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Addio a Motley Crue, Motorhead e Black Sabbath. E poi? Una riflessione sul futuro del metal

Il conservatore mondo del metal deve iniziare a fare i conti con se stesso e con i propri limiti. Anni e anni di festival capitanati dai soliti vecchi nomi, copertine delle riviste monopolizzate da Iron Maiden, Metallica, AC/DC e altri “vecchi” della scena. E ora? Chi metteremo in copertina? Chi sarà l’headliner del prossimo Download Festival? Chi sarà in grado di smuovere più di 10.000 persone a data e riempire un forum?

In pochi mesi, per motivi differenti, perdiamo tre nomi del metal e dell’hard rock: Motley Crue, Black Sabbath (di cui è in corso il tour di addio) e Motorhead. Certo, band storiche e importanti ne restano, se pensiamo ad Iron Maiden, Metallica, lo stesso Ozzy solista e… quante altre ancora?

E poi? Nessuno ha ancora dato una risposta a questa domanda. Alcuni pensano ancora ai Monsters of Rock di primi anni ’90, altri non si pongono il problema. La realtà è che in questo momento praticamente nessuna band è nella posizione di rimpiazzare i grandi che se ne stanno scomparendo. Band popolari (nel senso letterale del termine) come Slipknot e Alter Bridge non raccolgono un pubblico così vasto da poter guidare e trainare un’intera scena. Aldilà di questo, ci siamo mai chiesti il perché? Perché band qualitativamente valide ora non sono in grado di raccogliere il testimone che i nomi tutelare del genere stanno lasciando a terra? Forse la risposta non è da ricercare tanto nella qualità della proposta musicale, ma piuttosto nella miopia di un mondo (metal) troppo attaccato al passato, rassicurato dall’ennesimo disco mediocre delle vecchie glorie, anestetizzato dall’ennesimo concerto greatest hits di band ormai al 40esimo anniversario di attività. Attenzione, qui non si discute ne la qualità ne la valenza storica delle band che hanno fondato e reso celebre l’hard rock e l’heavy metal.

Semplicemente è mancata la lungimiranza di far nascere nuove star, nuovi idoli, nuove band simbolo in grado di trainare una scena composta in gran parte dall’underground, ma che ha bisogno vitale di alcuni grandi nomi per sopravvivere. Chi si è mai posto il problema negli ultimi 10 anni di pensare a cosa possa piacere ai 16enni? I Saxon? I Virgin Steele? I Dark Tranquillity? Perché parliamoci chiaro, il successo ottenuto dai nomi che uno ad uno ci stanno lasciando, non è stato decretato da quarantenni in pullover al concerto su comode poltrone, ma da ragazzini minorenni, inconsapevoli di ciò che volessero dalla musica, alla ricerca di evasione e di forti emozioni. Il mondo metal non è più stato in grado di dare a QUEL pubblico, una ragione valida per essere seguito, poiché incapace di comprendere le necessità e i gusti di un pubblico totalmente diverso, che di rebook e spandex poco gli interessa. Forse l’unico esempio in positivo lo abbiamo avuto con gli Slipknot che, gusti a parte, hanno saputo creare un fenomeno, un interesse collettivo, comunque limitati da una critica e da un pubblico adulto, borioso e troppo conservatore. Abbiamo sempre guardato al passato, sperando in una rinascita di cose morte, nella ripresa di movimenti passati e ora, anche le poche band che avrebbero potuto diventare globali, si ritrovano confinate ad eventi da non più di 3000-4000 persone, “colpevoli” di non aver rispettato stilemi superati e abusati.

Il metal non è morto, ma sta iniziando a perdere i pezzi, gli organi vitali da cui si nutre da quasi 40 anni. E’ bene iniziare a correre ai ripari, mettere da parte la nostalgia e iniziare a guardare veramente avanti, abbracciando ciò che è nuovo, senza paura di perdere la storia che ha costruito la nostra musica preferita.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

66 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. paul

    Il problema è che le case discografiche devono dare l opportunità ai giovani musicisti di fare hard o heavy rock nella maniera che vogliono…. con tutta la creatività che sprigiona questa musica. Perché di band che suonano bene ce ne sono. Ma finché talent mommezza come X factor o the voice tirano fuori i vari Fragola e company non ci siamo.

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    • Hammerdonk

      Finché “la maniera che vogliono” consta nel riproporre lo stesso trito e ritrito metal degli anni passati, siamo fortunati che le case discografiche lo impediscano.

      Reply (in reply to paul)
    • bkl

      Nessuna colpa. Tante colpe.

      Gli “artisti”:
      i dischi attuali : ascoltare la traccia rilasciata e diamo un’occhiata alla cover.
      il 98% delle copertine e dei presunti “temi” dei dischi sono caricature grottesche destinate all’oblio e alla vergogna dopo pochi mesi (meno male)
      immagini traculente e sanguinarie o riferimenti satanici , alla blasfemia
      ai riti esoterici nel 2016 fanno ridere i polli ,”musicisti” tutti uguali con le stesse pose, gli stessi visi finto incazzati, le stesse dichiarazioni.

      “Innovazioni ?”
      Non parliamo dell’aspetto artistico o di innovazione.
      Il growl non è stato un progresso.
      Le maschere degli slipknot e compagnia bella sono penose.
      Oggi ragazzini di 11 anni replicano fraseggi e brani da far impallidire i cattivoni ..ridicolizzandoli.
      Quei pochi veramente dotati si inerpicano su virtuosismi fini a se stessi.
      Se mi metto a scoreggiare sul microfono con un distorsore non ho creato una innovazione.
      E’ solo una cagata…nel senso lato.
      Se mi metto a ciondolare la testa per 20,40,60 minuti ho solo sancito uno stereotipo di una banalità sconcertante.
      La stessa aspettativa che hanno i fans di justin bieber seppur in modo diverso.

      Il metal aveva una sua dignità per sonorità ben strutturate, parti vocali spesso curate e impegnative, musica fatta x davvero . Il resto era una leggera coreografia.
      I Blackmore, gli Iommi, i Ronnie James, mai avrebbero pensato a questa deriva musicale..Poi le parti si sono invertite.
      Oggi ogni disco pare essere periodo di halloween o carnevale macabro e cio’ prevale ahimè su tutto.

