Speciale Metal Brasiliano – I 10 album seminali della scena estrema

Da ormai parecchi anni siamo abituati a parlare di band metal provenienti dal Sud America con normalità. Addirittura esempi come Sepultura o Angra hanno saputo inserirsi nel ristretto novero di chi può dire di aver sfondato la barriera geografica e anche di genere, per diventare un’artista apprezzato a tutto tondo. Non è però sempre stato così. Nel periodo di grande esplosione della musica hard/heavy la scena sudamericana era tra quelle tagliate fuori dal grande giro (come invero la maggior parte del pianeta, tolti quei 5/6 paesi trainanti), schiacciata da una situazione politica complessa e spesso oppressiva, e da limiti economici che rendevano difficile l’affermazione di nuove leve musicali.

Contemporaneamente cresceva però il numero degli appassionati, e nell’underground si veniva a creare un ambiente favorevole che dopo qualche anno di incubazione avrebbe dato origine a tutto un movimento, poi sfociato nel successo di band come quelle citate ad inizio articolo.

Da prendere come riferimento temporale è l’anno 1985, quando in paesi come Argentina e Brasile (dove si è appena conclusa la parentesi della dittatura militare e viene organizzato il mitico Rock In Rio) cominciano a farsi notare con una certa frequenza band inequivocabilmente heavy metal, spesso ancora alle prese con limiti tecnici ed economici, ma capaci di quella fame che in genere spinge a raggiungere i propri obiettivi e che, soprattutto in un territorio come quello dell’heavy metal, aiuta non poco a trovare la giusta attitudine.

Da lì a poco si comincerà a parlare di certi gruppi anche fuori dai confini del continente, ed in particolare saranno le extreme band brasiliane a crearsi un loro culto tra gli appassionati di una scena thrash/death/black che in quegli anni cominciava a diventare popolare un po’ ovunque, creando quel network di fanzine e tape trading che avrebbe poi portato all’esplosione degli anni novanta.

E proprio su questo nuovo mondo dell’estremo abbiamo deciso di concentrare il nostro articolo, prendendo dieci uscite che hanno contribuito in modo esemplare a far conoscere il continente sudamericano, ed in particolare il Brasile, a tutti gli appassionati del metal. Nessun altro è diventato famoso come i Sepultura, ma tutti hanno lasciato la propria impronta nella storia e spesso certi dischi vengono citati e ciclicamente ristampati ancora oggi.


VULCANO – Bloody Vengeance (1986, Rock Brigade Records)

VULCANO - Bloody VengeanceCominciamo questa carrellata con un disco a cui in pochi tributano il valore adeguato. I Vulcano nascono infatti come band più vicina alla NWOBHM, ma la scoperta dei Venom li trasforma presto in una grezza macchina thrash/death dalla violenza impressionante. Se tenente conto che siamo nel 1986 e in un paese che fino ad allora poco aveva lasciato alla scena musicale, c’è da restarne impressionati. Che sia il coraggio di una visione o la semplice incoscienza di chi null’altro ha in mente se non fare casino con i propri strumenti poco importa, brani come “Dominions Of Death”, “Spirits Of Evil” o “Death Metal” sono comunque alla pari di band come Possessed o Dark Angel nel creare uno standard brutale e aggressivo che sarebbe diventato scuola. 


SEPULTURA – Schizophrenia (1987, Cogumelo Records)

SEPULTURA - SchizophreniaAnche se i Sepultura avevano già inciso il famigerato split con gli Overdose e un crudo primo album (“Morbid Visions”), abbiamo scelto di includere in questa carrellata “Schizophrenia” sia perché si tratta del primo disco estremo brasiliano a trovare una dimensione internazionale, sia perché in un certo senso rappresenta il primo vero salto di qualità dell’intero movimento. Nel suono e nella struttura delle canzoni l’album è un passo in avanti incredibile rispetto ai lavori precedenti, tanto che ancora oggi alcuni dei fan della band lo considerano il miglior della discografia. Di certo le influenza della scena americana ed europea ci sono, ma ancora oggi canzoni come “From The Past Comes The Storm” o “Escape To The Void” sono veri gioielli e mostrano tutta quella personalità che la band ha poi saputo tirare fuori negli anni successivi.


