Rhapsody Of Fire – I nostri 15 brani preferiti commentati da Alex Staropoli

Il nuovo album dei Rhapsody Of Fire è ormai uscito da qualche giorno e abbiamo avuto tutti modo di ascoltarlo. Ci è venuta però un po’ di nostalgia, sentendo quei cori, quei ritornelli e quei brani che ci hanno riportato indietro nel tempo. Abbiamo quindi colto l’occasione per ripassare un po’ la discografia della band e, il consiglio supremo del power metal di Metallus, ha messo insieme i 15 brani che hanno messo d’accordo tutti. Non una lista dei brani migliori, semplicemente quelli che ci piacciono di più. Li abbiamo commentati insieme ad Alex Staropoli. E ovviamente non perdetevi “Into The Legend“!

DAWN OF VICTORY da “Dawn Of Victory“, 2000

Opener schiacciasassi maestosa (ottime le parti classiche di Staropoli) e colma di adrenalinica enfasi epica; caratterizzata inoltre da uno dei ritornelli più maestosi e avvincenti dei nostri. (Leonardo Cammi)

Alex: “E’ sicuramente uno dei brani che da tantissima energia e soddisfazione dal vivo. Sul palco rende bene e lo abbiamo sempre in scaletta


EMERALD SWORD da “Symphony Of Enchanted Lands“, 1998

L’opener del secondo disco dei Rhapsody rompe ogni argine e fuga ogni dubbio sulla qualità del progetto. Risulta davvero difficile non lasciarsi trasportare dalle note di questa canzone, con uno dei ritornelli più coinvolgenti di sempre. “For the King/For The Land/For The Mountain…”, l’ascesa dei Rhapsody è solo all’inizio. (Pasquale Gennarelli)

La canzone dei Rhapsody per eccellenza, immancabile chiusura (se non in ultima posizione, poco prima) dei loro concerti. Il pezzo costituisce una delle tante gemme di quel capolavoro che risponde al nome di “Symphony of Enchanted Lands”. (Matteo Roversi)

Alex: “Ho proprio un ricordo legato al ritornello. Quando lo abbiamo composto abbiamo capito subito che sarebbe stato un super singolo. In quel momento avevamo solo il ritornello, poi ci abbiamo ricamato sopra il resto della canzone.


ETERNAL GLORY da “Symphony Of Enchanted Lands, 1998

Song lunga ed articolata, che si spinge per la prima volta verso il sound delle colonne sonore dei film hollywoodiani. A dispetto di una strofa compassata, il ritornello è un vero inno, che ogni buon defender deve conoscere. (Alessandro Battini)

Alex: “Un brano un po’ più complesso e più lungo con intermezzi barocchi. Iniziavamo a creare qualcosa di più esteso, alla ricerca della magia nel brano, sia l’epicità più forte possibile”


FROM CHAOS TO ETERNITY da “From Chaos To Eternity“, 2011

Titletrack dell’ultimo album con Turilli alla chitarra si rivela una song power di elevata e preziosa matrice composita, creata da una band al massimo livello di maturità; il ritornello è caratterizzato da un incedere accattivante che conquista fin dal primo ascolto. (Leonardo Cammi)

Alex: “Diciamo che è uno degli ultimi brano composto insieme a Luca. Sono sicuramente più affezionato a brani come Dawn Of Victory o Emerald Sword ma comunque mi piace molto suonarla dal vivo. E’ molto tecnica.”


HOLY THUNDERFORCE da “Dawn Of Victory“, 2000

Da citare in quanto tra i pezzi più violenti della band. Una mazza che ci mostra come il gruppo, se lo desidera, sia perfettamente in grado di variare e di pestare duro. (Matteo Roversi)

Alex: “Il bello è che questi brani li abbiamo composti in salotto ed è divertente pensare che da quella situazione poi si passava in studio e creavamo tutto questo sound. In realtà continuo a lavorare in questo modo, nella tranquillità della casa. Quel tipo di approccio l’ho conservato. Penso anche Luca in realtà.”


KNIGHTRIDER OF DOOM da “Power Of The Dragonflame“, 2002

Assalto all’arma bianca impreziosito da tanti ricami che hanno reso famosa la band. Ottimo opener di “Power Of The Dragonflame” (2002) ed esperimento riuscito di abbinare strofe in inglese e ritornello in italiano. (Leonardo Cammi)

Alex: “Questo è stato uno dei primi interventi con l’utilizzo dell’italiano. E’ passato un po’ prima che mi convincessi; quando ho visto che Luca aveva scritto dei bei testi, ho dato l’ok. Suonava bene, soprattutto a livello di suono. La sonorità delle parole è importante; quando si avvicina al latino mi piace molto.”