      “Addetti ai lavori”
      Non si puo’ passare per innovazione e miglioramento tutto. E in questo la critica musicale ha colpe enormi.
      Pubblicando online e recensendo tutto e tutti.
      Se sei un tecnico responsabile e ti sottopongono un progetto non all’altezza si risponde:
      ripassi un altro giorno, così non va.
      Non è recensendo o inserendo dischi di “Debuttanti allo sbaraglio” che si è aiutato il settore. Anzi. Si è sdoganato il concetto che il metal è quella roba li.
      Spesso di una pochezza stupefacente.Dozzinale.
      Mi dispiace ma quando vedo il sito coperto e tappezzato da gruppi e tracce inascoltabili
      posso solo constatare i fatti. Si potrebbe prendere una traccia per disco di una dozzina a caso,
      metterle sullo stesso supporto. a malapena si riconoscerebbero stili e interpreti e suoni.
      Non è avanguardia o gusto. Una cacca appesa a un quadro per me non è arte moderna.
      Resta una cacca.
      La musica, il progetto, i temi, gli aspetti vocali, la pulizia del suono, il rispetto
      per fare Musica , la gavetta, sono svaniti dentro un calderone di una superficialità
      pari solo a quella di gigi d’alessio e il neoromantico napoletano.
      il tutto avvolto da un alone di settarismo ed elitarismo ridicoli e fuori tempo.
      Oggi chi sa suonare (e ce ne sono) sa suonare heavy, blues, jazz..
      Togliersi di dosso immagini ridicole e oggi fuori tempo aiuterebbe non poco.
      Fare una seria cernita di dischi e persone capaci realmente alzerebbe il livello.
      Voglio dire.. non è che un disco non abbia successo per colpa della critica.
      Non oggi ! Il metalè imploso su se stesso e la colpa è solo del “mondo” metal stesso
      che si autoreferenzia e che ha la pretesa di elevarsi per troppi fans a valore musicale assoluto quando
      di musicale, innovativo e coinvolgente a livello emozionale è rimasto davvero poco o nulla di valido.

      dimenticavo al termine. Lunga vita a Dickinson. capace di smarcarsi dall’immagine di brutto sporco e
      cattivo e restare piaccia o no sempre al passo con i tempi coerente con se stesso.Chapeau.

      Reply (in reply to paul)
  2. daniele f.

    Ci sono i tool e punto! Come si fa a scrivere un articolo del genere senza nominare gli unici che fanno ancora qualcosa di innovitavo senza riciclare se stessi. Ma la gente vuole sempre sentire le stesse cose e gli stessi album per decenni di fila. nulla togliere ai “dinosauri” del metal (tra i quali ovviamente metto già anche i metalicca) ma sinceramente tolto il piacere egocentrico, narcisistico e gogliardico dei live sia da parte di chi suona e sia di chi va ai concerti sono da decenni che alla musica non danno niente di nuovo. Hanno inventato e portato al massimo un genere musicali ma ad oggi tolto il mito non rimane nulla. La musica si sente non si vede.

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    • Tommaso Dainese

      Quei tool che non fanno dischi e non suonano dal vivo?… a che servono esattamente? Qui non si discute di valore artistico… ma di valore economico

      Reply (in reply to daniele f.)
    • Davide "Foxx"

      Oltre alla risposta di Tommaso, con cui concordo, aggiungo quanto detto nel mio commento… A una persona con gusti musicali “nella media” band come i Tool (massimo rispetto per il loro valore), possono creare interesse? Non sono immediati, non hanno creato degli “inni” generazionali, hanno una grande inventiva e sono supportati da capacità tecniche superiori alla media… Ma non credo questo basti a renderli dei miti senza tempo.

      Reply (in reply to daniele f.)
    • Riccardo

      Si!!! Mitico condivido

      Reply (in reply to daniele f.)
    • Sherpa

      Ma non si parlava di band Heavy Metal?

      Reply (in reply to daniele f.)
  3. Kostas

    Articolo molto interessante e valido.
    Sono d’accordo su tutto ma anche sul commento del amico di sopra. Tutti questi grandi nomi, le band da riempire stadi cioè, sono stati creati con una marea di soldi spesi in promozione, pubblicità, events e cose simili (altri con merito musicale e altri no, non è quello il discorso). Tutte spese dalle case discografiche dell’epoca. Ora, le stesse, puntano sempre su re-union delle vecchie band e magari progetti paralleli dei loro membri. Un disco di bassissima qualità di un gruppo del epoca 80s 90s avrà molto più “valore” visivo e promozione da magari un disco valido di una nuova/recente band. E questa non è solo colpa delle labels ma anche del tutto il “rock system”. I stessi giornali, i promoters ecc. sono sempre in ricerca di quelli che hanno creato il loro pubblico la epoca d’oro della musica (80s – 90s). E ovviamente il grande pubblico che riempie i stadi si influenzano da loro (qui non si parla di quelli che cercano tutto il giorno su youtube a trovare gruppi validi per loro e vanno ai clubs che suonano con 15 persone, nessuna ironia intesa, anzi…) . Per me gli ultimi gruppi “riempi stadio” che mi vengono in mente sono agli inizi del 2000 e sono i SOAD e gli Slipknot (nel metal). Poi, chaos. Stessi nomi, stessi progetti, stessi headliners. Per i prossimi 5 anni ci saranno ancora gli Irona Maiden e i Metallica e le varie reunion di Faith No More ecc. ma poi ci saranno 3-5 gruppi che dovranno riempire il vuoto. In tutta onesta non posso prevedere come anrdanno le cose, ma per ora sembra che il hard rock/metal stia perdendo vita dagli stessi che glielo hanno datta anni fa.

    ps. perdonate qualche errore di gramatica o ortografia, non sono italiano.

    peace, K.

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    • Tonizzo

      Io l’ultima volta che ho visto gli Slipknot è stato ad un gods of metal di qualche anno fa, e hanno suonato in seconda serata dopo una performance dei Motley Crue tutt’altro che memorabile, ed erano rimasti 4 gatti ad ascoltarli. Gli gli Slipknot siano dei riempi stadio non sono molto convinto. Ma sono convinto del fatto che gli slipknot abbiano fatto un concerto molto diverso dal solito metal, molto coinvolgente e divertente, mentre i Motley ricevevano ovazione sull’annesimo Home Sweet Home col pianoforte a coda ed altre tamarrate da puro revival fine 80s.

      Reply (in reply to Kostas)
    • Tonizzo

      Sono stato da poco all’ennesimo tour dei Deep Purple. Al di là della tristezza dell’attuale estensione vocale di Ian che gli concede un 20% del suo repertorio storico, quel che mi ha colpito è che la gente cantava SOLO i pezzi storici. Di tutti gli album che i Deep Purple han partorito negli ultimi vent’anni (almeno) non gliene frega un cazzo a nessuno, se non forse a qualche fan sfegatato. Saranno anche belli e suonati bene, ma è tutta roba fuori tempo massimo. Ascolti un pezzo mai sentito e sei lì a chiederti “ma sarà una b side di Fireball… o una roba del 2013”? Come voi, io vado se possibile a tutti i festival hard rock / metal a vedermi le vecchie glorie, ma con la consapevolezza che sono ad un concerto di vecchie glorie, non ad una loro rinascita.

      Reply (in reply to Kostas)
  4. Gian

    100mila musicisti fai-da-te della domenica con preparazione approssimativa GuitarPro dipendenti, l’abuso dispersivo di intere discografie mp3 senza riferimenti, il conseguente vuoto culturale con cui fare i conti, la ricerca della sola fama che, per cercare il minimo bagliore della luce del successo, porta alla formazione di 150mila band…. con il solo risultato di svilire il grande sogno sovrano del Rock’n’Roll,vera anima del tutto.
    poi sono arrivati i pc e i cd “home made” che hanno letteralmente ridotto a ZERO la curiosita’ che affascinava gli ascoltatori giovani (ormai meno della meta’ anche quelli, per demografia pura) e spingeva le band a crearsi un seguito.
    Piu’ che chiedermi che fine abbia fatto il Metal io mi chiederei che fine ha fatto il SOGNO!!!

