Rammstein: il track by track del nuovo album

Che vi piaccia o no, i Rammstein sono ormai da tempo una band cult del panorama metal, e non c’è cosa che facciano, dicano, registrino, che non sia perfettamente incastrata in un’accurata e vincente strategia di marketing.
Non stupisce quindi l’alone di attesa che circonda al momento Lindemann e soci, a dieci anni di distanza dall’uscita dell’ultimo “Liebe Ist Für Alle Da”, pubblicato nel 2009, e a pochi giorni dal nuovo e attesissimo “…”.
Sì, perché il nuovo album dei Rammstein è ancora senza titolo, un mistero imperscrutabile che risolveremo anche noi il 17 maggio, quando i fan di tutto il mondo potranno avere tra le mani il loro nuovo, prezioso tesoro discografico.

Fortuna vuole che la vostra webzine preferita sia stata invitata a partecipare ad un’esclusiva pre-listening session del disco presso la sede milanese della Universal Music Italia e che la sottoscritta sia ora qui a raccontarvi com’è andata, tra un rinfresco a base di bretzel, birra e torta di mele e una certa dose di soddisfazione.

E allora sedetevi, mettetevi comodi, impostate lo stato di skype su occupato e godetevi il nostro track by track del prossimo album dei Rammstein:

DEUTSCHLAND (05:26)

Il primo singolo estratto dall’album, quello che conosciamo ormai molto bene e che ci fa ripercorrere mentalmente ogni singolo fotogramma del maestoso video che lo accompagna. Il pezzo apre e segna il tono generale dell’album, con quel mix perfetto di potenza ed electro-synth, a cavallo tra l’atmosfera cupa che colora le strofe e un ritornello epico e trascinante.

RADIO (04:37)

Il singolo numero due, a parere di chi scrive più debole rispetto al pezzo precedente, ma sicuramente rappresentativo della seconda, imprescindibile anima del disco: il lato sapientemente elettronico. Il ritornello è ancora una volta di sicuro impatto, tanto che il refrain “Radio, mein radio”, ci ritroviamo a canticchiarlo fin da subito.

ZEIG DICH (04:16)

Ad un primo ascolto non si può certo parlare di pezzi preferiti ma, nei limiti della definizione, “Zeig Dich” è il brano che ha maggiormente esaltato la sottoscritta nell’intera sessione. L’apertura e la chiusura del pezzo sono affidate ad un coro gregoriano in latino, che lascia il posto ad una scarica di chitarre à la “Weidmannsheil”, per poi aprirsi in un ritornello arioso e convincente. Colpisce la totale assenza di elementi elettronici, in una traccia all’insegna di spunti decisamente heavy metal.

AUSLÄNDER (03:52)

Ci era mancata, forse sì, forse no, fatto sta che la componente sintetico-elettronica ritorna prepotentemente in questo brano, che promette di diventare uno dei più rappresentativi dell’intero disco. Il beat è drittissimo, il ritornello è catchy da far spavento, il verso “Ciao ragazza, take a chance on me” (in un italiano pronunciato in maniera impeccabile) è destinato a diventare la frase da rimorchio dell’estate 2019.
“Come on baby, c’est la vie”, e abbiamo detto tutto.

SEX (03:56)

L’album torna su toni tipicamente Rammstein, una band che al di sopra di ogni altra è in grado di amalgamare al meglio le parti elettroniche (che qui irrompono nell’assolo) ad una componente heavy metal. Contrariamente a quanto potrebbe far pensare il titolo, il brano richiama l’atmosfera di “Deutschland”, pur mantenendo un approccio più goliardico.

PUPPE (04:33)

Ogni buon disco ha una sorpresa, e “Puppe” è la vera sorpresa di questo album. L’intro del brano è affidata a voce e tastiere, che dipingono un mood lounge, quasi da ballad. E poi, all’improvviso, arriva un ritornello cantato con cattiveria o forse con disperazione e la voce di Till Lindemann diventa graffiante, quasi rotta, singhiozzata. Un brano che si colora di toni apocalittici e rabbiosi, e che più di ogni altro ci fa desiderare di avere qualcosa in più di un A2 di tedesco: abbiamo la netta impressione che la comprensione del testo sia qui più importante che mai.

WAS ICH LIEBE (04:30)

Con questo brano la band decide di muoversi su un terreno sicuro, affidato alla batteria drittissima di Christoph Schneider, che disegna un beat diretto e quadrato. Un pezzo in crescendo che parte lentamente, per poi aprirsi in un ritornello dalla chiara impronta melodica. Da riascoltare per coglierne al meglio le sfaccettature.

DIAMANT (02:33)

Ed eccola, lei, la ballad. Ho sentito alcuni colleghi lamentarsi dello scarso minutaggio del pezzo, ma nel modesto e umile parere di chi scrive, è proprio il pochissimo tempo a sua disposizione a rendere questo brano una piccola gemma dalla forte emozionalità, tutta affidata alla voce di Till Lindemann.

WEIT WEG (04:19)

“Weit Weg” è un brano molto moderno: un’apertura all’insegna delle parti elettroniche, che si sposta poi subito su sonorità più spoglie e rockeggianti, in cui la componente sintetica aiuta a delineare un sound atmosferico e a tratti psichedelico.

TATTOO (04:10)

Probabilmente la traccia più interessante di questa seconda parte del disco, il brano è segnato da un beat tiratissimo à la “Du Hast”, che lo attraversa dall’inizio alla fine; la parte vocale è ipnotica e fa da perfetta introduzione ad un ritornello ancora una volta melodicissimo.

HALLOMANN (04:09)

La conclusione del disco è affidata ad “Hallomann”: nella parte iniziale del brano, il cantato si colora di toni inquietanti; l’elettronica c’è ma, come spesso accade in quest’album, si mette sempre e più che mai al servizio di chitarra e batteria. Nella parte finale, la chitarra si distorce fino a confondersi con un suono sintetizzato, mentre una voce in parte suadente, in parte disturbante (quella di una sirena che attrae i naviganti al naufragio?) chiude il pezzo e, con esso, l’intero album.

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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