Emperor, Peccatum, Thou Shalt Suffer, Zyklon B – I Mille Volti di Ihsahn

Non c’è bisogno di troppi giri di parole quando si deve parlare di un artista come Ihsahn. Vegard Sverre Tveitan, oggi quarantenne, è stato e naturalmente è, una delle figure artistiche di maggior spessore del metal europeo dagli anni’90 ad oggi, un’anima musicale duttile e piena di ingegno il cui valore è stato confermato dal recente “Arktis”, un album di “progressive metal” nel significato più avanguardista e sperimentale del termine. E non è un caso che il suo fu un contributo fondamentale allo sviluppo di un black metal raffinato ed evoluto fin dalla prima metà degli anni’90, quando i mai troppo compianti Emperor diedero alle stampe un monumento come “In The Nightside Eclipse”.

Per quanto il suo nome e quello dell’Imperatore saranno sempre associati, Ihsahn è stato nel corso del tempo un musicista e vocalist a tutto tondo, capace di spaziare in progetti differenti (di cui gli Emperor furono la facciata più fisica, sempre tenuta a bada dal potere della ragione), che di fatto hanno toccato differenti lidi musicali, tutti accomunati da una sorprendente volontà di ricerca e negazione dei canoni classici. In occasione dell’uscita di “Arktis”, Metallus.it vi offre questo speciale dedicato a Ihshan in cui parleremo delle band principali che la hanno visto protagonista, potendo godere del contributo di un musicista unico e straordinario. (Andrea Sacchi)


EmperorEMPEROR

Solo aver pubblicato un disco fondamentale per la storia del black metal come In The Nightside Eclipse sarebbe sufficiente a far comprendere gli Emperor tra i grandi della musica metal degli anni novanta, ma la band ha dimostrato di sapersi superare passo dopo passo e di non aver certo paura di sperimentare. Se infatti possiamo considerare gli inizi, tra coinvolgimenti di Samoth e Faust nei fatti di cronaca legati alla scena black norvegese, e incisioni dal valore totalmente di culto come “Wrath Of The Tyrant” ed “Emperor”, una vera frustata alla scena underground, dal citato “In The Nightside…” in poi la band spicca il volo e ogni lavoro mostra una mutazione continua, svelando come sia probabilmente questo il senso artistico che permeava la mente di un viaggiatore coraggioso come Ihsahn.

Sicuramente è stata infatti l’inclinazione alla sperimentazione del nostro a risultare decisiva nel cambiamento avvenuto, almeno a giudicare da ciò che Samoth e lo stesso Ihsahn hanno poi inciso nella loro carriera post-Emperor. Se non tutti i fan hanno poi seguito l’evoluzione del gruppo, questo è da addebitare all’intransigenza e alla tendenza alla conservazione che condiziona parte della scena estrema, non certo alla qualità dei dischi proposti. Da “Anthems To The Welkin At Dusk”, fino all’avanguardista “Prometheus – The Discipline of Fire & Demise”, ogni singolo brano inciso dagli Emperor è intriso del giusto spirito creativo e rimarrà nel tempo a testimonianza di una vena compositiva che forse nessun’altra band nata in quegli anni ha saputo eguagliare. (Riccardo Manazza)

Inno A Satana

 

Ye Entrancemperium


PeccatumPECCATUM

I Peccatum sono stati un progetto parallelo agli Emperor attivo tra il 1998 e il 2006, composto da Ihsahn e dalla moglie Ihriel. L’ensemble è dedito a un rock sperimentale profondamente diverso da quanto gli Emperor avevano creato fino ad allora e per questo all’epoca fu oggetto di alcune critiche da parte dei fan più intransigenti del gruppo. I Peccatum erano rivolti a una musica dalla forte impronta ambient/dark, con numerosi innesti elettronici e piuttosto orecchiabile. Furono addirittura definiti “goth rock”, per quanto dette sonorità di certo più accessibili non erano per nulla banali e riflettevano la volontà di ricerca dei componenti.

Potremmo dire che i primi due album “Strangling From Within” (1999) e Amor Fati (2000) tengono a battesimo l’estro dell’Ihsahn solista, pur inserito in un contesto cupo, malinconico e per necessità espressive ben più lineare di ciò che sarebbe venuto dopo. Progetto creato anche per esaltare le doti vocali di Ihriel, i Peccatum trovano il loro apice creativo nell’ultimo “Lost In Reverie” (2004), un album che mischiava dark neoclassico, trip-hop ed elementi black in veste progressive che anticipavano l’imminente percorso solista. Dopo la coda “The Moribund People”, un Ep uscito nel 2005 (suggeriamo di ascoltare la rilettura di “For All Those Who Died” dei Bathory lì contenuta), l’anno successivo i coniugi interrompono le attività di comune accordo. Ihriel continuò a dedicarsi all’ambient neocalssico degli Starofash, mentre Ihsahn avviò la sua eccellente carriera personale. (Andrea Sacchi)

Black Star

 

For All Those Who Died


Thou SalthTHOU SHALT SUFFER

Una tappa fondamentale per il futuro artistico di Ihsahn: insieme a Samoth riesce a dar vita al progetto Thou Shalt Suffer nel 1990 sotto diversi nomi, e dopo la fondazione degli Emperor da parte del duo, il nome dei Thou Shalt Suffer verrà rispolverato dal solo Ihsahn nel 2000 per far uscire l’unico full length.