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    • Tommaso Dainese

      La chiusura del tuo commento mi ha colpito. Un bel pensiero.

      Reply (in reply to Gian)
    • _Ozzy

      Bellissimo commento assolutamente in linea col mio pensiero.
      Zero curiosità, zero batticuore nel comprare un disco, aprirlo, toccarlo, immaginarlo e solo alla fine ascoltarlo.
      La società del “tutto e subito”, del “consumenfast, die young”; certo non sono tutti così, ma la stragrande maggioranza.

      Reply (in reply to Gian)
    • Davide "Foxx"

      Ottimo pensiero, concordo.

      Reply (in reply to Gian)
    • nick

      Amen fratello, soprattutto per la ricerca della “sola fama”, mi sono iscritto solo per dire che la penso proprio come te.

      Reply (in reply to Gian)
    • Mariano

      Grande… hai centrato tutti i problemi VERI!!!

      Reply (in reply to Gian)
    • andrea

      il commento di Gian è esattamente quel che pensavo, con un’unica aggiunta: è anche cambiato il modo di socializzare in generale e quindi anche nel metal! una volta ai concerti si facevano sempre 4 chiacchiere con qualcuno, ora ci sono più probabilità di litigare con che altro! come si fa a formare una scena e un movimento se non si riesce neanche a fare amicizia?? tutti li a chattare con quei ca**o di smartphone!! dai raga sveglia!!

      Reply (in reply to Gian)
    • Sandro

      Plauso saggia risposta grazie concordo in pieno

      Reply (in reply to Gian)
    • Sherpa

      citazione: “”..poi sono arrivati i pc e i cd “home made” che hanno letteralmente ridotto a ZERO la curiosita’ che affascinava gli ascoltatori giovani..”” mi associo a tutto il tuo pensiero, però mi chiedo.. se all’epoca avessi avuto questi mezzi moderni.. avrei acquistato tutti i miei LP? sicuramente no. quasi un terzo dei dischi non l’avrei acquistato. Ora, 20 anni dopo, ho la possibilità di sentire prima e, di conseguenza, ..scegliere l’acquisto. Non mi sembra di demonizzare il lavoro fatto dagli artisti o l’industria rock, ma solo un mezzo in più nelle mani dell’ascoltatore/consumatore. Per il resto hai maledettamente ragione, quei sogni e quell’energia di quell’epoca non si ritrova facilmente, poi guardo la mia carta d’identità.. e, in parte, me lo spiego!! 😀

      Reply (in reply to Gian)
  5. Enrico Bortolotti

    Era da molto che mi aspettavo di leggere un articolo come questo. Curiosamente, laddove si parla di musica, il tema “vecchiaia” è evitato come la peste: bisogna far finta di credere che un Mick Jagger ha ancora i brufoli e che sicuramente dopo il tour di addio dei Sabbath riprenderà la sua carriera solista, come se fossimo ancora alla fine degli anni ’70… Mi sono piaciute anche le risposte che ho letto qui sotto. DIrei la mia su questo fatto, se mi è permesso: il vizio di guardarsi indietro è la caratteristica dei tempi che viviamo. Ditemi voi dove sono ambientate la maggior parte delle fiction ad esempio: nel futuro come in certi, paradosso dei paradossi, splendidi telefilm anni’70 (A Come Andromeda, Gamma, per citarne alcuni…) o in un passato retorico? E questo è solo un esempio. Il fatto sarà che il passato è consolatorio, rassicurante, e in tempi di grandi cambiamenti, o qualcosa del genere, è nell’indole umana guardarsi indietro piuttosto che avanti. Del resto, il problema è che, se come per l’esempio delle fiction, si guarda al passato retorico recitato (male) da attorucoli televisivi e non al Vero passato, sicuramente meno enfatico e melenso, anche nella musica si guarda ad un passato immaginario, piuttosto lontano dalla realtà: Lemmy era un bel po’ che soffriva, ad esempio. I Motley Crue sono una barzelletta, il loro tour di addio è una telenovela, e i Black Sabbath di oggi sono una ottima trovata commerciale, e lo dice un fanatico di Iommi come me! Li ho visti a Bologna nel 2014 e hanno suonato bene, veramente bene, forse anche “troppo” bene, ma siamo sempre lì: meglio pensare che esistano i superuomini che a 70 anni suonati ballano e saltellano su un palco per 2 ore, piuttosto che accettare l’idea che possa esistere qualche “aiuto” dalla regia…

    Reply
    • andrea

      di che concerto parli esattamente? i Black Sabbath a Bologna hanno mostrato i pregi e difetti che li caratterizzano da sempre: un muro sonoro impressionante costituito da basso chitarra e batteria, una voce inconfondibile e allo stesso tempo molto approssimativa. così hanno inventato un genere a cui chiunque dopo di loro ha attinto, così ci stanno salutando, ma parlare di aiuti dalla regia lo trovo davvero inappropriato.

      Reply (in reply to Enrico Bortolotti)
  6. Max Guzzi

    discorso interessante… però.. a parte che molti tour d’addio secondo me son palle per fare sold out, poi per decenni si è etichettato il metal come musica da ragazzini.. beh ora sarà da dinosauri, fanculo, credo che avrò avrò musica giusta da sentire fin che campo.. dopo amen, se i giovani si gasano di quella merda di nu metal.. peggio per loro, o di casino come il death e poser o schizzati come il black… ma anche marylin manson che è ha un aspetto malsano terribile, o i rammastein, che va beh.. non sono male, ma basta un qualsiasi pezzo dei running wild, (per parlare di tedeschi), per dargli merda… peggio per loro, (i giovani), io cosa posso fare? cmq gli iron ci sono ancora e vanno bene, anche se a me l’ultimo disco non mi gasa tanto… a giugno o sentito i judas e sono stati potenti…. poi non so.. tempo fa ho scoperto i powerwolf e sono potentitissimi anche se truccati così non danno certo un idea di serietà, cmq sono un gruppo abbastanza recente.

    Reply
  7. sleaze

    Se il futuro del metal,è proprio il nu metal,come slipknot,korn,e altre merdate varie,che radio incompetenti come Virgin radio,vogliono far passare come il futuro del Rock,io continuerò ad ascoltare i miei cd e i miei vinili,cassette comprese,che acquistai negli anni 70,80,90,meglio rimanere miopi e legati agli anni d’oro,che assoggettarsi,a questo finto Rock,tutti strilli e nessuna sostanza,che ci vogliono far masticare come futuro del metal

    Reply
  8. Gliuck

    Un articolo molto sentito e più globale di quanto si possa pensare.
    L’eccessiva sfiducia verso il nuovo/diverso purtroppo è ignoranza musicale e culturale che pervade gran parte del pubblico purtroppo. Ciò fa annegare lentamente il metal nello stagno della tradizione.
    Ma se non bisogna essere meri epigoni della tradizione non ci si può nemmeno permettere di essere eccessivamente aperti al nuovo: pena la perdita d’indentità che contraddistingue il genere, ma di trovare gradualmente un giusto equilibrio fra nuove sonorità e sonorità tradizionale affinché gli elementi essenziali tanto amati non vadano persi ma risultino il più possibile freschi se non nuovi. Questo è più difficile, secondo me, che innovare: trovare il giusto equilibrio fra tradizione e novità per adattarsi alla contemporaneità.
    Al passato deve essere concesso di rimanere passato e non vivere una forzata e continua riattualizzazione.

