Speciale Black Metal – I 10 outfit più imbarazzanti di sempre

Prima di cominciare, una doverosa premessa: con questo speciale lo staff di Metallus non ha nessuna intenzione di screditare un genere musicale come il black metal, nè il suo peso storico e culturale. E’ innegabile però, come alcuni suoi rappresentanti siano stati protagonisti (inconsapevoli) di momenti di assoluta ilarità, spesso spinta ai massimi termini da atteggiamenti eccessivi o da un look battagliero rubato agli orchi del Signore Degli Anelli. E visto che a noi ogni tanto piace farci una bella risata, abbiamo deciso di offrirvi una carrellata degli outfit e delle foto più inquietanti degli adpeti della Nera Fiamma. Mandate a letto i bambini e buona lettura!

Stregonerie ed esorcismi a cura di Nokturahl Tommaso Daineseil e Tormentror Andrea Sacchium

ARCKANUM

Arckanum

In rigorosissimo ordine alfabetico, apriamo con gli Arckanum o sarebbe meglio dire con Shamaatae. Fautori di una discografia corposa, sono una delle one man band della prima ora, anno 1992. Shamaatae sfida il kitsch di Roberto Cavalli e sfoggia un total look mordor-invernale di primo livello. Elegante ma sobrio direbbe qualcuno. Mantellone 4 stagioni (utile anche come telo mare) di francescana memoria, con maschera da foresta nera, per spaventare tutti i cerbiatti della zona. Non abbiamo nessuna testimonianza diretta dalla fauna svedese, ma siamo sicuri che il terrore sia stato seminato. In due parole, semplice ed efficace.

 

 

 

 

BAAL GADRIAL
Una capra è per sempre. Lo sa bene Lord Azgorh dei Baal Gadrial, che decide di sedurre la sua corpulenta amazzone metallara regalandole la testa di un ovino accuratamente spolpata e essicata al sole. Un presente al quale, una valchiria in sovrappeso e dall’ascella sudata non può resistere. Se poi il gesto è unito a un imponente look a metà strada tra uno zombie goloso di confettura dii mirtilli e Gargamella, il successo è dalla vostra parte. Il crocifissone modello Casamonica trafugato alla pesca di beneficenza del paese assicura quell’aria da maschio alpha in più. Dai timidoni, provateci anche voi e fateci sapere com’è andata!

BaalGadrial

 

BURZUM
vargvikernessmile1Se dovessimo scegliere l’uomo immagine del cattivo gusto nel black metal, quale migliore top model di Varg Vikernes? Faccia pulita, sorrisino ammiccante dedicato alle groupies norvegesi e tanta tanta cattiveria inside. L’outfit del buon Varg (quando non cosparso di sangue altrui o cherosene) si evolve nel tempo. Lo ricordiamo sui tabloid norvegesi con una bella mazza ferrata e un look sado-metal da far impallidire Rob Halford. Folgorato sulla via del carcere, il nostro volto pulito del black metal, abbraccia lo stile militare misto cavalleresco, tra deliri neo-nazisti e proclami sul corteggiamento. In una parola camouflage (che si sà, sta bene con tutto). Ed è subito macho.

Burzum

 

CARPATHIAN FOREST

CarpathianForest2Sul cattivo gusto dei Carpathian Forest potremo divagare per ore, ma qui, nelle poche righe che Pazuzu ci concede, vogliamo concentrarci sul più bello della band: Daniel Vrangsinn Salte, stupratore di bassi dal 1999 nonchè rinomato mangiatore di abbacchio e arrosticini, chiaramente norvegesi. Il suo è il più fulgido esempio di come nel black metal ci si diverta alla grande. Mentre Natterfrost è intento a spararsi l’ultima pera, Vrangsinn cura il suo look.

Lo ricordiamo “snello” ai primi tempi con delle belle tette succose (posticcie) e, nelle più recenti esibizioni dei C.F., quasi ignudo come mamma la fatto. La silhouette glielo permette: bel mutandone ferro battuto con insertini in cuoio, catenone incrociato che scolpisce il possente torace, crocifisso modello camorra al contrario e polsino per il sudore con puntone affilate (ma bagnate nel lardo). Come direbbe l’amico George Clooney, what else?

