ogni caso, un live storico (Tommaso Dainese).

 

Savage Amusement (1988)

scorpions savage amusement vinyl front.inddSono affettivamente molto legato a “Savage Amusement”, album del 1988 che segnò il mio primo approccio alla materia Scorpions. Forse musicalmente non allo stesso livello dei classici che l’anno preceduto questo lavoro però appartiene agli anni del successo mondiale per i tedeschi (tra “Love At First Sting” e l’apoteosi raggiunta con “Crazy World”); innegabile infatti come molti fan siano affezionati a composizioni come“Don’t Stop At The Top”“Media Overkill” o la ballatona tipica di Meine & Co. “Believe In Love”.

Anche in questo caso i contenuti speciali sono formati da interessanti versioni demo anche di pezzi mai pubblicati; c’è sia materiale di valore come la trascinante “Taste Of Love” caratterizzata da un ottimo lavoro di chitarra della coppia tuttora in carica Jabs/Schenker e tracce più canoniche come“Edge Of Time” (mid tempo che ricorda le prime mosse discografiche soliste di Ronnie J. Dio) o “Don’t Wait Too Long” power ballad dal ritornello accelerato. C’è spazio anche per una cover riuscita (di cui fu realizzato anche un video) di “I Can’t Explain” dei The Who,

Il DVD aggiuntivo ripropone inizialmente i video clips dei singoli tratti dall’album in un collage tipico degli anni ’80 di immagini live e audio da studio in un tripudio di spandex colorati , fuochi d’artificio, palchi con rampe in ogni dove, piattaforme idrauliche  a testimonianza di un’epoca hard rock ormai tramontata. Come ulteriore materiale bonus troviamo un interessante mix tra documentario, interviste e concerto intitolato “To Russia With Love And Other Savage Amusements” che testimonia la prima calata nell’ex URSS di una band occidentale che anzi fece proprio partire il tour di supporto a “Savage Amusement” da S. Pietroburgo (allora Leningrado) davanti alla bellezza di 140.000 persone per 10 date consecutive. Il lato documentaristico è affascinante perché fotografa un contesto che cambierà radicalmente giusto un anno dopo con la Caduta del Muro di Berlino; è incredibile il seguito che gli Scorpions riuscirono ad avere proprio in quegli anni, frutto di tape trading e passaggi radio dato che erano impossibilitati a vendere album in quel Paese. Il materiale live è stato montato in postproduzione ma è comunque composto da una signora scaletta che parte da“Blackout”, passando per “The Zoo” (ripresa in un club che poco aveva di legale…) e arrivando all’immancabile “Rock You Like A Hurricane” (qui presente come videoclip); da segnalare anche una jam con gli eroi russi Gorky Park con i fan comprensibilmente in delirio per la possibilità di vedere i loro idoli fisicamente davanti a loro per la prima volta.

4 by Scorpions Archiv

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