    Reply
  9. Stefano

    Beh, l’articolo mi trova d’accordo solo in parte, è forse un po troppo catastrofico ed allarmante. I mostri sacri non sono immortali, sono esseri umani non più giovani che potrebbero non aver più voglia o energia o ispirazione… e magari voglia di stare a casa in famiglia e non perennemente in viaggio per il mondo. Come dar loro torto? Il fan è capace di grande spietatezza, li vorrebbe sempre al 100%. Comunque non mi preoccupo più di tanto: il Metal è uno stato d’animo oltre che un genere musicale. E’ sopravissuto al pop anni 80, è sopravissuto al grunge ed all’hiphop anni 90, sopravvive oggi ai vari Talent Show. E come? Semplicemente rinnovando, contaminando e sperimentando. Il Metal muore ogni 10 anni e poi rinasce dalle sue ceneri in nuova forma ma con lo stesso spirito, pronto ad emozionare una nuova generazione di ascoltatori ed a far parlare di se. Saluti a tutti

    Reply
  10. Davide "Foxx"

    Ci pensavo ultimamente, più che altro sulla possibilità di avere “nuove” leggende nel futuro, ovvero pensare appunto che gli Slipknot, per dirne una, possano essere considerati tra diversi anni quello che gli Iron Maiden sono ora.
    Non saprei dirlo, la scossa deve arrivare da tutti, ma soprattutto da chi “comanda” il gioco, qualcuno deve prendere per mano una band e costruire attorno ad essa quello che è stato costruito per le citate leggende del presente / passato. Senza snaturarla però, che credo al giorno d’oggi sia il rischio più grande…
    Forse il problema sta anche nella musica stessa però, in quanto nel 2016 è veramente difficile creare qualcosa di nuovo ed originale ma al tempo stesso appetibile dai più. Slipknot e Alter Bridge, ok, ma molti album e band a cui tutti danno riscontri più che positivi siamo sinceri, hanno appeal solo per chi è dentro questa musica, per chi ha un certo orecchio e una certa conoscenza.
    I Motorhead, i Metallica, i Maiden, con la loro formula erano in grado di coinvolgere anche chi aveva un orecchio “inesperto”, non credo lo stesso discorso si possa fare per i Meshuggah, per citare ad esempio una band considerata innovativa e con album sempre valutati come eccelsi.
    I nuovi motorhead non ci saranno semplicemente perché ci sono già stati, migliaia di band hanno seguito queste imponenti orme e anche se 3 o 4 di queste lo fanno in modo fantastico addirittura riuscendo ad inserire qualche elemento originale, saranno sempre considerate ottime band ma “ispirate da”.

    Reply
    • Pirluigi

      Credo sia una questione di soldi , finché ci saranno gruppi che tirano la baracca , i discografici mungeranno , dopodiché riempiranno i vuoti che mano mano si creeranno. Sta’ a noi aprire lo sguardo e le orecchie , in modo da stimolare sia i discografici che le band , verso la qualità e la quantità. Io credo che si siano già chiesti che cosa vogliamo sentire. E’ probabile anche che debba passare un periodo di “morta” prima di una nuova era metal

      Reply (in reply to Davide "Foxx")
  11. fabio

    Scusate ma non è che semplicemente i gruppi di adesso non fanno musica anni 70 perchè non siamo negli anni 70?
    Non possono esserci quegli ideali e quella idea di musica la adesso.
    A quel tempo non c’era nulla e si poyeva fare tutto. Ora che c’è stato presentato rock in mille forme come potete pensare che una rock band possa calcare quei fasti?
    I tempi,gli ideali e i gusti sono cambiati.
    Forse quel tipo di rock non ci sará più se non per chi ha ancora la fortuna di capirlo perchè ha vissuto (o almeno di riflesso) gli anni 70/80
    Ora il rock (che riempionogli stadi) sono i foo fighters, i muse ecc
    Non voletemene non voglio paragonare niente a nessuno è solo una constatazione oggettiva.

    Reply
  12. Maxxis

    È inutile e fuorviante parlare delle 150mila band mediocri che hanno la possibilità di autoprodursi cd homemade con GuitarPro, anzi, più giro c’è e più è probabile che nasca qualche stella.
    Detto questo i gruppi validi e professionali ci sono e ci sono sempre stati anche oltre ai mostri sacri; potrei elencarne a decine con centinaia di grandi album.
    Hanno soli bisogno di visibilità e di qualcuno che rischi investendo su di loro.

    Reply
  13. pierluigi fasano

    Credo che dipenda tutto da noi…Il pubblico,chi compra,chi guarda e chi sente e non dai gruppi stessi e dalle case discografiche perché siamo noi a rendere grandi questi gruppi,non solo i manageers e case discografiche,in tutto,in ogni cosa,siamo noi a fare la differenza.Io inizio da ora cercando di ascoltare il nuovo senza pregiudizi e preservare il passato.Perché alla fine anche i grandi mostri del passato hanno tratto spunto oppure addirittura ritritato quello che li antecedeva.Siamo in una nuova epoca dove non solo la società e le idee cambiano ma anche la musica,la musica é l’arte più rappresentativa di un epoca e generazione e lo sarà sempre!Nessun genere é mai morto,solo la musica classica oramai é divenuta cimelio ma questo però dopo 400 anni di mutamenti e cambiamenti!Non bisogna nemmeno gli artisti pop perché la colpa e del pubblico non la loro!Questa é una generazione e decennio in cui dominano nuovi stili e forme,le persone sono meno propense a sentire una chitarra distorta,non la reggono! Questa purtroppo é la nuova generazione ma che sicuramente muterà,magari tra 10 anni ci sarà un boom di rock e metal dove riemergeranno tutti i mostri di ora,anche gruppi mai sentiti.Ricordiamo che gruppi come i metallica hanno vissuto un epoca moolto simile alla nostra,un epoca dove regnava la discomusic e il pregiudizio ma che alla fine hanno prevalso i primi,i gruppi rock e metal che nel loro piccolo hanno sempre avuto un certo valore culturale a differenza della musica industriale fatta per il momento e fatta per il divertimento.Alla nostra attuale generazione garba poco il rock e questo ricade sui discografici che hanno paura nell’investire sul nuovo oppure investono ma cambiano radicalmente il sound delle band che sfruttano.Alle persone non interessa sapere se quella determinata band da dei messaggi costruttivi oppure ha impiegato anni di studio per elaborare quei determinati suoni e testi,alla persone interessa il fine,le bend devono solo cogliere quello che vuole la nuova generazione.Punto.Scusate gli errori di grammatica ma andavo di fretta

