Phil Lynott: il nostro ricordo e playlist a 30 anni dalla morte

Phil Lynott si spense esattamente 30 anni fa, il 4 gennaio 1986, all’età di 36 anni, dopo essere collassato pochi giorni prima, ormai devastato da alcol ed eroina. Causa della morte: polmonite e arresto cardiaco, dovuta a setticemia. Dimenticato, accantonato, messo in secondo piano, in pochi hanno realizzato successivamente l’influenza di Lynott e dei suoi Thin Lizzy sull’intero mondo hard rock e heavy metal. Una voce unica e inusuale, un approccio musicale innovativo, che univa rock duro, blues, folk e scorribande heavy. Una discografia vasta, occupata dai numerosi album dei Thin Lizzy, dal primo omonimo album del 1971 a Thunder And Lightning del 1983, insieme a due episodi solisti e le collaborazioni con John Sykes e Gary Moore. A trent’anni dalla sua scomparsa, abbiamo voluto ricordare Phil Lynott, con il commento di una parte della redazione e una playlist dedicata, con i nostri brani preferiti. 

Phil-Lynott (1)Outsider. In una parola si potrebbe descrivere così Phil Lynott. Un personaggio troppo spesso dimenticato o relegato al reparto “Leggende di una volta”. Quasi un personaggio mitologico, ma di quella mitologia secondaria, spesso più intrigante delle storie classiche, ma comunque meno “importante” dei veri miti. Invece Lynott un mito lo è, perché è stato un rivoluzionario, ribelle e un “diverso“. Ha influenzato tutti, ha posto le basi per un sound inedito, ha sfornato dei capolavori dell’hard rock con i Thin Lizzy e purtroppo ci ha lasciati troppo presto, preso da quel demone che se ne era già portati via tanti e che non avrebbe fatto sconti neppure negli anni a venire. Rivalutato a più riprese, coverizzato, citato ed elogiato, a 30 anni di distanza si sente la mancanza di un personaggio di rottura come Lynott. (Tommaso Dainese)

La genialità di Phil Lynott sembra relegata, perlomeno qui da noi, a essere una “roba per vecchi“, una di quelle leggende che gli over 40 ricordano con amore ma che le nuove generazioni sembrano avere perso di vista da un po’. Chissà che questa ricorrenza non serva almeno un po’ a rendere giustizia a un personaggio che se n’è andato troppo presto; il suo ricordo rimane comunque vivo nei suoi lavori, da solista e con i Thin Lizzy, nella statua eretta in suo onore a Dublino e nella memoria della madre Philomena. (Anna Minguzzi)

Pensi a Phil Lynott e pensi ad un musicista che ha raccolto molto di meno di quanto meritato. Pensi ad uno dei precursori della NWOBHM e ad una delle più grandi influenza di un “certo” Steve Harris. Pensi ad un mito della musica rock che da 30 non c’è più. E allora pensi a lui come un poeta popolare, che ha raccontato vittorie e sconfitte (soprattutto quelle) della povera gente, storie che mai nessuno si sarebbe mai sognato di raccontare. Phil Lynott era un poeta, un musicista, uno che ha sempre affrontato la vita con un ghigno di sfida. Un combattente, vero, che ha rischiato e vinto. Che ha scommesso e perso. Ma che ha lasciato un segno indelebile del suo passaggio terreno: la musica. Un regalo che a 30 anni di distanza resta ancora vivo e sorprendente. (Saverio Spadavecchia)

Ed ecco la nostra playlist con alcuni dei suoi più grandi successi scelti da Anna Minguzzi, Alberto Capettini, Matteo Roversi, Saverio Spadavecchia, Riccardo Manazza, Tommaso Dainese.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. paul

    Un grandissimo musicista …. sempre nel cuore di chi ama questa musica . Thin Lizzy great band !

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  2. luca

    In pochi possono vantarsi di aver creato uno stile lui è uno di qesti, le due chitarre soliste che io sappia inedite fino ad allora ne sono un esempio. È vero di anni ne sono passati tanti c’è chi è stato più fortunato ed è arrivato a 70 anni e chi è morto troppo giovane … ma secondo voi vle il detto genio e sregolatezza? Se non fossero stati così trasgressivi i nostri eroi sarebbero comunque stati in grado di dare tutto quello che hanno dato? Non lo sapremo mai uns cosa sola è certa brani come rocker, boys are back in town e tanti altri sembrano scritti ieri ed hanno dato una mappa alle band venute dopo…della serie ok ragazzi il rock si fs così!

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