LAND OF IMMORTALS da “Legendary Tales“, 1997

Uno dei brani più drammatici e riusciti dell’esordio dei nostri (1997), che evidenzia subito le “armi” a disposizione del gruppo: un power metal maestoso ed elegante, un cantante di grande livello, linee vocali ricche e avvincenti, composizioni mai banali e sezioni di tastiera eccellenti e sempre al servizio del pezzo. (Leonardo Cammi)

Alex: “Il bello è che questo è stato uno dei primi brani composti nel ’93-’94. Aveva un altro titolo e un’altra forma. E’ divertente vedere come un brano creato quasi per gioco sia diventato una canzone chiave dell’intera discografia. Questo è stato il primo brano che ha cantato Fabio, sotto pressione di cantare la canzone con un testo che non conosceva, con una melodia che non conosceva, in un genere che non era ancora il suo. Quando è uscito dallo studio aveva buttato le cuffie per terra perché proprio non gli piaceva. Poi a distanza di sei mesi, era diventato il suo pezzo preferito”


POWER OF THE DRAGONFLAME da “Power of the Dragonflame“, 2002

Pezzo sparato a palla di cannone, con un Fabio Lione rabbioso nella strofa, che nel refrain riesce a squarciare il cielo con lampi di luce. Angelici e demoniaci nello stesso tempo, i Rhapsody riescono a brillare anche nell’oscurità (Alessandro Battini)

Alex: “Tutti questi brani energetici sono legati a quell’entusiasmo di creare una nuova hit. Avevamo un approccio da singolo. Volevamo avere qualcosa che fosse orecchiabile ma molto potente. Componevamo sempre questi brani con l’intento che spaccasse.”


RAGE OF WINTER da “Legendary Tales“, 1997

Direttamente dal primo, mitico capitolo della band “Legendary Tales”, un brano che coniuga alla perfezione maestosità e immediatezza. Uno dei primi pezzi forti scritti dalla band. (Matteo Roversi)

Alex: “E’ uno dei brani preferiti mio e di Luca. A Fabio non è mai piaciuto. Lo avevamo già da molti anni, prima di “Legendary Tales” e molti ascoltatori hanno percepito questa malinconia che abbiamo dato al brano. Ci siamo molto legati.”


RAIN OF A THOUSAND FLAMES da “Rain Of A Thousand Flames“, 2001

Opener e tracklist dell’omonimo EP è il brano più corto, devastante e colmo di adrenalina della discografia del gruppo. Un intreccio compositivo relativamente semplice (per lo standard dei nostri) ed una linea ritmica sparata a velocità supersonica coronano il brano impreziosito da un bell’assolo di tastiera di Staropoli. (Leonardo Cammi)

Alex: “Volevamo fare un brano corto che fosse un pungo in faccia. Quindi abbiamo esagerato con tutto. Non lo abbiamo mai suonato dal vivo ma penso sia fattibile. Alex spinge sempre, per farla in concerto. Sarebbe bello.”


THE MAGIC OF THE WIZARD’S DREAM – da “Symphony of Enchanted Lands II“, 2004

Il ritorno della band a livelli qualitativi eccelsi, l’Hollywood Metal a livelli altissimi come mai prima. Le doti di Fabio Lione vengono esaltate in questa ballata sinfonica che è un piccolo gioiellino in un disco che ha consacrato la band nell’olimpo meta. (Pasquale Gennarelli)

Alex: “Sicuramente preferisco la versione dell’album, piuttosto che quella con Christopher Lee.”


THE MARCH OF THE SWORDMASTER da “Power of the Dragonflame“, 2002

Cadenzatone epico che preannuncia forse l’avvento della collaborazione con i Manowar. Non manca il tocco folk che arricchisce il brano. (Leonardo Cammi)

Canzone dall’inizio medievaleggiante che si trasforma presto in una trascinante marcia dal sapore guerriero. Davvero coinvolgente quando proposta dal vivo. (Matteo Roversi)

Alex: “Qui abbiamo voluto unire l’intro con il flauto, un po’ folk. Funziona sempre molto dal vivo, la faremo sempre probabilmente.”


THE VILLAGE OF DWARVES da “Dawn of Victory“, 2000

Bellissima ballata medievale, la canzone è un altro cavallo di battaglia del gruppo in sede live. Un’emozione ogni volta che la si riascolta. (Matteo Roversi)

Axel: “Anche questo un classico. Insieme a March sono due brani che viaggiano sullo stesso binario. Abbiamo voluto fare un intro magico. Sono brani nati così e che poi dal vivo prendono vita. Quando li abbiamo composti non avevamo idea di come sarebbero esplosi, con una resa decisamente migliore delle nostre aspettative.”


UNHOLY WARCRY da “Symphony Of Enchanted Lands II“, 2004

L’Hollywood Metal che si trasforma in Film Score Metal. Song in cui le parti corali, l’orchestra, la narrazione di Christopher Lee sono una cosa sola e si fondono alla perfezione ai passaggi neoclassici di Turilli. (Alessandro Battini)

Alex: “Qui abbiamo iniziato ad usare un’orchestra imponente di 60 elementi. C’è il coro, c’è Christopher Lee. Avevamo fatto un bel videoclip. Lo abbiamo sempre in scaletta perché dal vivo rende parecchio. All’inizio non ero convintissimo del brano.”


WISDOM OF THE KINGS da “Symphony Of Enchanted Lands“, 1998

Cavallo di battaglia della band dal vivo, è introdotto da flauti e fanfare, per svilupparsi in una song power metal impreziosita da stacchi di musica classica vicini al maestro Vivaldi. Gioiosa e battagliera. (Alessandro Battini)

Alex: “Anche qui siamo partiti dal ritornello, in modo che fosse vincente e poi abbiamo costruito attorno il brano. Per noi in quel periodo il ritornello era fondamentale. Anche ora lo è, ma cerco però di rendere poi il brano più completo nel complesso.”

Artwork Rhapsody Of Fire Playlist

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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