    Reply
  14. Tdr

    Scusate se mi intrometto ma credo di conoscere la scena musicale attuale meglio di qualcuno di voi per un motivo molto semplice: ho 17 anni ma amo comunque il metal. Io vedo quelli della mia età andare in discoteca e considerare band come maroon 5 o one direction come band rock mentre in realtà sono solamente gruppetti pop che scompaiono quattro-cinque anni dopo essersi fatti conoscere e aver fatto una barca di soldi. Beh se il rock è davvero questo (ma spero vivamente che non lo sia), allora per me può pure andare all’inferno. Quanto al metal, non credo che potrà mai tornare quello degli anni ottanta… ormai è tutta roba già sentita. C’è bisogno di generi nuovi, innovativi e comunque interessanti, come il prog metal, che non è mai lo stesso. In ogni caso, dubito che il metal tornerà di moda… ormai tutti ascoltano musica di merda con un significato artistico praticamente inesistente. Scusate il pessimismo ma credo che il metal non abbia abbastanza ascoltatori o interessati per restare un genere con un buon successo commerciale, troppo pochi della mia generazione sono metallari abbastanza seri. Il metal probabilmente sopravviverà finche ci saranno ragazzi arrabbiati con il mondo,ma diventerà un genere di nicchia come la musica etnica o il jazz o la musica medievale. Di sicuro non ci saranno più gli stadi pieni di fan fra 30 anni, una volta scomparsi tutti i grandi gruppi del passato… mi dispiace ma per come la vedo io sarà così.

    Reply
  15. matteo

    Al di là si scrive staccato. L’aldilà è quello dove è andato il povero Lemmy.

    Reply
  16. fabio

    Vorrei ricordare che un decennio fa gli iron maiden suonavano all’alcatraz e gli ac/dc facevano 4000 persone(solo la curva al delle alpi) poi c’e’ stata una grande diffusione nell ultimo decennio….i Metallica e i Soundgarden o i Nine Inch Nails o Rob Zombie fanno gli stadi all’estero…l’onda arrivera’ anche nella provincia italiana tra qualche anno…

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  17. adriano

    il problema del metal è uno solo: non ce so’ più i metallari!

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  18. GR

    C’è talmente tanto da dire che non si sa da dove iniziare: Le Major non credono più nel metal perché è cambiato il mondo? Gli stessi amanti di musica rock sono ancora interessati a sostenere il marcato discografico? Suonare il rock era uno stile di vita, quello che suonavi rifletteva il tuo essere e quello di tanti che avevano il tuo stesso vissuto ma credo che ora non sia più così. La musica era un mezzo per dire molto ma ora c’è Internet ecc ecc

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  19. Andrea

    come si fa a raccogliere l’eredità di band come iron maiden, black sabbath, motorhead ecc ecc ecc?
    non si fa.
    una volta si doveva andare ai concerti, acquistare delle riviste specializzate, farsi crescere i capelli e farsi guardare male per la strada dalle persone “normali”.
    gli artisti erano considerati dei miti.non si sapeva come fare per vederli (parlo da italiano che ha vissuto gli anni 80 da adolescente) non tutti avevano un videoregistratore e non tutti avevano la videocassetta del “live after death”.
    oggi se esce un gruppo decente che potenzialemente potrebbe eguagliare la gloria di qualche band del passato viene immediatamente vivisezionato da chiunque e chiunque può dire la sua davanti al mondo inveendo trollando e blastando (per utlizzare termini moderni) contro questo o quell’altro artista.
    una volta volevamo essere come loro.oggi siamo come loro.facciamo un video con un cellulare e tutto il mondo ci può vedere.ma spesso non ci guarda nessuno e siamo troppo presi dal creare il mito di noi stessi o a parlarci addosso perchè quelli sono posers, quegli altri hanno il dj sul palco, quegli altri si truccano ma non hanno capito che siamo nel 2015.e come lo crei un mito in un mondo in cui tutti smerdano tutti e ogni due secondi esce un video parodia che fa più visualizzazioni dell’originale?io stesso
    continuo ad ascoltare i metallica (i vecchi metallica), i vecchi maiden, saxon, cult, acdc, slayer, europe, bonjovi, MR big, malmsteen, anthrax, megadeth, death, testasment, sepultura, pantera e quanto vogliamo andare avanti? ma poi ho scoperto gli slipknot che hanno unito qualcosa degli slayer con altre cose elettroniche e chitarre droppate, o i linkin park molto semplici ma efficaci con le loro melodie e la fusione col rap e con suoni distorti, gli avenged sevenfold, i sigur ros (che col metal non c’entrano nulla) i korn, i rage against the machine i system of a down ecc ecc ecc ecc
    ho ascoltato.un disco come somewhere in time resta irripetibile e lo fanno bene i maiden.e mi piace ascoltare i maiden di adesso ritrovandoci cose del passato.per il futuro ci sono altre band che devono lottare con il multimediale, youtube, il download selvaggio perchè tutti adesso hanno tutto a portata di mano.
    possiamo avere tutto quello che vogliamo in casa nostra, aspetto i sistemi olografici per non dover uscire di casa per andare a veder un concerto del mio gruppo preferito così mi evito tutti quei cazzo di telefonini alzati che non mi fanno mai vedere niente.
    se un gruppo di oggi se ne uscisse con un disco tipo the number of the beast non farebbe lo stesso successo che fece questo LP negli anni 80.
    non è la discografia che non crea i miti.oggi non c’è nemmeno più la curiosità di crearselo un mito perchè è molto meglio andare a vedere un video di truce baldazzi probabilmente.
    e chi credeva nei miti oggi è troppo grande per crearsene dei nuovi.
    oggi si piange perchè muore l’attore di fast and furious (con tutto il rispetto).
    comunque a roma al concerto dei linkin park c’era un mare di gente ed ero felice di essere li come lo sarò per i winery dogs, per gli iron maiden e come lo sono stato per gli slipknot anche se non si sentiva la voce.
    un gruppo di oggi che imita troppo musicalmente una gloria del passato un po’ mi fa sorridere.
    mi sono tolto tutta quella puzza sotto al naso che ci fa credere che i miti non nascono più perchè non suonano gli stessi power chords di welcome to the jungle, e forse non ce l’ho mai avuta.

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  20. Eirinn

    La situazione è molto diversa oggi. C’è molta più informazione (su internet si trova tutto ciò che si vuole, e questo include tutte le band metal anche più insignificanti), mentre dall’altra parte è molto più semplice produrre un disco. Il risultato è un panorama moto più frastagliato e fatto di band che quando va bene raggiungono al massimo lo status di una band mediocre negli anni 80. Non so se è un male: le ramificazioni sono talmente tante e diverse che è molto più semplice trovare la band che più si confà ai propri gusti. I grandi gruppi da questo punto di vista sono un problema, hanno una base di ascoltatori impareggiabile oggi, ma come già detto nell’articolo, finché si guarda indietro, avanti non si va.

