Zornheym – Recensione: Where Hatred Dwells And Darkness Reigns

Non Serviam Records licenzia “Where Hatred Dwells And Darkness Reigns”, debut album degli svedesi Zornheym. Nonostante la band sia all’esordio non è certo composta da esordienti, anzi. Dietro la maschera troviamo Tom “Zorn” Nilsson, ex-bassista dei Dark Funeral, che si cimenta in questo nuovo progetto completando la line-up con membri dei Facebreaker e dei Diabolical.

Ben poco originali nella loro concezione di extreme metal sinfonico (ma potremmo stare qui ore a dibattere su cosa ci sia rimasto da inventare), i nostri Zornheym sopperiscono al gap con delle composizioni impeccabili, non solo curate nei minimi particolari per tecnica esecutiva ed arrangiamenti, ma anche ficcanti e dal forte impatto emotivo, arricchite da abbondanti dosi di musica sinfonica/operistica che ne rafforza l’alone drammatico senza farle scadere nel kitsch. Il tutto corredato da un concept horror che ci porta nella mente di un serial killer rinchiuso in un ospedale psichiatrico.

La sensazione di deja-vu è dietro l’angolo ma gli svedesi infilano una serie di canzoni coinvolgenti e semplicemente belle dove ogni elemento è al proprio posto. “A Silent God” è uno dei brani dal maggior tiro, con le sue cascate di riff veloci e taglienti dal flavour old school e una lunga parentesi di musica dall’appeal mediorientale in cui si adagiano la voce pulita e i cori (Tom ha infatti radunato un intero coro di musicsti della scena hard’n’heavy svedese chiamato per l’occasione Zornheym’s Chorus Tenebris).

In coda troviamo tre brani davvero entusiasmanti, un ménage à trois tra Emperor, Cradle Of Filth e Therion senza il minimo cedimento. Abbiamo la melodia portante catchy ma altrettanto epica di “Whom The Night Brings…”, le sovrapposizioni tra screaming, voce pulita maschile e femminile di “Decessit Vita Patris”, resa ancora più intensa dall’intervento puntuale del coro e degli archi, infine l’eleganza di “Hestia”, che sfuma in un malinconico finale di arpeggi e tastiere.

Debutto assolutamente incorraggiante per i nordeuropei, che pur non volendo puntare sull’effetto sorpresa, offrono un ascolto di buonissimo livello che entusiasmerà i sostenitori del connubio metal/musica classica.

Voto recensore
7
Etichetta: Non Serviam Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. The Opposed 02. Subjugation Of The Cellist 03. A Silent God 04. Prologue To A Hypnosis 05. Trifecta Of Horrors 06. And The Darkness Came Swiftly 07. Whom The Night Brings... 08. Decessit Vita Patris 09. Hestia
Sito Web: http://zornheym.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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