Ancillotti: studio report per il nuovo album, “Strike Back”

Come era già accaduto un paio di anni fa, gli Ancillotti hanno convocato una piccola schiera di fortunati che, armati di tuttoo quello che serve in questi casi, hanno potuto ascoltare in anteprima “Strike Back“, secondo album della band composta da Bud alla voce, da suo fratello Bid al basso, da suo figlio Brian alla batteria e dall’amico fraterno Ciano Toscani alla chitarra. Una famiglia che è anche una band, per una presentazione che ha a sua volta il sapore dell’evento famigliare. La presentazione generale di “Strike Back“, che verrà pubblicato da Pure Steel Records il prossimo 16 settembre e da Jolly Roger Records su vinile in un secondo momento, inizia con una panoramica sull’album, che viene presentato in versione gi mixata e in attesa del mastering, affidato alle cure di Alessandro Del Vecchio. Già così, però, si può avere un’idea molto precisa dell’album, che è stato suonato interamente live, senza l’ausilio di trigger o aiuti del genere. Undici i brani che lo comporranno, uno dei quali è già stato eseguito dal vivo in maggio durante Accciaio Italiano, brani che, lo possiamo già anticipare, da una parte ripropngono sonorità vicine a quelle del precedente “The Chain Goes On“, dall’altra portano innovazioni e sfumature inaspettate, con richiami al passato rielaborati in uno stile che va via via definendosi in modo preciso. L’impressione generale è quella di un gran bel lavoro, profondo e sentito, che non mancherà di far parlare di sè. Ecco invece i dettagli dei singoli brani.

01- To Hell With You

Dopo una breve intro, è proprio il caso di dire che si parte col botto! Il primo brano del nuovo album degli Ancillotti richiama molto da vicino lo stile di altri pezzi del primo lavoro, grazie a un ritmo veloce, una ritmica serrata e a un cantato aggressivo, tutti elementi che attirano da subito l’attenzione. Il testo (opera dell’immancabile James Hogg, come tutti gli altri testi) è un anatema contro chi crede di avere la veritò in tasca su tutto e viene appunto mandato all’inferno.

02- Immortal Idol

Brano complesso, uno degli ultimi ad essere stato composto, caratteristico perchè ogni strumento fa cose diverse e nessuno segue gli altri. Il tema trattato è pesante, si parla infatti di certi psicopatici che sono arrivati ad uccidere il proprio idolo, come è accaduto per John Lennon e Dimebag Darrell. Il brano infatti termina con l’audio dell’annuncio che venne dato della morte di Lennon. C’è inoltre una citazione di “Don’t Talk To Strangers” di Ronnie James Dio.

03. Fight

Su “The Chain Goes On” c’era “Bang Your Head”, su “Strike Back” c’è “Fight”. E” un inno  al rock and roll che farà sicuramente scatenare un pogo furente sotto il palco che invita a combattere e a non fermarsi di fronte a niente. Dal punto di vista strutturale, il brano mostra un’altra caratteristica del cambiamento che sta avvenendo negli Ancillotti, dove le parti vocali si arricchiscono di molti cori sovrapposti, così come avviene per le parti di chitarra.

04. Firestarter

Colui che appicca gli incendi e di cui si fa riferimento nel brano è un noto uomo politico (che non viene mai nominto, sta all’ascoltatore capire di chi si sta parlando), noto per le pulsioni xenofobe e gli estremismi del mondo occidentale che incarna. Il ritmo del brano (e qui cominciano le novità vere e proprie) è un mid tempo molto più tendente all’hard rock che al metal vero e proprio, basato su una ritmica di chitarra lenta e robusta.

05. The Beast Is Rising

Introdotto da una ritmica di batteria, il brano è una rappresentazione dei movimenti politici, anche occidentali, che si scagliano contro chi è diverso e che utilizzano la diversità come una scusa per combattere. Anche questo è un mid tempo, con un solo di chitarra prolungato e un contrato fra la parte centrale e il resto del brano.