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  21. The Fortune

    L’articolo pone dei buoni interrogativi ma il tutto è trattato in modo,come al solito,grossolano ed inconcludente. Basta stronzate sulle major e affini,la realtà è che non si investe più sulla musica perché non è più un investimento sicuro,grazie ai tanti che si limitano a scaricare mp3 per caricarsi l’iPod e che al massimo comprano il best of da 10€ comprato in autogrill. Inoltre non credo che il problema sia nel “non aver creato nuove star”,quanto nell’assenza di nuove star,e chiunque paragoni slipknot,tool e cagate simili a gruppi come motorhead e black sabbath non ha capito nulla.
    Il problema non è nella innovazione,non bisogna ricercare innovazione,questo ci porterà solo ad annoverare chiunque si infili una chiatarra nel culo come artista. Il problema della musica,soprattutto nel metal è la mancanza di originalità,creatività e comunicazione. I Motorhead sono sempre rimasti esattamente come erano per 40 anni,ma la loro capacità di comunicare e la loro creatività non può essere messa in discussione. Basta stronzate su innovazione e paragoni con band che,con tutto il rispetto per i gusti di tutti, non possono neanche prendere il posto di una cagata dei Motorhead o dei Sabbath. Preoccupiamoci della totale mancanza di creatività e dell’incapacità di saper esprimere un emozione tramite la musica,visto che pare che l’ultima generazione in grado di farlo si sta decimando

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  22. Jacopo peruzzi

    Salve a tutti, mettiamo in conto che sono morti Peter steele , dimebag darrel e altri che ora avrebbero dovuto prendersi il testimone! Ci sono gruppi molto belli partendo dai toscani domine fino ad arrivare ai dream teathre Symphony x e chi ne ha più ne metta! Il problema non è chi riuscirà a portare avanti il mondo metal ma chi l’ascolta! Dobbiamo chiedersi perché gruppi tipo gli avenged Seven fold vanno avanti mentre altri molto meno curati d’immagine ma personalizzati nel modo di suonare restano sotto! Io personalmente vedo una sofisticazione del mondo metal da parte di chi ascolta più di chi produce! Se io faccio il gelato alla merda e li comprano sono io strano o é strano chi lo compra per mangiarlo? Gente che ascoltava i primi satyricon ascoltava i tokio hotel, gente che asciltava gli stratovarius ascoltava the rasmus? Il problema è che prima all’inizi del rock/hard rock / metal tutto era molto più definito e faceva cultura! La gente ha perso l’interesse alla qualità ma ha preso il via a guardare l’immagine più. Che ad ascoltare i suoni prodotti da questi! Il Black metal è stato un fulmine nel cielo del nord e ha illuminato soli pochi! Il Death è diventato pop quasi, il power metal non ha tematiche valide , il prog difficile di ascolto rimane marginale ……. I signori del rock led zeppelin , doors, queen , jethro tull, deep purple ecc ecc non vengono ascoltati perché sono vecchi e questi crea un gravissimi buco evolutivo! Semplicemente basterebbe ascoltare la musica per apprezzare !

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  23. Luke81

    Il tema è molto interessante, e già da un po’ mi era capitato di pensare alla cosa. Purtroppo il tempo passa per tutti, e dovremo abituarci a leggere con sempre maggior frequenza dei grandi musicisti dei gruppi hard e heavy che ci lasciano, per cause tutto sommato naturali.
    Riguardo al futuro non so davvero da che parte schierarmi… Da un lato le possibilità date dalle nuove tecnologie (sia in fase di produzione che di promozione e visibilità) favoriscono una grossa attività underground. Tuttavia mancano nuovi nomi di peso, e come detto anche nell’articolo, chi dovrebbe raccogliere il testimone non ha il bacino di pubblico necessario.
    E’ anche vero che spesso l’heavy metal va in “letargo” a livello di mainstream, ed ha poi improvvisi ritorni. Dopo i grandi anni 70 e gli irripetibili 80, la prima metà degli anni 90 è stata monopolizzata dal grunge e dal rock alternativo, vedendo il metal tornare nell’underground; voglio dire, quell’epoca ci ha regalato il black metal, che anche se non mi fa impazzire, non è cosa da poco.
    Volenti o nolenti, il metal ha riacquistato un sacco di visibilità tra fine anni 90 e primi 2000, anche grazie all’Ozzfest e al Nu Metal. Qui molti grideranno allo scandalo, ma per me in alcuni casi si tratta di metal, per attitudine, e potenza di suono (vedi Slipknot).
    Ora da una decina di anni la scena è ancora abbastanza fiacca, e non sembrano esserci nuove contaminazioni o proposte che possano attrarre il grande pubblico.
    Io però credo fermamente nell’Heavy Metal, in tutti ii suoi generi e sottogeneri, e credo e spero in un ennesimo colpo di coda che gli riporti la visibilità che merita.

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  24. darren

    so everybody has a point of view but nobody wants to put the balls on the line, it is easy writing comments here but what we need is everyone to get to the concerts, we need more pubs and clubs (in italy) to allow people to play their music (not vasco rossi cover bands) we need bands to be original and full of new concepts (not more reggae or ska) music to entertain move the people, back to basics, write in your own language to bridge the divide between stage and audience, and most of all be yourself.

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  25. MATTEO

    No…il problema è che tutta la gente ha smesso di EMOZIONARSI per il Metal come per qualsiasi altra cosa! E in italia è ancora peggio…perché è una nazione complessa, con mille differenze regionali, una storia culturale, politica e religiosa imparagonabile a quella degli altri paesi e che di sicuro non avvicina a questo tipo di musica! Le persone hanno perso la RABBIA e la GRINTA! Siamo purtroppo tutti anestetizzati da internet e affini… Hai concerti ormai vedo solo gente con il telefonino e la birra appoggiata alla panza, belli tronfi, annoiati e stanchi… SAD BUT TRUE !!

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  26. dario

    Siamo in piena epoca neoclassica. Non so a chi dare la colpa, ma nessuna tendenza musicale è riuscita a soppiantare quella precedente, come è giusto che sia. E non parlo solo di metal.
    I Beatles e gli Stones misero in naftalina i vecchi bluesman. l’Hard Rock degli anni ’70 soppiantarono la vecchia cultura musicale hippie-psichedelica del decennio precedente. Negli anni ’80 esplodono il punk e la New Wave, e non c’è più spazio per Led Zeppelin e Deep Purple e i vari “dinosauri” dell’hard rock. Il Grunge spazza via l’hair metal e i vari Cinderella, Poison, Europe finiscono nel dimenticatoio. A loro volta, gruppi come Radiohead, Oasis, Blur etc rendono l’alternative britannico un fenomeno di massa, e soppiantano il grunge a stelle e strisce.
    E oggi? E fresca di giornata la notizia della reunion dei Guns n’ Roses, che seguono a ruota quelle dei Police, dei Led Zeppelin, quella dei Black Sabbath degli anni precedenti. Insomma, dagli scantinati del rock vengono tirati fuori vecchi arnesi (con tutto il rispetto), perché nulla di epocale è riuscito ad affermarsi sulle scene. Cosa impensabile fino al 1999.
    Davvero molto triste.

