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Le 10 pettinature più agghiaccianti dei Metal Gods

Un altro speciale imbarazzante. Questa volta non ci siamo fermati agli outfit, abbiamo osato di più. Siamo penetrati nell’intimo dei musicisti, abbiamo cercato di capire che cosa potesse contenere la loro mente, ma siccome siamo pigri e non avevamo voglia di andare a fondo, ci siamo fermati ai capelli. Perchè dai, diciamoci la verità, per il metallaro di ieri, di oggi e di domani, i capelli sono un passepartout per essere accettati nel gruppo. E ‘sti piacioni dei musicisti ne hanno cambiate tante di pettinature, addirittura ne hanno create alcune distintive che sono diventate parte integrante dell’immagine della band, guai se non ci fossero. I vostri coiffeur Tommaso, Eva e Andrea vi accompagnano a curiosare tra le chiome più interessanti. Sedetevi sulla poltroncina e rilassatevi, ci pensiamo noi a darvi una spuntatina ai lati.


BIG BANG BABIES

Si sa che in un genere musicale come il glam anche il look è di vitale importanza per definire e caratterizzare le variopinte band. Ma ad accompagnare paiettes, lustrini e spandex dai colori più accesi e pacchiani ci sono anche capigliature alquanto singolari come nel caso degli americani Big Bang Babies. Forse non tutti sanno che Keri Kelli, all’epoca chitarrista della band e noto per aver suonato in seguito con gli Slash’s Snakepit, L.A.Guns, Alice Cooper e ora nei Night Ranger ha trascorso interi pomeriggi a jammare sulle note di “Non Sono Una Signora” con la sua mentore Loredana Bertè nel backstage di Amici e ovviamente ha seguito i consigli della cantautrice italiana per questa capigliatura bicolore in un’esplosione di trash di alto livello. (Eva Cociani)

Big Bang Babies

Loredana Bertè


BURZUM

Poteva forse Varg Vikernes mancare in occasione di uno speciale ignorante? Naturalmente no. Ed ecco allora il Conte in tutto il suo machismo e un look che ricorda un po’ Giobbe Covatta (ma più brutto). Fregandosene della sua calvizie incipiente, il nostro Varg ha trasferito sul mento (sotto la minaccia di incidere un nuovo album) i peli e i capelli rimasti sul corpo, sfoggiando così un barbone da competitor nel quale, dicono le persone a lui vicino, si nasconde Jimmy Hoffa. Qualcuno gli dica di smettere (anche di suonare). (Andrea Sacchi)

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DAS ICH

Se mai dovessimo istituire il premio “artista goth più brutto della storia”, probabile che i due Das Ich Stefan Ackermann e Bruno Kramm, lo vincerebbero a pari merito. Sobri e composti, i due musicisti tedeschi (che possiamo ammirare nelle foto in versione “Il Gatto e La Volpe”), seducono le loro numerosissime fans prendendo spunto dal Pinocchio di Collodi. Alette mo’ di orecchie per Bruno e triangolino a mo’ di (hem) per Stefan, i nostri crucchi sono pronti a fare strage di gotiche incorsettate. (Andrea Sacchi)

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LACRIMOSA

Forse non tutti sanno che i Lacrimosa sono uno strumento per veicolare la tristezza di Tilo Wolff. Il progetto era nato originariamente perchè il nostro Tilo si consumava di malinconia per aver perduto il fratello gemello, separato in culla. Poi il miracolo. Un appello in Tv, un paio di carrambate ed ospitate a “C’è Posta Per Te” ed ecco ritrovato il fratellino, il nostro (cioè nostro…di tutti, dai) Cristiano Malgioglio. Due gocce d’acqua accomunate da un ciuffo bianco . Impressionante vero? E da quel momento, i Lacrimosa sono diventati ancora più tristi. E ci crediamo, povero Tilo! (Andrea Sacchi)

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MISFITS

Ve le ricordate le Tagliatelle di Nonna Pina? Ottime, capaci di tenere tutti i tipi di sugo e stuzzicanti anche solo con un goccio d’olio e una grattata di parmigiano. A parte questo, i più attenti osservatori avranno notato come il kilometrico “devilock” dei Misfits sia simile alla celebre pasta filata. E infatti, il segreto di questa pettinatura stava proprio nelle mani della nonna di Glenn Danzig, nota pastaia di Lodi (quella del New Jersey, non l’altra eh), che per punire il nipotino dispettoso (e il nostro Glenn era un po’ stronzo già in tenera età), era solita strafugnare la testa del pischello con le mani sporche di tuorlo d’uovo e farina. Da lì, a creare un look distintivo, il passo è stato breve. (Andrea Sacchi)

