Speciale Motorhead – “Ace Of Spades” 35th Anniversary – Il nostro track by track

8 novembre 1980. I Motorhead danno alla luce il terzo capitolo della loro magica trilogia, composta da “Overkill”, “Bomber” e, appunto, “Ace Of Spades“. I tre album insieme sintetizzano alla perfezione il suono della band di Lemmy, ma sarà “Ace Of Spades” a diventare il classico per eccellenza, soprattutto grazie all’immortale titletrack.

Ace Of Spades” è il quarto album della band inglese e, a questo punto, i Motorhead hanno già acquisito una buona popolarità, complici i numerosi tour. Il 1980 però è anche l’esplosione dell’heavy metal, una denominazione da cui la band si è sempre tenuta lontana. Puro rock’n’roll e i quasi 37 minuti di “Ace Of Spades” ne sono l’essenza, con brani tutt’oggi presenti nella setlist della band come “We Are The Road Crew” o “Shoot You In The Back” e chiaramente la traccia che da il titolo all’album, immancabile in ogni concerto dei Motorhead dal 1980 in poi. “Ad essere onesti, anche se “Ace Of Spades” è un buon brano, ne ho veramente le palle piene“, queste le parole di Lemmy riguardo al brano.

A 35 anni dalla sua uscita, abbiamo voluto dedicare un articolo speciale ad uno degli album cruciale per lo sviluppo dell’heavy metal, nonché classico intramontabile del rock’n’roll. Di seguito il nostro commento traccia per traccia e, a fondo articolo, una speciale playlist con le 12 tracce originali dell’album, le bonus track delle varie edizioni e tutte le versioni live dei brani, presenti in altre release (tra quelle presenti su Spotify). Buona lettura e buon ascolto!

Ace_of_Spades_(song)Ace Of Spades
Quando si pensa ai Motorhead e ad un loro brano in particolare, “Ace Of Spades” è quasi sicuramente quello più famoso e che viene subito in mente, il segno distintivo della band e forse il primo pezzo che ha fatto avvicinare molti di noi al gruppo di Lemmy Kilmister e soci. E’ la prima traccia d’apertura dell’omonimo album del 1980, il quarto lavoro in studio della formazione inglese. Un brano esplosivo e d’impatto, il trait d’union tra l’heavy metal, il punk rock e il rock’n’roll che in neanche tre minuti di durata è riuscito ad unire tra loro tipologie così diverse di fan, un inno generazionale che a distanza di anni rimane ancora fresco ed attuale. (Eva Cociani)

Love Me Like A Reptile
Lo sapete come si accoppiano i rettili? Ecco Lemmy “Piero Angela” Kilmister ve lo spiega, prendendo ad esempio però una bella groupie dalla “lingua calda”. Il riffone su cui si basa tutto il brano è a dire la verità uno dei più rockabilly del lotto. Sexy ma lontano dalle puntate heavy dei brani più feroci dei Motorhead. Dal vivo fa ancora il suo figurone, rispolverata qualche anno fa e poi riaccantonata fino a data da destinarsi. Paradossalmente il momento più scarico del brano è il ritornello, mentre la strofa resta irresistibile. (Tommaso Dainese)

Shoot You In The Back
Uno dei grandi amori di Lemmy sono i film western e le loro colonne sonore. Possiamo dedurre questa cosa anche guardando la copertina di “Ace Of Spades” dove il trio è vestito con abiti messicani, ma l’omaggio a questo genere viene tributato principalmente in una composizione come “Shoot You In The Back”. Una traccia potente caratterizzata dall’ottimo lavoro dietro le pelli a cura di Phil Taylor coadiuvato dall’eccellente Eddie Clarke alla chitarra e dall’inconfondibile voce al vetriolo di Mr Kilmister che la fa da padrone. Un brano tirato, selvaggio che puzza di alcool ed evoca risse nei saloon e duelli all’ultimo sangue. (Eva Cociani)