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  27. Daniele in Svezia

    Io penso che sia invece proprio una questione di proposta musicale, e ripeto quello che vado dicendo da qualche anno ormai: ​a partire dagli anni ´90, il metal si è sempre più diviso in nicchie e sotto nicchie, con una valenza comunicativa minore rispetto alle forme classiche. Queste nicchie possono avere avuto il loro momento di grande popolarità, ma non hanno mai avuto la stessa valenza universale in termini comunicativi.
    Per molti versi, certo metal degli anni ’80 rappresentava il mix perfetto, in termini di aggressività, melodia, ritmo, violenza, tecnica strumentale e aggiungici quello che vuoi. Tutto rappresentava il punto di equilibrio ideale per aggregare il maggior numero di persone che amassero sonorità heavy. Poi le band, per questioni creative, hanno cominciato a rompere questo equilibrio, chi insistendo sulla melodia, chi enfatizzando la violenza, chi la velocità, chi la tecnica, chi puntando alla semplificazione, chi inasprendo l’aspetto estraniante, e così via. Così si è rotto l’equilibrio, creando altre nicchie valide e di successo, ma sempre più nicchie. La cosa ha portato ad una progressiva diminuzione dei gruppi con valenza universale, in grado di piacere “a tutti”. Gli Iron Maiden, i Judas Priest, i Motörhead, avevano questa valenza. Uno poteva ascoltare di preferenza death metal ma ad una Painkiller o una Fear Of The Dark, nella stragrande maggioranza dei casi, non sapeva dire di no comunque. Persino band che negli anni ’80 erano più estreme, ad un certo punto lo hanno capito, e vedi i Metallica che si mettono a fare il Black Album.
    Non c’è quindi nessuno scandalo nel fatto che oggi la gente ascolti ancora gli Iron Maiden: è normale, la loro musica ha una valenza universale maggiore di quella degli Zeke.

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    • LUKE

      Daniele in Svezia, hai secondo me centrato il punto. Le grandi band che hanno fatto la storia del metal, hanno saputo divenire trasversali a generazioni diverse, sono uscite dalla settarietà, che tanto piace ad alcuni pseudo puristi di una musica per pochi. Non si crea movimento, interesse se non attraverso una musica che sappia trasmettere emozioni in un linguaggio universale. Non si nasce metallari, si nasce con la passione per la musica poi con il tempo si scopre la musica che più si addice alla nostra anima. Così è stato per me negli anni 80 ed è così oggi.
      Non stupiamoci se ancora oggi porti un amico che non ascolta metal ad un concerto dei Judas Priest e ne rimane affascinato e comincia ad ascoltarne tutta la discografia………… Non meravigliamoci se l’industria musicale investa sull’usato sicuro…. Godiamoci gli ultimi anni di queste grandi band ed aspettiamo fiduciosi per il futuro. Rispettiamo ed amiamo le nostre radici e vedrete che l’albero darà nuovi ed ottimi frutti.

      Reply (in reply to Daniele in Svezia)
  28. alessando

    Sarà dura…….ho appena bevuto un 2-3 bicchieri di primitivo di manduria del 2013, quindi mi scuso per eventuali errori grammaticali.A natale, ero a casa di mio cugino di 17 anni, mezzo punk, mezzo nerdo, mezzo strano,mezzo musicista……vi ci riconoscete? Io si. Mentre tutti Stombolavano, lui stava in cameretta, con un vinile i mano a guardarlo e riguardarlo, se lo coccolova, se lo teneva tra le mani come fosse un tesoro. Non c’entrava niente col metal perchè era un album dei Fugazi, però questo manca oggi, quel sentirsi orgogliosi di avere tra le mani un piccolo tesoro personale che rimarrà per sempre incollato nella memoria. Sono sicuro che ancora oggi ci siano band valide che si sbattono ad ogni album e concerto ma l’attitudine, la consapevolezza di condividere con altri questi piccoli tesori è sparita. Mi spiace per la malinconia, ma vedere il mio piccolo cugino di 17 anni, coccolare il suo tesoro, per me che no ho 42 è stato un momento toccante che mi fa ancora sperare. Scusate se sono fuori tema. Vi rispetto tutti quanti.

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  29. Filippo

    Ho l’impressione invece che il problema sia una saturazione (di fatto) delle possibilità comunicative del metal. Ho 34 anni e ne ho ascoltato tantissimo e cerco ancora di ascoltare molti gruppi recenti, purtroppo però non riesco più a togliermi quella sensazione di “già sentito”. Non credo che i gruppi moderni siano meno intelligenti di quelli passati, semplicemente nel passato molte strade non erano mai state provate, e anche gruppi non eccelsi avevano il loro spazio, cosa che invece al giorno d’oggi non c’è più, anche per l’enorme numero di produzioni e la facilità di distribuzione. Negli ultimi anni ho assistito alla tendenza di mescolare la maggior quantità di generi possibile per dar nuova linfa, ma mi è parsa quasi una scelta dettata dalla necessità di emergere che non l’esigenza di chi scrive musica. Il futuro? A mio parere alcuni sottogeneri del metal spariranno a breve. Per il movimento in genere, non so come si evolverà, tuttavia ho l’impressione che gli irriducibili della non contaminazione diverranno una nicchia così piccola che di fatto spariranno.
    Tutto a mio parere, ovviamente.

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  30. Metallari in pensione | Fin's nerdish corner

    […] giorno un’amica ha condiviso sul proprio profilo facebook il l’articolo “Addio a Motley Crue, Motorhead e Black Sabbath. E poi? Una riflessione sul futuro del metal&#… con il quale fondamentalmente mi sono trovato completamente d’accordo, in particolare per la […]

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  31. Phate

    Il metal mainstream da sold-out negli stadi sta morendo, come è biologicamente anche giusto che fosse. Probabilmente non ci saranno nuove band metal capaci di bissare i sold out negli stadi dei grandi del metal, anche questo è vero. Ma, in fondo, oggi che non siamo più negli anni ’70/’80 frega un ca**o di qualcosa a qualcuno? Il classico hard ‘n heavy che ha reso celebri, attraverso sfumature sonore anche molto distanti tra loro, i grandi come i Sabbath, i Maiden o più avanti i Metallica ha smesso di dare contributo all’innovazione musicale da ormai quasi 30 anni. E sono sempre quasi 30 anni che, mentre le label cercando di proporre i nu metal come farmaco popolare morte dell’heavy, l’innovazione nel metal è andata avanti e giace drammaticamente nell’ambiente underground dei piccoli club. Persino i più famosi innovatori odierni riescono ad attirare appena alcune centinaia di persone ma poco importa! Lasciamo chi è convinto che il metal sia morto negli 80s ad ascoltare i capolavori dei Sabbath o dei Metallica. Io nel frattempo, oltre a quelli, ascolto Jarzombek come Thordendal, gli Animal ad Leadership come i Canvas Solaris, i Cynic come i Blotted Science. E fa***lo a chi pensa che tre power-chord messi in fila siano ancora oggi una nuova frontiera del metal. O che il fatto che gli innovatori di oggi si esibiscono per 500 persone in un club per 15€ di biglietto sia un problema.