ATTOMICA – Attomica (1987, Equinox Discos)

ATTOMICA - AttomicaSe tutti in Brasile sembravano prendere ad esempio Venom e Slayer, gli Attomica si lanciarono in modo più diretto sulle band tedesche. Il loro debutto ha infatti molti punti in comune con la grezza brutalità dei primi Kreator/Destruction, ma con qualcosa di Bay Area Thrash nell’architettura della canzoni. La registrazione decisamente spartana lo avvicina forse più ad un demo che ad un album come qualità sonora, ma le vocals bestiali, molto prossime al death/black metal, e i riff velocissimi sono qualcosa che ancora colpisce dritto in faccia. Quello che piace degli Attomica è che sono violenti, ma non caotici, capaci comunque di stacchi repentini e allacciamenti dannatamente efficaci. “Dying Smahsed”, “Marching Over Blood” o la supersonica “Samurai” sono vere e proprie sberle come pochi altri hanno saputo dare negli anni ottanta.


SARCOFAGO – I.N.R.I. (1987, Cogumelo Records)

Sarcofago - INRISe c’era del marcio in Danimarca… figuriamoci a Belo Horizonte! Se infatti mai ci furono dei marcioni capaci di conquistare l’attenzione del mondo con un’attitudine a dir poco putrida e ripugnante questi furono i Sarcofago. A metà tra punk/hardcore e black/thrash i Sarcofago avevano confezionato un paio di demo dal titolo emblematico di “Satanic Lust” e “Black Vomit”, ma è con questo brutale “I.N.R.I.” che arriva la vera consacrazione. Canzoni come la citata e qui riproposta “Satanic Lust”, “Desecration Of Virgin” o “Christ’s Death” sono esempi di velocità e profonda immoralità che influenzeranno in modo marcato sia il death che il black metal. Alcolizzati, satanisti e puttanieri. A loro confronto i vari Venom, Slayer e Destruction sembravano collegiali in gita domenicale. Senza dubbio tra gli imperdibili della scena estrema brasileira.


KORZUS – Sonho Maniaco (1987, Devil Discos)

Korzus - Sonho ManíacoTra i primi ad essere attivi (il primo demo è del 1984), ma meno corrotti dal lato oscuro e più classicamente speed/thrash sono invece i Korzus, che scelgono anche il cantato in lingua madre, opzione in controtendenza con altre delle band qui trattate, e che probabilmente ha anche rappresentato una barriera alla circolazione del disco fuori dai confini del paese. Non di meno si tratta di un’uscita di un certo livello, visto che i Nostri sono sicuramente tra quelli con la miglior preparazione musicale di questa lista e che anche la produzione è più che discreta, visti i tempi. “Sonho Maniaco” ha tramandato ai posteri canzoni più che valide come la speed title track o “Guerra Nuclear”. Dal successivo mini, “Pay For Your Lies” i Korzus affineranno ulteriormente le loro abilità e vireranno sull’inglese e visto che, se pur come band di culto, sono attivi ancora oggi, ci pare di poter dire che la scelta è stata azzeccata.


MUTILATOR – Immortal Force (1987, Cogumelo Records)

MUTILATOR - Immortal ForceFacenti parte della prolifica scena di Belo Horizonte i Mutilator sono tra quelli che non hanno passato la barriera degli anni novanta, ma che sono comunque rimasti amati dall’underground, tanto che “Immortal Force” ha ricevuto di recente anche una ristampa in vinile da parte di una label storica come la Osmose Productions. L’album ha dalla sua tutte le caratteristiche tipiche della scena qui trattata, ovvero l’influenza del sound thrash più oscuro degli Slayer (quasi clonati in alcuni punti), etc… e un’incisione non certo perfetta. Anche se tutt’altro che inattaccabili formalmente i Mutilator rimangono un punto di riferimento, ben giustificato da song come la bestiale “Mutilator”, “Blood Storm” o la cadenzata “Brigade Of Hate”.


PANIC – Rotten Church (1987, Woodstock Discos)

PANIC - Rotten ChurchArrivati sulle scene qualche anno dopo i fondatori i Panic piazzano subito un esordio con i fiocchi. “Rotten Church” è sporchissimo, aggressivo e capace di una cattiveria controllata che ne fa un’uscita un passo avanti a tante altre dell’epoca. Manca forse la qualità d’incisione necessaria, e il sound scuro e un po’ ovattato non è del tutto adatto ad una band che invece ha nel tiro e nella precisione dei riff serrati il proprio punto di forza. Non hanno probabilmente l’alone storico che ammanta altre formazioni, ma se ascoltate canzoni come “Seeds Of Hate” o “Satan Shall Return” e provate ad immaginarle con una qualità d’incisione più moderna, scoprirete come oggi molte band di thrash old school estremizzato suonino esattamente come i Panic nel 1987. Il che non è poca cosa.