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NITRO

Altra band che non poteva mancare una seduta dal parrucchiere è quella dei Nitro. La formazione capitanata da Jim Gillette, l’ex marito di Lita Ford, celebre per aver spesso frantumato bicchieri con la sola forza della sua voce è riuscito con i suoi compagni ad essere responsabile per buona parte del buco dell’ozono a causa delle ingenti quantità di lacca usate per mantenere la perfetta cotonatura anche in caso di condizioni climatiche estreme. Perfino la sorella separata alla nascita Ivana Spagna ha cercato di contattarlo con il brano “Call Me” per convincerlo ad un uso morigerato del prodotto, ma questa mossa non ha riscosso nessun risultato. Noi se possiamo gli consigliamo di provare due dita nella presa di corrente per un bel frizè innocuo e non inquinante. (Eva Cociani)

Nitro

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PANTERA

La prima era dei Pantera è uno degli scheletri nell’armadio meglio nascosti dell’intera scena metal. Niente di cui vergognarsi a nostro parere, ma per la stragrande maggioranza i Pantera iniziano da “Cowboys From Hell”. NO! I Pantera danno alle stampe 4 album prima del riconosciuto capolavoro, ben distanti dalle sonorità che li renderanno famosi. Diciamocelo chiaramente, i Pantera suonavano del discreto glam metal rinforzato e non lo nascondevano, nemmeno nel look. E neanche il machissimo Phil Anselmo ne era immune. Entrato nel 1988 per Power Metal, oltre ad essere in piena fermentazione ormonale, è anche nel cosidetto “periodo LACCA“. La frangia da bello impossibile entra in contrasto con una pesante cotonatura a cura della parrucchiera di nonna Anselma. Sguardo sexy, capello biondo (o in alternativa bi-color) ed è subito sludge metal. Per poco non ce lo trovavamo pure nei Poison. (Tommaso Dainese)

Pantera


POISON

Una delle band capostipiti del glam metal sono i seminali Poison capitanati dal belloccio Bret Michaels e frequentatori incalliti di tutti i saloni di bellezza più prestigiosi del Sunset Strip e anche clienti fissi del famosissimo hair stylist italiano Roberto Carminati, noto parrucchiere dei vip de noantri. Così tra una seduta e l’altra accanto alle starlette italiane possiamo apprezzare questa acconciatura di C.C. Deville che rende omaggio ai nostrani Cugini Di Campagna, mentre Bobby Dall sceglie un look alla Riccardo Cocciante ideale per esaltare i suoi lineamenti più marcati. Se passate da quelle parti mollate per un secondo la lettura di Novella 2000 e prestate attenzione a chi avete a fianco, potreste incappare in qualche vecchia gloria dell’hair metal. (Eva Cociani)

Poison


PRETTY BOY FLOYD

Pretty Boy Floyd, o meglio l’arte di pettinarsi a cazzo ma far finta che sia tutto ben studiato. Fanno quasi tenerezza. I “ragazzi vestiti in pelle con i giochi elettrici” dopo aver concluso le registrazioni del loro album di debutto si apprestano a scattare alcune foto promozionali. Ma bisogna arrivare allo shooting preparati e mangiati. Quindi Steve Summers propone a Kristy Majors di mettere in microonde dei Popcorn, mentre stappa dei prelibatissimi succhi Mela / Banana e Mango / Kiwi (all’epoca la band faceva utilizzo della dieta Succo-Corn). All’improvviso l’intuizione. BANG BANG BANG: uno dopo l’altro i popcorn iniziano ad esplodere, in un fragoroso tripudio. Funzionerà anche con i capelli? A questo punto il passo è breve: la band si impregna le folte chiome di goloso olio di semi e, uno dopo l’altro, i Pretty Boy Floyd inseriscono il proprio capoccione nell’elettrodomestico. Da qui nasce la famosa pettinatura microwave: fatta a cazzo, ma al sapore di mais tostato. Il resto è storia. (Tommaso Dainese)

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ANTHRAX

E qui arriviamo alla chicca finale. Come abbiamo visto come Phil Anselmo nasconde il suo passato laccato, Scott Ian prima di intraprendere la saggia via della pelata, ci proponeva nei gloriosi anni ’80 IL taglio più aghiacciante di tutti i tempi: il mefitico MULLET. Mutuato dagli “stilosissimi” tedesconi di Germania, il Mullet ha fatto diverse vittime, tra cui anche gli Anthrax. Corto davanti, lungo dietro: una fetenzia totale che al confronto oggi la cresta di El Shaaraway è una finezza estetica. Scott questa non te la perdoneremo mai. Qualche anno dopo, il “noto” Gunther (si, quello di Ding Ding Dong) prenderà ispirazione proprio dal chitarrista per dare vita al proprio look. (Tommaso Dainese)

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tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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