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  32. andrea

    sono semplicemente cambiati i tempi, le band valide non mancano e se fossero esplose negli anni 80/90 avrebbero venduto vagonate di dischi (buckcherry, backyard babies, hardcore superstar per fare qualche nome) ci sono un po troppi gruppi senza la giusta ‘attitudine’ e aiutate dalla tecnologia sia dentro che fuori gli studi di registrazione ma come sempre le leggi del mercato le spazzeranno via. detto questo la scena è cambiata anche perchè le giovani generazioni hanno semplicemente meno voglia di sbattersi e sono più fighette. nulla di male, ogni epoca ha il suo modo di essere, di conseguenza dico solo che è inutile aspettarsi che oggi un ragazzino di 18 anni passi il suo tempo tra i vinili come facevano molti di noi negli anni 90 e senza questa attitudine (o meglio cultura) cosa ci si può aspettare? solo qualche reunion di vecchi bolsi che han fatto il loro tempo e oggi fan solo tristezza (ogni riferimento a mr. axl rose è puramente voluto), horns up forever!!

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  33. Ajeje

    Belli tutti i commenti di sogni, ideali, quello è morto, quello è vivo, si stava meglio quando si stava peggio,,,
    Il mercato lo hanno sempre fatto le case discografiche, la gente non ha mai scelto nulla. Se io ti infilo appetite of destruction pure nella pubblicità della carta da culo e ti passo lo spot ogni due per tre, avrò successo, stop.
    E’ un po’ come il discorso di zalone, fa successo a prescindere perchè è stato proiettato in ogni sala d’italia ed e stato propagandato fino alla nausea in ogni media esistente. Che sia più o meno bravo poco importa, tanto ha il successo imposto che è stato deciso.
    Spiace dirlo, ma ciò che era il rock nei 70’s ed il metal negli 80’s, oggi lo sono i justin bieber. Finchè le major non torneranno a spingere il rock/metal come fenomeno di massa, quello ci terremo.
    Fortunatamente, a me delle mode fottesega e la musica che mi piace me la cerco, che piaccia a pochi proprio non mi interessa.

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    • andrea

      ….insomma, mica tanto vero. le grandi major han sempre snobbato il metal, pochi gruppi han debuttato su major. forse magari dopo il primo successo… si allora potrei essere d’accordo. E’ cambiata la scena, è cambiato l’underground e son cambiati i metallari

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      • Ajeje

        il mercato era orientato su quelle sonorità, tutto ciò che passava per tv e radio (spot inclusi) era immerso di quella cultura rock, la gente brava a fare quella musica veniva cercata dai discografici, è quella la differenza sostanziale tra ieri ed oggi. Oggi il rock/metal non è più in pole nella cultura di massa (per scelte di major), dunque non c’è più quello spazio che potevi ritagliarti se eri bravo, ma solo perchè è cambiato il mercato discografico/interessi (meglio investire su un bieberminkia o un rapper con 3 neuroni), non l’underground che non ha mai contato una fava.

        Reply (in reply to andrea)
        • king diamond

          mai lette tante str****te tutte insieme, senza le migliaia di piccole case discografiche, club, appassionati e altro che si muovono nell’underground non ci sarebbe neanche questo sito, prima di spandere m***a attacca il cervello. se aspettavo le major col caz**o che ascoltavo dai royal hunt agli impaled nazaren marduk guns etc… e in passato idem non è mai fregato un ca**o alle major di investire su hard rock e metal in genere, in quanto generi sempre e comunque di nicchia. se avevi voglia andavi in un negozio di vinili e cassette e cercavi quello che più ti piaceva o lo richiedevi sperando che arrivasse al negozio, alla faccia della mega distribuzione capillare delle major

          Reply (in reply to Ajeje)
  34. Angel

    Sono solo in parte daccordo con l’articolo e cioè solo sul fatto che il rock e il metal non hanno fatto emergere più nulla, ma questo credo sia dovuto a mancanza di qualità e di anima. i giovani non mi sembrano più quelli incazzati di una volta, in più in passato ci si sfidava a virtuosismi ed eccellenza tecnica. Tra gruppi o singoli artisti c’era una forte rivalità a primeggiare che non poteva non fare il bene del movimento. Al contrario di quanto detto nell’articolo certe cose non si realizzano dopo averle studiate a tavolino.

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  35. alessio

    io sono convinto che non sia il genere solo metal a morire, hanno lo stesso problema le grandi band country o folk psichedeliche, blues che anche loro resistono solo nei grandi festival europei e non, in quanto evento di ritrovo di persone.
    Discorso a parte poi va fatto per l’italia che una cultura rock non l’ha mai avuta.
    Probabilmente questi generi erano nati in un momento strorico preciso che purtoppo non è ripetibile in quanto il mondo va avanti e solo pochi amanti nostalgici (come me anche) continuano a seguire.
    Molte cose sono state inventate e scoperte durante questi anni che hanno spalmato l’interesse dei giovani su più fronti, mentre una volta non c’erano molte possibilità.
    e come diceva qualcuno…Il mondo sta cambiando lo si sente nell’aria
    stay rock brothers

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  36. luca

    cazzo che piagnisteo generale! ripigliatevi tutti quanti Lemmy non vi ha insegnato nulla? chi stracazzo se ne frega se il metal riempie gli stadi o no, continuiamo a divertirci, a non prenderci troppo sul serio, a godere dei bei dischi che fortunatamente ancora escono! l’anno che si è concluso ci ha regalato grandi ritorni wasp,queensryche,thunder,europe,fear factory,scorpions tanto per citarne solo alcuni che mi hanno fatto ribollire il sangue proprio come quando ero ragazzo…anche con le stampelle long live rock’n’roll !!!

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    • luca

      ah dimenticavo preparate caschi e ginocchiere perchè il nuovo MEGADETH vi farà vedere quanto non è assolofottutamente morto il metal!!!!!!!

      Reply (in reply to luca)
    • marta

      Ascoltate qua! Invece di continuare a dire che è tutto morto, cercate di ampliare le vostre menti!

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  37. kaid

    Non vedo band all’altezza…per fortuna ho visto negli anni 90 metallica iron megadeth….godiamoci ancora loro pensate tra 15 20 anni..

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  38. Jius_Rock

    Esistono ancora, per quel che mi riguarda, gruppi che riescono ad elevarsi a icone (dentro e fuori l’ambito del Rock/Metal) avendo ancora diversi anni di carriera da svolgere. E’ il caso dei Dream Theater, che possono essere considerati a metà della loro carriera e che hanno dalla loro parte ancora molte frecce da scoccare (l’ultimo album, indipendentemente da come ognuno possa pensarla, denota una freschezza non da poco). O perchè non citare i Bring Me The Horizon, band che detesto, ma in grado di portare il successo mediatico di cui il genere ha bisogno. I Rise Against, gruppo Punk Rock che a quanto pare conoscono in molti. Insomma, i festival vanno avanti ancora, moltissimi giovani (tra cui me, si spera) continuano ad avere una band o ad interessarsi al mondo della musica rock, moltissimi amano spendere denaro per un album o talvolta un concerto, non vedo perchè debba esser il Rock considerato un genere alla deriva. Soltanto è mutato in una maniera tale da esser quasi irriconoscibile, modificato nella sua essenza e nel modo di esser suonato, dimostrazione di come invece sia un genere ancora in grado di offrire molto a chiunque si voglia avvicinare al suo mondo.

    Reply
  39. Stefano Bellini

    Consiglio a tutti il libro “Retromania”, risponderà alle domande di molti di voi.

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