Cosa c’è stato dall’inizio? Collaborazioni con Ildjarn (nel demo “Into The Woods Of Belial”) e Thorbjørn Akkerhaugen (nell’EP “Opening The Mysteries of Your Creation”) ma logicamente il vero motore del gruppo sono i due membri degli Emperor che già in queste tracce consegnate ai posteri mettono in luce a livello embrionale il suono maestoso e alienante combinato al potere suggestivo delle tastiere, ribattezzato da Samoth come Dark Death Metal, che verrà sviluppato in negli anni a seguire. La raccolta principale del gruppo che racchiude brani dei primi anni ’90 si chiama proprio come uno dei demo, “Into The Woods Of Belial” mentre il primo e vero album sotto questo monicker sarà a opera del poliedrico Ihsahn che nel 2000 arriverà a pubblicare “Somnium”, progetto di musica neo-romantica orchestrale dalle forti tinte dark e dal forte respiro cinematografico. (Fabio Meschiari)

Into the Woods of Belial

 

Solum Tune Possum Vivere


Zyklon BZYKLON-B

10 minuti e 54 secondi di Black Metal. Questo è ciò che gli Zyklon-B hanno tramandato ai posteri. Un mini EP tanto breve quanto devastante. La band nasce nel 1995 nel pieno del fermento estremo norvegese con una formazione che ora definiremo come all stars: Samoth alla chitarra e basso, Ihsahn alle tastiere, Frost (Satyricon) al basso e Aldrahn (Dodheimsgard) alla voce. La crema (marcia) del black metal norvegese. Probabilmente il progetto più estremo e violento a cui Ihsahn abbia preso parte in modo sostanziale, a partire dal monicker. Lo Zyklon-B era il gas usato nelle camere a gas dei campi di concentramento nazisti; questo da già l’idea dell’approccio estremo alla materia. La band ha da sempre negato ogni connessione o inclinazione politica verso il nazismo; una pura provocazione, estrema e ambigua.

Il risultato è “Blood Must Be Shed“, unica release composta da tre pezzi. Un black metal totalmente nichilista, estremo, freddo e chirurgico. Non c’è spazio per la melodia. Ihsahn trova posto alle tastiere, strumento che può sembrare inusuale con un approccio così diretto e violento alla materia, ma che invece valorizza il contenuto musicale, facendo da perfetto contraltare all’impostazione marziale dei brani. Dopo il primo EP del 1995, il nome Zyklon-B ricomparirà in uno split con i Swordmaster in cassetta (i brani però sono sempre quelli dell’EP) e in un altro split, questa volta con i Mayhem, 4 anni dopo. Molto cult. (Tommaso Dainese)

Blood Must Be Shed


IhsahnIHSAHN

Dopo un disco come “Prometheus…” era ormai arrivato il momento per Ihsahn di mettere fine alla parabola artistica degli Emperor. Sarebbe stato impossibile, e probabilmente ingiusto, continuare a progredire appoggiandosi ad un nome la cui storia rischiava di diventare ingombrante. Ed è così che quando nel 2006 esce The Adversary ormai il nostro ha un progetto totalmente incentrato sulla sua personalità, a cui non mancheranno mai alcuni punti di contatto con quanto proposto in passato con gli Emperor, ma che nel giro di 10 anni arriva a creare soluzioni musicali del tutto inaspettate e mai prevedibili. Se infatti dischi come AngL e After rimangono sufficientemente a contatto con la scena metal, mettendo in luce anche le influenze più antiche dell’ispirazione di Ihsahn (vengono in mente ad esempio i Mercyful fate); Eremita e Das Seelenbrechen vivono in una dimensione che trascende i generi e hanno per unico filo conduttore il carisma di un personaggio la cui unicità non è mai stata in discussione e che ormai si espande senza più preoccuparsi dei confini.

Come da logica non si può piacere a tutti, a maggior ragione se si cerca di essere sempre innovativi, rispetto anche alla propria arte, ma per la qualità di quanto proposto Ihsahn è senza alcun dubbio uno degli artisti più importanti che hanno attraversato la scena metal negli ultimi venticinque anni. E l’impressione, ascoltando un disco come Arktis., è che la storia non sia certo finita qui. (Riccardo Manazza)

The Pain Is Still Mine

 

Regen

tommaso.dainese

view all posts

Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

Fabio Meschiari

view all posts

Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login