06. When Night Calls

Con questo brano gli Ancillotti hanno steso un ponte immaginario fra loro e uno dei brani più noti della Strana Officina, vale a dire “Autostrada dei sogni“. Nel testo si immagina che la ragazza protagonista di quel brano non avesse dato retta ai propri sentimenti e avesse preferito sposare un uomo ricco pur amando un altro. La notte, i pensieri tornano e la ragazza ora donna si rende conto di avere compiuto delle scelte sbagliate di cui si pente. E’ un pezzo di cui si parlerà molto, sia per il suo legame con un brano così noto, sia per la struttura del pezzo in sè, un hard rock in stile americano quasi “radiofonico”, molto orecchabile e ancora inaspettato per quello a cui cci hanno abituato gli Ancillotti.

07. Burn, Witch, Burn

Per scrivere questo testo, James Hogg ha tratto ispirazione dalla consistente biblioteca lasciatagli in eredità dal padre. Il riferimento storico riguarda i processi per le streghe di Salem, e per adattarsi a un argomento del genere il brano ha sfumeture più oscure già dalla sua introduzione, un coro fatto dai quattro Ancillotti che scandiscono la parola “Burn”. Il senso di angoscia e oppressione continua per tutto il pezzo, heavy e ben ritmato, scandito in sottofondo dai rintocchi di campana e concluso da un urlo femminile e da una risata maschile sardonica.

08. Lonely Road

Avendo capito da subito che il secondo disco degli Ancillotti avrebbe portato un’innovazione consistente nel sound del gruppo, ci aspettavamo che prima o poi ci sarebbe stato un brano come questo. “Lonely Road” è una sorta di power ballad, lenta ma senza cadere mai nel mellenso o nel banale, e mantiene gli aspetti caratteristi del sound del gruppo. Un’introduzione affidata alla chitarra, che in questo caso ha un timbro molto hendrixiano, e un assolo centrale altrettanto incisivo lo sottolineano. Il testo ci ricorda come la musica possa essere un viatico per sollevarci e curarci dai dolori più forti, per cui anche se ci muoviamo con l’anima in fiamme (“Always on the road with fire in the soul”), alla fine sapremo risollevarci (“Time has come for a news beginning”) e continuare ad adnare avanti (“I’m falling, I’m dreaming, but you will stay with me”). E’ un brano molto intenso ed emozionante e sarà di sicuro un altro di quelli che faranno parlare di sè.

09. Life Is For Livin’

Si torna su temi di attualità, in questo caso il predominio della tecnologia che va a prendere il posto della comunicazione faccia a faccia, e dove le amicizie virtuali sono solo gusci vuoti su cui prevale l’incomunicabilità. La vita è quindi fatta per essere vissuta, e non per perdere tempo nascondendosi dietro a uno smartphone. Si torna qui a un hard rock molto veloce, caratterizzatoo da fitti intrecci di linee di chitarra.

10. Never Too Late

Ancora una volta un brano di hard rock melodico non molto veloce ma dal piglio heavy, nato dal ritmo di batteria che lo accompagna per tutto il tempo, complesso e con un finale che si tronca di botto. Il testo è un invito a non arrendeersi mai e a rendersi conto che non è mai troppo tardi per ricominciare la propria vita.

11. The Hunter

Si termina come si era cominciato, con il brano che era stato suonato in anteprima ad Acciaio Italiano e che era stato ipotizzato come pezzo di apertura dell’album. Lo stile è molto vicino a quello degli Ancillotti del primo periodo, e il testo si riferisce all’amore di James Hogg per i fumetti, quelli legati al far west, come Ken Parker, in particolare. Il brano è introdotto dal suono di un carillon che si interrome di colpo e su cui si innestano un pezzo veloce, una ritmica serrata e un assolo dinamico; una degna conclusione per un lavoro molto elaborato e intelligente.

Per finire, ecco l’artwork di copertina, realizzato da Dimitar Nikolov.

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anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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