Motorhead 1980Live To Win
E’ ancora il basso di Lemmy a fare da padrone. “Live To Win” probabilmente non è il brano più memorabile dell’album e non verrà ricordato tra i classicissimi. Resta però un brano super energico e arrogante come pochi, con una struttura tanto semplice quanto efficace. Piccola chicca è l’assolo di Fast “Eddie” Clark a metà brano e poi verso la conclusione, i due momenti più significativi. Born To Lose…“Live To Win”…They’ve got the power now / But soon it’s our hour now, parola di Lemmy Luther King. (Tommaso Dainese)

Fast and Loose
Accantonate per un attimo le atmosfere più scanzonate, con “Fast And Loose” si torna a fare sul serio con tempi più rilassati ma un mood più cadenzato e heavy. E’ il classico mid tempo Motorhead schiacciasassi. Una curiosità. Il brano fa parte della colonna sonora di “The Walking Dead” e viene utilizzato…per attirare gli Zombie. (Tommaso Dainese)

We Are The Road Crew
“We Are The Road Crew” è uno scanzonato inno alla vita sulla strada, argomento di cui il buon Lemmy ne sa certo qualcosa! Più ruvido e rock’n’roll che mai, il pezzo vanta un incedere incalzante e in crescendo che lo rende unico. In conclusione, uno dei tanti classici che popolano questo disco. (Matteo Roversi)

motorhead-ace-of-spadesFire Fire
Fire Fire è il classico brano Motorhead, forse uno dei più anonimi di “Ace Of Spades”. Con un testo a metà tra l’apocalittico e l’incazzoso, Lemmy vuole dare fuoco a tutto. Il brano è impreziosito dal solo finale di Fast Eddie che fa svoltare il brano. (Tommaso Dainese)

Jailbait
Si cambia passo con “Jailbait”, uno dei pezzi forti dell’album. Il riff granitico di Fast Eddie sorregge il brano che procede su tempi medi. Quale sarà l’esca a cui Lemmy vuole abboccare? Secondo voi? “I don’t care about our different ages, / I’m an open book with well thumbed pages”. Un brano sexy e puramente rock’n’roll. Semplice ed esemplare. (Tommaso Dainese)

Dance
Brano super godereccio con un titolo tanto poco Motorhead ma con un andamento super rock’n’roll. Ve la ricordate “Johnny B. Goode” suonata da Marty Mc Fly a quel famoso ballo? Ecco “Dance” non avrebbe sfigurato in scaletta, ma poi sappiamo come sono andate le cose. Un brano leggero e frivolo, solo due minuti e 37. Da ascoltare sempre a tutto volume e momento perfetto per limonare. Al dopo, fate voi. (Tommaso Dainese)

Bite The Bullet
Una fucilata. Poco più di un minuto di musica, sparata a ritmo sostenuto, che rimane in bilico tra rock n’ roll e punk, senza farsi mancare. Un brano che dimostra il grande rispetto che i Motorhead nutrono per chi scrive canzoni dirette e senza fronzoli (ad esempio i Ramones, tributati poi anni dopo con una canzone in “1916”) e che, nell’approccio essenziale e brutale, è sicuramente una di quelle song (insieme a “The Hammer”, per esempio) che hanno influenzato lo speed metal e il thrash più grezzo. (Riccardo Manazza)

Motorhead 1980

The Chase Is Better Than The Catch
Sappiamo bene che quando si tratta di andare “a caccia” uno come Lemmy non si è mai tirato indietro e un testo come quello di “The Chase Is Better Than The Catch” non fa altro che raccontare, con il consueto stile divertito e “cazzone”, l’amore del nostro idolo per il gentil sesso. Il brano non manca di un incedere musicale suadente e ispirato dal rock blues, reso ovviamente più tagliente e aggressivo dal brutale trattamento riservato alle sette note dai Motorhead. Non una delle più note, tra le canzoni del disco, ma sicuramente una di quelle più riuscite. (Riccardo Manazza)

The Hammer
Breve, ultra-diretta e velocissima, “The Hammer” è la tipica canzone dei Motorhead, tanto ridotta nella sua durata quanto intensa nel suo concentrato di energia e vitalità. La band ci fornisce con questa traccia l’ennesimo brano scatenato e coinvolgente della propria lunga carriera. (Matteo Roversi)

Ed ecco la “Ace Of Spades 35th Anniversary Playlist” (http://spoti.fi/1RAXutm)

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