Vrangsinn Tits

 

DIMMU BORGIR
Mago GalbuseraChe i Dimmu Borgir non siano mai stati dei campioni di buon gusto e beltà, lo sappiamo bene, basti pensare agli improponibili pastranacci bianchi indossati durante la promozione dal vivo dell’ultimo album “Abrahadabra”. Ma è stato a metà degli anni ’90 che il gruppo norvegese ha dato il meglio di sè in termini di sobrietà (si veda la foto d’epoca) grazie soprattutto a un curioso personaggio come il tastierista Stjan Aaarstad che, svettante grazie al cappello avuto in prestito dal Mago Galbusera (lo potete ammirare a destra), domina tutta la scena. Soprannominato Stan Laurel per la somiglianza con il celebre comico, del nostro eroe si perdono le tracce dopo l’uscita di “Enthrone Darkness Troumphant”. Che sia andato a nascondersi? Oh, che stupìdo!

DimmuBorgir1994

 

GRAVELAND
GravelandStivaloni avuti in prestito da una zia ricca (indovinate la professione della zia?), giubbetto da ex aviatore della Luftwaffe ereditato dal nonno, guanti di flanella misti borchie di polistirolo cuciti dalla mamma, elmetto finto-medievale trafugato dal corso di kickboxing, cd vergine appeso al collo, spadone di alluminio per gentile concessione dei Rhapsody Of Fire. E via, Rob Darken dei Graveland è pronto per andare a raccogliere le castagne nel bosco! Adorabile, vero?

 

 

 

 

 

MAYHEM
In barba alle tendenze vegan e animaliste che spopolano sui social network, la celebre salumeria Mayhem di Oslo ci ricorda che del maiale non si butta via niente. Presso il bistrot di Hellhammer, troverete inoltre piatti tipici e leccornie da leccarsi i baffi, come la deliziosa fagiolata con le orecchie del suino, dove gli ingredienti principali sono l’amore dello chef e il cerume. In abbondanza.

Mayhem

 

SATYRICON
SatyriconC’è da dire che Satyr e soci non sono riusciti a regalarci perle ecclatanti come molti dei loro colleghi. Ma il periodo “Nemesis Divina” ha comunque consegnato ai posteri, grandi momenti di trash involontario. Il video di “Mother North” è senza dubbio uno di questi. A metà tra leggenda e pacchianta cosmica: in una parola, grandioso. L’espressione di Frost del tipo “Mi sono cacato addosso e ‘mo?” (Vedi foto a destra), o il rosso maglione natalizio di Satyr non passerano inosservati anche al più A.O.R. di tutti voi. Da lì a poco vedranno il film “Zoolander” e decideranno di diventare “belli, belli in modo assurdo“, con la svolta Calendario Pirelli dei tempi più recenti. Noi li vogliamo ricordare borchiati, sempre e ovunque.

Satyricon_Nemesis_Divina_Band_LowRes

 

URGEHAL
Urgehal(Enzifer)Un look nato per caso. Dopo aver partecipato a una serata al Decadence e adottato un feroce look sadomaso per l’occasione, Enzifer, il simpatico chitarrista degli Urgehal, ha perso la chiave del lucchetto della sua maschera. E ora? Niente da fare, novello Maschera di Ferro, il buon Enzifer convive da anni con il suo caschetto, con il quale ha condiviso i momenti più significativi della sua vita. Il nostro amico con le sue borchie si lava (si fa pure lo shampoo!), ci fa l’amore, ci va a fare le spesa e ci dorme, dopo aver saggiamente sostituito i primi trentacinque cuscini forati con un modello memory di ultima generazione. Imparate da lui, manica di posers!

 

 

 

 

IMMORTAL
immortalHanno vinto. Nessuno, ripetiamo, nessuno come gli Immortal è riuscito a creare tanta inconsapevole comicità. E’ inutile commentare delle fotografie che hanno fatto il giro del mondo creando i migliori meme che la piattaforma di Zuckerberg ricordi.

 

 

 

 

 

 

Beccatevi anche questo evergreen e inchinatevi ai signori delle Tenebre del Nord.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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