CHAKAL – Abominable Anno Domini (1987, Cogumelo Records)

CHAKAL - Abominable Anno DominiTra le tante band arrivate sulle scene a partire del 1985 i Chakal approdano al debutto sulla lunga distanza nel 1987 con questo “Abominable Anno Domini”. La voce sporca e caratteristica del singer Vladimir Korg è uno dei punti distintivi dello stile della band ed estremizza non poco un insieme che rimane invece più nei canoni dello speed thrash di maniera. Ci sono comunque una bella sfilza di riff pesanti e ritmiche veloci, ma la band mostra chiaramente di voler dare alle song un format più maturo e complesso, evidenziando così alcuni limiti. Difetti che però non impedirono un successo piuttosto corposo al momento dell’uscita del disco. Migliori song del lotto sono “Jason Lives” e “The Planet Is Dead”.


HOLOCAUSTO – Campo De Exterminio (1987, Cogumelo Records)

HOLOCAUSTO - Campo De ExterminioAltra band proveniente da Belo Horizonte che cerca la propria strada verso la trasgressione parlando di nazismo e, appunto, Olocausto. Evocare un immaginario tanto brutale mette sempre a rischio di accuse pesanti (puntualmente arrivate nel corso degli anni), ma i Nostri non si pongono neanche il problema, anche perché la loro musica non è certo da meno. Un disco come “Campo De Exterminio” mostra infatti una cattiveria quasi incredibile se inserita nel contesto temporale, un estremismo sonoro assoluto che avvicina a death e black metal, con canzoni totalmente bestiali come “Forca Terroristas” e “III Reich”. Ancora oggi si fa fatica a trovare qualcosa di così estremo, ma la stessa band probabilmente pensò di aver esagerato e con il disco successivo virò verso un suono più pulito e classicamente speed metal, perdendo però gran parte del fascino primordiale.


DORSAL ATLANTICA – Dividir & Conquistar (1988, Heavy discos)

DORSAL ATLANTICA - Dividir & ConquistarI Dorsal Atlantica sono senza dubbio una delle band più influenti della scena brasiliana, attivi fin dal 1981 e delle vere e proprie leggende nel loro paese. Il loro “Antes Do Fim” è uno dei primi dischi usciti sul mercato interno, ma a nostro gusto il secondo “Dividir & Conquistar” rimane la loro miglior testimonianza su vinile. L’album è speed metal puro, a tratti sporco e aggressivo, ma non ha la brutalità di altre opere qui descritte e tende anche nelle liriche verso tematiche sociali e politiche. Rispetto alle uscite precedenti la band trova una migliore coesione che si concretizza in alcune song davvero buone come “Vitoria”, “Lucretia Borgia” e “Metal Desunido”. Brani che mostrano anche il desiderio di raggiungere una struttura più complessa. Se pur con cambi stilistici e dischi non sempre apprezzati, esistono ancora oggi, fattore che ne fa, almeno crediamo, la più longeva metal band brasiliana in circolazione.

E per concludere, la nostra playlist con i brani dello speciale!

speciale metal brasiliano

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

6 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Alberto Capettini

    Bella Ricky!

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  2. gianmarco

    Sto ascoltando gli Attomica , mi piacciono .

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  3. gianmarco

    a quando speciali sul Cile , Messico , Argentina

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  4. Fazer_Sherpa

    Ciao, volevo umilmente aggiungere..ma i Ratos de Porão.. noo? cavoli ..”Brasil” / “Anarkophobia”. forse perchè troppo Punk? Consiglio cmq a chi non li conosce. LampsS.

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    • Riccardo Manazza

      Grande band, ma sicuramente più attinenti al movimento punk/hardcore per estrazione e stile. In uno speciale che parla della scena metal in senso stretto li vedo troppo borderline. E poi 10 i dischi dovevano essere, mi sembrava più logico restare su quelli metal a tutto tondo.

      Reply (in reply to Fazer_Sherpa)
      • Sherpa_Fazer

        Ciao Riccardo, si si giustissimo per carità, magari con la scusa di averli nominati qualcuno potrà approfittare per conoscerli.
        Approfitto per aggiungere che a distanza di 2 mesi, e averci fatto l’occhio per la nuova grafica, ehm.. il sito rimane ..bruttino!! ma non significa che argomenti recensioni ecc ecc.. non siano all’altezza, rimane uno dei miei preferiti. Saluti buon lavoro e grazie.

        Reply (in reply to Riccardo Manazza)

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